Viterbo – Il comune di Viterbo si costituisce parte civile nel processo per mafia. Lo conferma il sindaco, Giovanni Arena, nella seduta di consiglio comunale di oggi su un’interrogazione della consigliera comunale, Luisa Ciambella (Pd). “Mi giunge notizia che il Comune si sia costituito parte civile nel processo per mafia, è vero?”. Conferma del sindaco: “Sì, è vero, ci siamo costituiti parte civile, dopo aver verificato bene la situazione“. L’atto era stato richiesto in un consiglio straordinario sulla mafia viterbese il giorno 29 gennaio 2019 all’indomani dell’operazione Erostrato che aveva portato a tredici arresti. In azione il comando provinciale dei Carabinieri di Viterbo, con l’ausilio del raggruppamento Aromobili CC. di Pratica di Mare (RM), di unità cinofile per la ricerca di armi e droga, nonché Squadre della C.I.O (Compagnia Intervento Operativo) dell’8° Reggimento “Lazio”. Le accuse: “associazione di tipo mafioso, estorsioni, danneggiamenti, incendio, furto, tentativi di rapina, lesioni personali, favoreggiamento personale, illecita concorrenza con violenza o minaccia, detenzioni di armi comuni da sparo”. Un’inchiesta partita nel dicembre 2016. Ma è dal gennaio 2017 che gli investigatori ricostruiscono una “cinquantina di atti intimidatori”, alcuni dei quali rileverebbero “un accanimento ossessivo nei confronti delle vittime per costringerle a sottostare alla volontà del sodalizio”. Un fatto di cronaca che era deflagrato nella tranquilla provincia viterbese, portando anche a una fiaccolata, molto partecipata, nelle vie del centro. Una manifestazione con cui la città aveva espresso la sua ferma contrarietà alla mafia e la volontà di combatterla, alimentando quei sani anticorpi che la società viterbese possiede.