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Frontini: «Questa amministrazione di Talete non rappresenta il comune di Viterbo»

Frontini: «Questa amministrazione di Talete non rappresenta il comune di Viterbo»

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Viterbo, 6 settembre 2022 – Consiglio comunale straordinario su Talete richiesto dall’opposizione: «Questa Amministrazione di Talete non rappresenta il comune di Viterbo».  Queste le parole della sindaca. Salvatore Genova a Rischio?  L’amministratore unico di Talete ieri ha preso parte alla seduta, illustrando ancora un volta il quadro della situazione. «Un’amministrazione di una società che ritiene di perseguire con una velocità da runner la gare per la vendita delle quote e non fa lo stesso su altre misure non rappresenta il Comune di Viterbo, perché il consiglio comunale di Viterbo ha dato tutt’altro indirizzo – ha detto la sindaca -.   Un’ amministrazione che fa qualcosa di diverso non rappresenta il comune di Viterbo”.  Frontini l’ha rimarcato a caratteri di fuoco, leggendo ordini del giorno e delibere adottate nei consigli comunali del passato che impegnano il sindaco a “votare contrariamente all’assemblea dei soci a qualsiasi possibilità di entrata del soggetto privato in Talete anche con quote minoritarie e ad attivarsi anche presso altri  Comuni, nonché presso la regione Lazio che intervenga con contributi della fiscalità generale  a sostenere il nostro Ato”. “La posizione del comune di Viterbo, socio per il 21,5% è sempre stata questa,  da anni, e  se qualcuno  ha votato difformemente nelle sedi deputate alla posizione del consiglio comunale, la responsabilità politica è evidente”. Frontini mette sul tavolo gli interrogativi nei confronti dell’ingresso del privato: «Se la società è del comune di Viterbo, con il 21%, quando arriva il privato e prende il 40%, di chi è la società? Questa è la grande preoccupazione», dice non lesinando l’ennesimo affondo su chi l’ha preceduta: «Questa politica si guardi un bel po’ dietro le spalle prima di parlare di sbagli. Non sono qui a cercare responsabilità – specifica –  ma per analizzare quello che abbiamo trovato, non accettando in nessun modo e in nessun momento che ci si venga a dire ‘Adesso che sei arrivata tu, è troppo tardi, non c’è un’altra soluzione o bevi  o affoghi ‘, e no proprio no – ribatte Frontini. «Nel conto economico – dice – i problemi sono collegati al carobollette. Se qualcuno più in alto di noi, non ci metterà una pezza, non salta Talete, ma l’Italia. Il problema delle bollette va cristallizzato  e messo da parte. La criticità vera è sugli investimenti. Mi dicono che il prestito Arera non serve più,  perché con il Pnrr sono  state avanzate richieste di finanziamento. Ma mi chiedo, è più veloce fare la gara, oppure sbrigarsi ad adottare correttivi che ci sono stati chiesti, come adeguarsi al testo integrato del servizio idrico del 2019?“. Operazione che secondo Frontini permetterebbe “le anticipazione di cassa per servizi energetici ambientali”. Pur mantenendo il ricorso, Frontini non chiude la porta alla gara per i privati: «L’atto 116 prevede che si possa bloccare la gara prima che sia stata pubblicata. Nessuno impedisce a Talete di iniziare  a lavorare su tutte le strade. Sono d’accordo che non si possa pubblicare una gara con un ricorso, ma nessuno  impedisce intanto di istruire il procedimento». Il ricorso, dunque, resta in piedi. Nulla cambia dopo il consiglio straordinario di ieri.

Alessandro Romoli

Presente in seduta anche il presidente della Provincia, Alessandro Romoli che nel frattempo, per conto di Frontini, ha richiesto un “incontro urgente con Arera per parlare della situazione generale della società”. Ne dà notizia la stessa sindaca durante il consiglio. «Situazione alternative ci sono eccome, la gara è una delle possibili soluzioni», insiste Frontini che rileva: «Se non ci fosse stato il ricorso, la partita sarebbe stata già fatta».  «Se per fare politica si intende muovere sulla scacchiera dei partiti, noi non lo facciamo, se invece si intende rispettare quello che ha detto il consiglio comunale negli ultimi tre anni, e quello che il governo eletto dai cittadini aveva messo nel suo programma elettorale, allora sì». Sull’amministrazione di Talete, il presidente della provincia ha spezzato una lancia: «Genova non è espressione dei partiti, ma dei sindaci eletti dai cittadini – ha detto Romoli – Io mi assumo la mia responsabilità perché ho paura che Talete fallisca. Le politiche sono di tutti.  La società rischia il fallimento e occorre individuare la strada – ha ribadito  Romoli ricordando i contorni crudi e reali della vicenda – Invito a lavorare insieme, ma non sulla strada dei ricorsi. Il sindaco di Tarquinia ha votato favorevolmente, poi, ha fatto ricorso». Parole durissime da parte della consigliera comunale di opposizione Luisa Ciambella che sulla Talete condivide la linea della maggioranza Frontini: «C’è una situazione di pre crisi creata dalle bollette. Notizia di stamattina anche l’Europa si sta muovendo. È un problema che stanno affrontando.  Se la questione è questa, possiamo dormire tranquilli. Siamo riconosciuti come energivori o no? Abbiamo fatto richiesta? – incalza –  Ci sono state una serie di gestioni politicizzate – e tira dentro tutti i partiti -; Pd, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. La politica tutta – sottolinea  – ha favorito questo sistema anche con i loro silenzi, facendo spallucce e girandosi dall’altra parte quando pure avevano la possibilità di interrompere quel sistema.  Dove c’è il privato – prosegue –  ci sono le bollette più alte d’Italia. La ristrutturazione della società la dovevamo fare dal 2018. Unico problema che c’è stato, era tacere e far tacere chi non si omologava  al pensiero unico di questa filiera politica. Nessuno può pensare che tutto ricada sui cinque comuni che hanno fatto ricorso. Oggi almeno si possono dire le cose come stanno».   E proprio su questo il consigliere comunale della Lega Andrea Micci bacchetta Ciambella: «Mi faccia il nome di un amministratore della Lega che sia stato in Talete. Non ce ne stanno. Non dica falsità». E da Ciambella non è arrivato nessun nome di amministratori leghisti nella Talete. Forse perché non ci sono mai stati? Sull’accesso al mercato di salvaguardia e il problema energetico è intervenuto anche il consigliere Umberto Di Fusco: «Per i problemi di cassa  l’amministratore unico preme per aderire al mercato di salvaguardia, ma perché non ha tentato prima per l’anticipazione di cassa per i servizi energetici?» . Durante il consiglio comunale fiume, il capogruppo della Lega ha, ad un certo punto, tracciato un solco: «Abbiamo convocato questa seduta per capire quali sono le proposte alternative alla cessione. La situazione è disperata», ha detto Ubertini. 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.