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La giunta non ha messo un euro sulle iniziative di Sgarbi.

La giunta non ha messo un euro sulle iniziative di Sgarbi.

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Viterbo, 8 gennaio 2024 – La giunta non ha messo un euro sul Festival della Tuscia e sulle iniziative espositive dell’assessorato alla Bellezza. La casella  del Piano Esecutivo di Gestione nell’annualità 2024 per queste voci è vuota. Il Peg, approvato dalla giunta, è l’articolazione operativa del Bilancio e anch’esso ha carattere autorizzatorio:  fissa il limite agli impegni di spesa assunti dai responsabili dei servizi. E sull’ argomento  “Bellezza” di Vittorio Sgarbi  al momento non è stato messo un soldo. Ciò significa che  se oggi Vittorio Sgarbi decidesse di organizzare uno di questi eventi, dovrebbe cercare qualche altro finanziatore, perché il Comune, al momento, ha deciso di spendere per altro. Questo Peg, va spiegato, deriva dall’ultimo bilancio tecnico approvato dal consiglio comunale, con cui sono state finanziate le spese che garantiscono la “vita” del Comune, Ma il patto civico, insieme ad Ugo Poggi che fa comunque parte del movimento Io Apro Rinascimento di Vittorio Sgarbi, alcune scelte politiche le ha già fatte in questo bilancio, decidendo di investire quasi tutte le risorse libere su manutenzione stradale, verde pubblico, igiene urbana, costruzione e trasporto della nuova macchina di santa Rosa. Insomma i soldi “in più” rispetto alle spese inderogabili, Palazzo dei Priori li ha messi sulle tematiche più “gridate” dai cittadini: erba alta, buche e rifiuti, le stesse su cui sono piovute aspre critiche, mandando in fibrillazione questo primo anno e mezzo del mandato Frontini. Sull’altare di queste priorità, il patto civico ha preferito anche lasciare a secco le fontane, non rinnovando alla scadenza l’appalto per la pulizia: costo circa 25 mila euro. Soldi che, a dire il vero, l’organo politico forse avrebbe anche potuto trovare tra le pieghe di bilancio per non correre il rischio di arrecare ulteriore degrado alle fontane. Rubinetti chiusi, dunque. Ma se anche l’acqua non scorre, l’amministrazione comunale ha dovuto comunque impegnare 535 mila euro sul capitolo di Peg relativo ai canoni per il consumo di acqua e idranti e 14.490 per l’Enel, presumibilmente quella necessaria al funzionamento dei sistemi di ricircolo laddove presenti. Pure se fermi. A restare con pochi spicci anche il capitolo “manutenzione e riparazioni” per le scuole, in cui figurano 20 mila euro. A piangere è anche il settore turismo: le spese per le manifestazioni turistiche sono passate da 30 mila euro della previsione definitiva 2023, a 10 mila euro nel 2024, niente soldi per le spese di promozione, né per il marketing territoriale, mentre la progettazione delle luminarie natalizie finisce a 25 mila euro. Peg che ancora non prevede  fondi per il trasporto delle mini macchine di santa Rosa, per la stagione teatrale Ferento, per l’ampliamento della convenzione con Atcl per iniziative natalizie ed estive. Questo e molto altro, attende di essere finanziato con il prossimo assestamento di bilancio, quando il festival della Tuscia dovrà mettersi “in coda” con tutte le voci rimaste senza denaro da questo primo bilancio, e rappresentative di importanti realtà cittadine. Non ultimo San Pellegrino in Fiore, anche questo in cerca di circa 150 mila euro. Sarà la politica, con una coperta sempre più corta rispetto alle tante cose da fare, a decidere chi coprire e chi lasciare fuori. Valutazione che riguarderà anche il festival della Tuscia.

Tiziana Mancinelli

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.