Viterbo, 9 gennaio 2026 – “La povertà non è degrado. Lo diventa se alle persone non viene concessa la possibilità di recuperare la loro dignità”. Così il vescovo Orazio Francesco Piazza, ha risposto alla domanda su cosa pensasse della reazione preoccupata dei residenti di Santa Lucia alla notizia dell’arrivo nel quartiere di una struttura di primissima accoglienza in rete con la Caritas. “La povertà scaturisce da perdita di lavoro, da problemi familiari o di salute”, ha ricordato il vescovo che non si è sottratto al confronto con l’attualità cittadina durante l’incontro di ieri con la stampa. Povertà e qualità della vita saranno certamente dei temi presenti nell’agenda 2026 di monsignor Piazza che ha mostrato particolare entusiamo per la costituzione dell‘osservatorio territoriale, con Comuni, università, comunità montane, sottolineando con un certo fervore positivo la disponibilità a fare rete dei vari sindaci della Tuscia. Tra le tematiche da affrontare c’è “lo spopolamento, la denatalità, l’impoverimento economico“. Tra gli obiettivi del vescovo nei prossimi mesi ci sarà anche una certa attenzione ai giovani: “Vorrei ipotizzare per il prossimo anno un incontro con tutte le scuole”, ha detto. Il 2026 chiude anche il Giubileo, ma “Non dobbiamo far spegnere questo fuoco”, ha proseguito monsignor Piazza, “quanto mantenerlo vivo, continuando il percorso con iniziative nuove, forti dell’esperienza vissuta”. Tra le iniziative giubilari che verranno quasi certamente riproposte c’è la “Tenda del Giubileo” presso la chiesa di San Faustino, che potrebbe tornare nel periodo quaresimale. Un’azione, quella della Chiesa, che guarda non solo alla spiritualità, ma anche alla praticità: “23 giovani quest’anno hanno trovato lavoro grazie al punto di ascolto della diocesi e alcune sigle sindacali”. Tra problemi vecchi e nuovi, ci sono, poi, quelli che non ti aspetti: “Il gioco d’azzardo”, ha detto il vescovo, “se ne parla poco, ma il fatturato sul nostro territorio fa paura“. Il vescovo, però, rischia seriamente di restare nella storia di Viterbo per un progetto: “Istituire la celebrazione della ricorrenza di San Lorenzo“, patrono un po’ dimenticato della città, e riportare in vita quella parte della cattedrale a lui dedicata, che da anni è oramai chiusa e nascosta dietro il muro della parete terminale dell’edificio, sottraendo ai visitatori la possibilità di vedere lo splendore dell’opera “Gloria di San Lorenzo”. (Leggi qui)