Viterbo, 23 gennaio 2025 – Silenzio di tomba a Palazzo dei Priori che a distanza di circa venti giorni non ha ancora fornito una risposta all’accesso agli atti presentato da Giulio Marini sulle modalità di cattura dei cinghiali e “i provvedimenti adottati dall’amministrazione in seguito alla situazione di pericolo riscontrata dai vigili del fuoco”, nell’area in prossimità dell’ex ospedale, dove hanno avuto accesso dei privati per pitturare parte del muro dell’edificio. Giulio Marini, nel suo ruolo di consigliere comunale, ha chiesto di vedere gli “atti”, esercitando un “diritto” riconosciuto a ogni cittadino dalla legge 241/1991 e, a maggior ragione, a un amministratore pubblico che partecipa alla formazione della volontà dell’ente e, dunque, deve avere tutti gli elementi necessari a esercitare questa sua funzione nel migliore dei modi. Tant’è che sull’accesso agli atti presentato da un consigliere comunale, la legge stabilisce che si debba provvedere entro il termine più ridotto di cinque giorni, rispetto ai trenta previsti per altri cittadini. Nel caso delle domande rivolte all’amministrazione comunale sulla cattura e l’abbattimento dei cinghiali e i provvedimenti emanati per la situazione dell’ex ospedale, questo termine dei cinque giorni è trascorso inutilmente, senza che Palazzo dei Priori abbia fornito le “carte” richieste. Ritardo che non consentirà di avere elementi da poter dibattere nel consiglio comunale di oggi dedicato alle interrogazioni. Al di là di tutto, una domanda resta aperta: perché il Comune non risponde? Inspiegabile è il silenzio sulla cattura dei cinghiali, misura che risponde a un disagio lamentato da molto tempo dai cittadini, che l’amministrazione comunale avrebbe avuto tutto l’interesse a “pubblicizzare”. E, invece, sulla questione è calato un muro impenetrabile di silenzio, nonostante le domande poste sia all’ assessore Notaristefano, sia al consigliere Nunzi, che si stanno occupando della faccenda, sollevate sia in consiglio comunale, sia in conferenza stampa. Un silenzio che getta un’aura inspiegabile di mistero sulla vicenda dei cinghiali. E pure all’accesso agli atti presentato dal consigliere Marini, ad oggi non si è dato riscontro, fatto inaccettabile per un ente pubblico, tenuto al dovere della trasparenza, come stabilito anche dal regolamento del consiglio comunale, a meno che ci siano motivazioni che giustifichino il silenzio.