Viterbo, 8 agosto 2023 – No ai rifiuti delle province del Lazio: la politica viterbese è tutta d’un sentimento. Oggi il voto unanime del consiglio comunale di Viterbo alla mozione che punta ad affermare il principio dell’autosufficienza delle province laziali e, dunque, la contrarietà all’ampliamento della discarica di Monterazzano per ricevere i conferimenti dei rifiuti provenienti da tutto il territorio laziale. Testo inizialmente presentato da Viterbo 2020, Rinascimento e Pd, poi integrato dai gruppi di Lega, Fratelli d’Italia, Viterbo Cresce e Viterbo dei cittadini con un emendamento che impegna il Comune “Ad attivarsi nei confronti del Presidente e della Giunta regionale del Lazio affinché siano concretamente perseguiti gli obiettivi in tema di economica circolare dei rifiuti e garantita l’autosufficienza impiantistica dei territori allo scopo di evitare di penalizzare i Comuni più virtuosi e permettendo così alla discarica di Viterbo di essere destinata al servizio esclusivo delle esigenze del proprio territorio”. Durante la discussione, non sono mancati, però, attimi di frizione tra le diverse forze politiche. “Una posizione chiara da parte di questo consiglio comunale andava presa – ha detto il capogruppo del Pd Alvaro Ricci -. Non è chiara quella della Regione. Abbiamo la fortuna di avere un consigliere regionale, Daniele Sabatini, che è anche capogruppo di Fratelli d’Italia alla regione Lazio, partito che conta 22 consiglieri su 50, mi auguro che porti atti normativi che ribadiscano l‘autosufficienza dell’Egato e dicano chiaramente no a questo ampliamento. Se verrà autorizzato, sarà normale che Viterbo diventi la discarica di tutto il Lazio. Riduttivo scaricare tutte le responsabilità su Nicola Zingaretti – ha proseguito Ricci -. Se il presidente Rocca ha preso questo impegno in campagna elettorale”, dice riguardo allo stop all’arrivo dei rifiuti laziali, “lo deve mantenere“.
Punto su cui Elpidio Micci (Viterbo Cresce) ha precisato: “Condividiamo tutti il fatto di dire no all’arrivo ulteriore di rifiuti. Ma è necessario fare un percorso. Non si può pensare di cambiare situazioni che vanno avanti da decenni dalla sera alla mattina. Non me la sento di attribuire la responsabilità a un’amministrazione insediata da pochi mesi”, ha proseguito Elpidio Micci riguardo al mandato Rocca”. Ha puntato il dito sulla precedente amministrazione regionale di centrosinistra anche la consigliera comunale di FDI, Laura Allegrini: “Un’emergenza che non hanno saputo risolvere in dieci anni. Non si può chiedere a chi c’è ora, di farlo subito”, ha detto, rigirando la domanda alla sindaca: “Lei è in condizione di riaprire il Bagnaccio? No“. Anche dai banchi della maggioranza si punta sul contributo del consigliere regionale Sabatini per arrestare la valanga di rifiuti che potrebbero arrivare a Viterbo: “Per noi è una certezza, sarà una sentinella per il territorio e per gli abitanti della provincia di Viterbo”, ha detto Umberto Di Fusco. Anche la Lega “Era contraria prima, e lo è ora – ha detto il consigliere comunale, Andrea Micci riguardo all’arrivo dei rifiuti da tutto il Lazio -. Siamo arrivati alla situazione di oggi con una serie di provvedimenti di chi ha agito per dieci anni in emergenza. Paghiamo le conseguenze del rifiuto dei 5 Stelle al termovalorizzatore di Roma – ha proseguito il leghista. Oggi chiediamo a un’amministrazione che è arrivata a marzo di risolvere la situazione ad agosto con la bacchetta magica”. Da parte sua la sindaca Frontini ha affermato: “Il presidente Rocca deve chiedere la revoca di quel parere” che vincola l’autorizzazione all’ampliamento al carattere regionale della discarica, sul presupposto che non sarebbe “coerente” con il piano dei rifiuti che afferma “l’autosufficienza dei territori” e “il divieto a imporre certi carichi ambientali su quelli virtuosi”. Per noi sarà necessario un ampliamento della discarica – ha affermato la sindaca – ma per il fabbisogno della nostra provincia. Ci sono altre procedure in piedi in altre province per l’apertura di altri impianti, quindi cosa ci facciamo con questo ampliamento?”. Per la sindaca, insomma, esisterebbero degli “appigli” anche in sede di fase amministrativa per scongiurare che Viterbo diventi la discarica del Lazio.