Esposto dell’opposizione: gli atti approvati con questi numeri rischiano di essere nulli.
Viterbo, 29 maggio 2024 – “Non è un diffida, ma una sorta di raccomandazione che abbiamo mandato agli uffici, al sindaco, al presidente del consiglio e al segretario generale, per conoscenza anche alla Corte dei Conti . Lo abbiamo fatto per far riflettere la maggioranza su un errore abbastanza evidente”. A parlare è il capogruppo del Pd, Alvaro Ricci, all’indomani della commissione in cui è stato annunciato l’invio di un esposto relativo a quanto accaduto durante l’ultima seduta di consiglio comunale giovedì 23 maggio. In discussione il riconoscimento di un debito fuori bilancio di 1.222 euro, nato dall’annullamento da parte del Tar di un’ordinanza della sindaca Chiara Frontini. La pratica, secondo l’opposizione, sarebbe stata votata senza il numero legale, fissato a 17 consiglieri, ossia la metà più uno dei totali assegnati, cioè 32. In aula solo sedici consiglieri comunali. Ma il segretario generale conteggia pure il sindaco e arriva a 17. Secondo l’opposizione in violazione degli articoli del regolamento comunale che escluderebbero, invece, dal calcolo il sindaco. “Hanno fatto un errore abbastanza evidente”, prosegue Ricci, “Sono convinto che il presidente del consiglio approfondirà bene l’argomento e mi auguro che riporti all’attenzione del consiglio comunale questa deliberazione. Non è un problema di debito fuori bilancio, ma di principio. L’interpretazione del regolamento è chiara. Da 20 anni a questa parte il sindaco non viene computato ai fini del numero legale. E, comunque, cambia poco. Perché se consideriamo anche il sindaco, allora, il numero legale non è più 17 ma 18 poiché è la metà più uno non di 32, che sono i consiglieri assegnati, ma 33. Il nostro esposto non è una minaccia, ma una salvaguardia dell’ente e della maggioranza stessa che l’ha votato”, conclude Ricci. L’idea di inviare un esposto “è partita da Alvaro Ricci”, aggiunge il consigliere comunale, Andrea Micci (Lega), io e Letizia Chiatti l’abbiamo predisposta, poi è stata firmata da tutti i capigruppo. Quello che è stato fatto, a mio avviso, è molto grave. Non può passare questa interpretazione. È completamente erronea, gli atti approvati con questi numeri, rischiano di essere tutti nulli. Con questa lettera”, prosegue Micci, “rappresentiamo l’accaduto, e chiediamo di intervenire ognuno per la propria competenza. Se il segretario generale non dovesse tornare sui suoi passi, ci vedremo costretti a presentare ricorso al Tar”, conclude Andrea Micci.