Viterbo, 5 aprile 2022 – Forza Italia, “sotto il simbolo niente”: verrebbe da dire così, mutuando il titolo di un film di Vanzina del 1985 “Sotto il vestito niente“, di fronte alla più che probabile diaspora dei big azzurri verso altri lidi, in particolare il Pd. Ad Antonio Tajani resta il simbolo, rigorosamente nel centrodestra: gli uomini e le donne di Forza Italia se ne vanno verso il centrosinistra. Così, pare, sarà per Elpidio Micci, Isabella Lotti e Paola Bugiotti, già transitata in passato da Forza Italia alla Lega e poi in uscita pure dal Carroccio per unirsi, con gli ex azzurri, in quella lista che dovrebbe dare il sostegno ad Alessandra Troncarelli, candidata sindaco dem. Completamente usciti dai radar, invece, Antonella Sberna e Matteo Achilli. Nessuno, pare, a Forza Italia li abbia più visti o sentiti. È più volte circolata la voce di un loro passaggio a Fratelli d’Italia, ma ad oggi, fanno notare da ambienti azzurri, hanno ancora la maglietta del Cavaliere che potrebbe ricorrere a “Chi l’ha visto” per avere loro notizie, ironizzano sempre in casa azzurra. Uno che, invece, pare non si ricandiderà è Paolo Muroni. E c’è chi mette in dubbio anche un ritorno di Giulio Marini. Ipotesi, questa, che potrebbe non essere così fantasiosa, se si considera la fuga in blocco dei big azzurri verso il Pd e quegli assessorati esterni che dovrebbero essere varati proprio in Provincia dall’asse Romoli (FI) Nocchi (dem) per i quali, il primo in fila, sarebbe proprio Giulio Marini. Nel caso in cui l’ex capogruppo forzista dovesse andare a rivestire il ruolo di assessore esterno in Provincia per la maggioranza FI-PD, un disimpegno da Palazzo dei Priori, dove, con un posto nella lista di Forza Italia, dovrebbe candidarsi necessariamente a centrodestra, magari per andare pure in opposizione, non sarebbe per niente surreale. Certo è che se sarà confermata la lista in appoggio della candidata dem Troncarelli, con dentro Micci, Lotti, Bugiotti e pure Arena, si può dire che il passaggio di Forza Italia a centrosinistra sia cosa fatta, anche se, formalmente, il simbolo rimarrà a centrodestra. Ma con chi? Con quali uomini e con quali donne? Alla domanda sarà chiamato a rispondere oggi il sottosegretario azzurro Francesco Battistoni in una riunione che dovrebbe tenersi proprio per verificare la “consistenza” di Forza Italia a Viterbo, dopo il terremoto che minaccia di travolgerla, magari cercando di prevenire un tale evento sismico-politico che nella storia di Viterbo non avrebbe precedenti. Dalle parti di Forza Italia c’è un certo ottimismo che la situazione possa rientrare e che il gruppo si possa ricompattare, frenando le fughe verso il Pd. Speranza che si frantuma, però, contro le cannoneggiate verso gli ex alleati di quegli azzurri già con la valigia in mano per lasciare il centrodestra e approdare alla corte panunziana. Del resto, fanno notare, “quando un’amministrazione cade, la frattura non si ricompone tanto facilmente e rapidamente”. A volte non si risana per niente, e sembrerebbe questo il caso. Perché quella aperta dentro il centrodestra, soprattutto tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, sembra veramente difficile da ricomporre. Vicenda che fa festeggiare Enrico Panunzi, che può dire di aver concluso l’operazione del secolo: avere il sostegno di una costola del centrodestra, nello specifico, di Forza Italia, ritentando così l’impresa che riuscì a Leonardo Michelini, quando, proprio grazie alla lista civica “Oltre le mura”, formata da personaggi notoriamente di destra, vinse contro Giulio Marini e portò il centrosinistra al governo di Palazzo dei Priori. Cosa successe dopo è storia nota. L’amministrazione Michelini restó ostaggio delle correnti interne e delle diverse anime che la componevano, segnando, forse, l’inizio di quell’epoca storica che a Viterbo va sotto il nome di “immobilismo”. Quest’anno l’impresa potrebbe ripetersi. Frontini permettendo: la candidata sindaco di Viterbo 2020, oramai è già in piena campagna elettorale, si può dire che non abbia mai smesso in questi anni, trovandosi, ora, a lavorare su un terreno ben seminato che la rende una temibile avversaria, in un eventuale ballottaggio, sia per il centrosinistra, sia per il centrodestra. Insomma, nessuno vorrebbe incontrare “Frontini” in “finale” in questa partita, per dirla con la parabola calcistica, dove, proprio come ai mondiali di calcio, nessuno vuole trovarsi di fronte il Brasile o la Germania, sperando che qualcuno li batta negli ottavi o nei quarti di finale. Ma in molti sono pronti a scommettere che una delle due caselle del ballottaggio sarà proprio della Frontini. Nelle segreterie di partito in questi giorni i pallottolieri sono infuocati. Si fanno previsioni sulla base delle percentuali del 2018. Oggi il quadro è cambiato, ma il passato, aiuta sempre a capire il presente e a pronosticare il futuro. Il centrodestra, probabilmente, dovrà salutare quel 40,22% del 2018, che raccolse grazie a una coalizione compatta e a gonfie vele a livello nazionale. Fratelli d’Italia sta vivendo un momento particolarmente florido per consensi elettorali, è vero, ma lo stesso non può dire la Lega, mentre Forza Italia, a Viterbo, rischia addirittura di implodere. Forza Italia in questi giorni sarà l’osservata speciale: dagli azzurri, o meglio, dalla loro consistenza, dipenderà la tenuta del tavolo formato insieme a Lega, Udc e Fondazione. Se Forza Italia si scioglierà come neve al sole, quel tavolo potrebbe franare e far ritornare centrale Fratelli d’Italia che al momento viaggia in solitaria, senza gli alleati, con Laura Allegrini candidato sindaco.