Home Cronaca Annunziata, molta gente, ma poche bancarelle. Cosa è successo alla fiera?
Annunziata, molta gente, ma poche bancarelle. Cosa è successo alla fiera?

Annunziata, molta gente, ma poche bancarelle. Cosa è successo alla fiera?

0
0

Viterbo, 26 marzo 2023 – Di nuovo la fiera, l’Annunziata è tornata. L’ha accolta una tipica giornata di primavera con tanto sole e una temperatura mite. Un invito che la gente non si è fatta sfuggire, riversandosi in centro tra le bancarelle. Ed ecco la sorpresa.

Via Garibaldi

A Piazza Fontana Grande c’è solo un banco, in via Garibaldi si contano sulle dita di una mano, a largo San Sisto neppure su quella: non c’è nessuna bancarella. Quasi vuota anche via Matteotti, via Cavour, buchi tra le bancarelle anche a piazza della Rocca. La gente c’è, ma le bancarelle no. Poche.

Via Garibaldi

I tratti più affollati sono quelli dove gli ambulanti sono arrivati: via Marconi, via Ascenzi, Piazza del Plebiscito, Piazza del Teatro. Per il resto pare una normale passeggiata di sabato. Insomma i banchi della pre pandemia non ci sono più. Cosa è successo? La fiera dell’Annunziata ha 400 anni. Ma certe tradizioni non muoiono mai. Se, però, il tempo raramente le uccide, anzi, le consolida, le può tuttavia mettere alla prova. Che quest’anno si chiama crisi economica. Ma c’è anche chi parla della concomitanza con altre fiere, magari anche più attrattive di quella viterbese, e chi introduce anche l’effetto Durc.

Via Ascenzi

«Con la nuova legge regionale del Testo unico sul Commercio del 2019 – dice Luca Paolucci, referente e coordinatore Centro Italia dell’associazione Fieristi Italiana – il Comune deve chiedere la regolarità contributiva. Quelli che stanno qui oggi, sono ambulanti regolari che hanno pagato tutto. Molte aziende, però, sono in sofferenza a causa del periodo pandemico, delle chiusure sofferte, e anche della situazione nazionale, e non riescono a mettersi in regola con il pagamento dei contributi. Il  commercio su strada e aree pubbliche – prosegue – è stato pesantemente colpito. Ci sono stati piccoli aiuti di Stato, ma non sono stati sufficienti. Alcune attività non ce l’hanno fatta».

Via Marconi

Di tutt’altro avviso Vincenzo Cardenia del GOIA Fenapi, secondo il quale la regolarità contributiva non c’entra nulla: “Il controllo del Durc non può esserci stato – osserva – poiché si sta operando ancora con i posteggi del 2020, in quanto le licenze non sono state rinnovate. Ai nostri associati, né agli altri, per quanto mi risulta, non è arrivata alcuna revoca dello stallo a causa del Durc», Cardenia che parla, invece, del caro posteggi: «A Viterbo siamo un po’ sopra. Si dovrebbe pagare, secondo le tariffe nazionali, 1,20 euro al metro quadrato e invece hanno chiesto 1,50 euro». A questo si aggiunge il caro gasolio: «Alla fiera dell’Annunziata vengono ambulanti da tutta Italia», spiega Cardenia, pertanto «con il rincaro del carburante chi si muove da nord e da sud può avere fatto i suoi conti» e deciso di andare altrove o di non partire per niente.

Piazza del Plebiscito

E proprio perché l’Annunziata richiama operatori da tutta Italia, possibile che non c’era un numero di ambulanti, in regola con il Durc, sufficiente a riempire tutti i posteggi disponibili a Viterbo? O forse a pesare sulla moria dei banchi è stata proprio una scarsità di richieste? Lo dimostrerebbe anche il fatto che i posteggi sono rimasti vuoti pure dopo la fase della “spunta” ossia quell’assegnazione che viene fatta alla mattina, prima della fiera, a chi si presenta direttamente sul posto per avere uno stallo rimasto vacante. Insomma, se c’è un’ipotesi su cui tutti concordano, è certo quella di una crisi del settore. E se c’è una certezza è che la fiera ai viterbesi ancora piace: dove c’è, anche loro non mancano.

 

Tiziana Mancinelli

redazione@quintaepoca.it

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.