Home Attualità I viterbesi vogliono una città verde e curata: sondaggio civico di Chiara Frontini.
I viterbesi vogliono una città verde e curata: sondaggio civico di Chiara Frontini.

I viterbesi vogliono una città verde e curata: sondaggio civico di Chiara Frontini.

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Viterbo, 29 gennaio 2022 – Che città vogliono i viterbesi? Chiara Frontini (Viterbo 2020) l’ha chiesto direttamente a loro. Ai cittadini. Quelli che vivono quotidianamente la città, coloro che dovrebbero dare l’input, insieme ad altri fattori, alla programmazione del governo cittadino. E lo fa con un sondaggio civico. La risposta è chiara: i cittadini vogliono una città “curata”. Tra le loro principali richieste c’è decoro urbano, verde pubblico e sicurezza. Tre cose semplici, ordinarie. Nulla di stratosferico. «Questo sondaggio è partito molto prima della caduta del comune di Viterbo», dice Chiara Frontini alle terme Salus, per sottolineare il fatto che  il filo del dialogo tra la politica e i cittadini non si dovrebbe mai interrompere, come a volte accade, invece, con la chiusura di una competizione elettorale. «Durante questo sondaggio – dice Frontini – abbiamo visto una grande voglia di partecipazione, nonostante il distanziamento da rispettare. L’ascolto, come base della programmazione è un metodo da cui non ci vogliamo staccare. Viterbo ci chiede normalità, ed è quasi drammatico, che si debba ancora postulare il bisogno di una città pulita e senza buche. Per questo nemmeno ci vorrebbe la politica, basterebbero i tecnici. Oggi, invece, ancora scontiamo l’inefficienza delle misure messe in atto». Se questa è l’ordinaria amministrazione, lo sviluppo della città, invece, per Chiara Frontini passa da due parole chiave:  economia e lavoro. «La programmazione per noi si deve basare sullo sviluppo dell’economia e la creazione di posti di lavoro – spiega –  Il dato più grave  è il 59% appena degli occupati».  Frontini non parla di alleanze, né di nomi, ma solo di temi: «Vogliamo partire dalla risoluzione delle criticità presenti, che sono il minimo per definire uno spazio urbano, vale a dire verde, decoro, sicurezza e poi mettere al centro il lavoro come programmazione della crescita della città. L’ascolto e la programmazione – sottolinea ancora Frontini – sono gli ingredienti per far spiccare il volo alla città. È ora di cogliere la grande sfida presentata dai tanti fondi che stanno arrivando in città. C’è qualcuno che vorrebbe, invece, portare qui impianti di smaltimento, e trasformare Viterbo nella discarica del centro Italia, mettendo in pericolo il turismo».  A illustrare la metodologia seguita nel sondaggio, il docente dell’Università della Tuscia, Silvio Franco. «Abbiamo analizzato 712 questionari. Considerate che i sondaggi di Swg de La7 utilizzano un campione di 1.200 persone su 59 milioni di italiani. 712 questionari su una popolazione più piccola come quella viterbese, sono 590 volte più affidabili di quelli di Mentana». I questionari sono stati somministrati in città e nelle frazioni. Tra le prime domande: «Da cosa dipende la qualità della tua vita?». Al primo posto spicca «la cura del verde pubblico, seguita immediatamente dopo dalle strade asfaltate e dal controllo del territorio. Ultima voce il trasporto pubblico e le nuove tecnologie, anche se il primo è un’esigenza maggiormente avvertita nelle frazioni». La seconda domanda le «priorità di intervento», i cittadini rispondono: «Decoro urbano, poi economia e occupazione e sicurezza urbana. Anche in questo caso torna la cura del verde pubblico e sicurezza». Ai cittadini è stato anche chiesto quali sono, secondo loro, le «sfide per la nuova amministrazione»: «Le cose più difficili da fare per l’amministrazione – ha detto Franco – sono, secondo i cittadini, la riqualificazione, il degrado e il verde e anche i servizi ai cittadini.  Il cittadino vede Viterbo come la sua casa e vuole che gli amministratori se ne prendano cura. Vogliono una città pulita dove girare  tranquillamente.  Nelle frazioni, rispetto alla città, si dà più importanza ai servizi ai cittadini, pur restando prioritaria la riqualificazione, il degrado e il verde». I cittadini non hanno dubbi su come debba essere la città in cui vogliono vivere: «Oltre il 70% vuole una città pulita – dice Franco – nelle frazioni è più sentita l’esigenza di sicurezza, mentre in città quella del verde». La prospettiva cambia un po’ nei giovani per i quali assume maggiore importanza la voce “spostamenti” (strade e trasporto pubblico), ma anche gli eventi – dice sempre Franco – vogliono meno controllo del territorio, aspirano a un città più identitaria dove si possano riconoscere. Vogliono più cultura ed eventi.  Avvertono di meno l’opportunità offerta dal turismo». Anche i giovani desiderano una città: «Sicura, verde e vivibile», esprimendo un concetto di sicurezza da raggiungere con  modalità anche diverse dal controllo del territorio. A portare la voce dei giovani alle terme Salus, ma, vista l’età, sarebbe meglio dire “giovanissimi” è la piccola Viola che descrive il suo ideale di città. Innanzitutto «colorata», ma soprattutto civile, dove «le cartacce non si buttano per terra, e con il semaforo rosso ci si ferma».

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.