Viterbo, 23 maggio 2026 – Controlli di vicinato: nulla è cambiato, imperversa degrado, spaccio e sporicizia. È quanto riferiscono i referenti dei vari quartieri nella relazione inviata al Comune e trasmessa in Prefettura dove lunedì si terrà un incontro del Comitato di ordine e sicurezza, chiamato ad esprimersi anche su questo. A chiedere un report di monitoraggio sullo stato di attuaione del protocollo “Controllo di vicinato” è stata la Prefettura in una nota del 18 marzo scorso inviata al comune di Viterbo che poi ha inoltrato la richiesta il 23 dello stesso mese ai vari referenti di quartiere. Quello dei referenti del controllo di vicinato è un bilancio negativo. A San Pellegrino, secodo il referente, permane la situazione critica sotto l’arco alle scalette di via Grotti con spaccio e degrado. La richiesta di installare un punto luce e telecamere sarebbe rimasta a tutt’oggi insoddisfatta. Il responsabile Fulvio Fulvi parla di impegni non mantenuti come il pattugliamento a piedi delle forze dell’ordine almeno negli orari in cui si formano gruppi dediti allo spaccio, al consumo e al bivacco. “Spariti i presidi fissi”, dice Fulvi, “li abbiamo visti qualche volta a piazza San Carluccio, ma mai dentro San Pellegrino”. La droga sarebbe anche il principale problema del quartiere San Faustino con il referente del controllo di vicinato, Michele Ranucci, a dir poco esausto. Certamente scorato. “Non è cambiato assolutamente nulla”, dice, “totale disinteresse da parte di tutti. Per più di un anno non siamo stati riuniti. Non sono state trovate soluzioni per San Faustino dove il degrado persiste. Basta fare un giro nel quartiere per rendersene conto, le immagini spiegano più delle parole. Il controllo di vicinato si è rivelato totalmente fallimentare, le situazioni sono rimaste le stesse. Droga e sporcizia”. Stessa sinfonia a viale Trento, “La situazione è pessima, si sono spostati da altre zone e sono venuti qui a viale Trento che è diventato un centro di aggregazione. I problemi sono i soliti. La situazione si è perfino aggravata. Aspettiamo che il Prefetto ci convochi”, commenta il referente Massimo D’Alessio che, però, spezza una lancia sulle mancate convocazioni: “Con la polizia locale abbiamo avuto sempre un referente”, dice. Situazione “sotto controllo”, invece, a via dell’Orologio Vecchio, dove la referente, Monia Mustica, però, avverte: “è importante non abbassare la guardia e mantenere costante l’attenzione, per evitare di annullare i progressi fatti. Da noi i problemi si fanno sentire maggiormente con l’arrivo dell’estate”. Ora la parola passa alla Prefettura, con l’incontro di lunedì.
