Home Attualità Il manager della sicurezza di Fratelli d’Italia, Ubertini e Grancini: “Città in totale degrado, la gente teme di uscire alla sera”
Il manager della sicurezza di Fratelli d’Italia, Ubertini e Grancini: “Città in totale degrado, la gente teme di uscire alla sera”

Il manager della sicurezza di Fratelli d’Italia, Ubertini e Grancini: “Città in totale degrado, la gente teme di uscire alla sera”

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Viterbo, città sicura: forse una volta, oggi sembra più un lontano miraggio. Fratelli d’Italia presenta il manager della sicurezza sullo sfondo di un contesto urbano dipinto in modo impietoso.

Le commesse quando finiscono di lavorare alla sera hanno paura di andare a prendere l’auto a Valle Faul – dice Ubertini – all’ordine del giorno risse in pieno centro storico e arresti a Pratogiardino per spaccio”.

Viterbo sempre più distante, dunque, da quel prototipo di città dove una volta potevi anche dimenticarti le chiavi sulla porta di casa e dormire tranquillo.  “Lo potevi fare 15 anni fa – dice Gianluca Grancini – adesso pensare di andare a prendere l’auto al Sacrario di notte fa venire i brividi. Spesso si verificano risse tra bande di etnie diverse e non è difficile ritrovare alla mattina per le strade frammenti di vetro, residui di bottiglie rotte, magari bevute la sera prima. A San Pellegrino residenti e gestori di bar non sanno più come fare tra risse e vandali. Chi abita da queste parti non esce più alla sera. Sarebbe opportuna una postazione fissa di Vigili Urbani”.

I consiglieri comunali di Viterbo di Fratelli d’Italia, Claudio Ubertini e Gianluca Grancini, siedono al tavolo con Giuseppe Talucci Peruzzi, il portavoce provinciale del gruppo, e con il responsabile del dipartimento di Sicurezza e Forze armate del partito a Viterbo, Giampiero Monti, per presentare il progetto sulla sicurezza urbana, redatto con il contributo dell’avvocato Carlo Scipio. Un progetto che ruota intorno alla figura chiave del manager della sicurezza. “È una soluzione già sperimentata in altre città con successo come a Lecce”, commenta Peruzzi motivandone l’adozione anche a Viterbo da parte del suo gruppo con la necessità di elevare l’attenzione sul tema: “la sicurezza non è di destra né di sinistra – prosegue Peruzzi -.  È una condizione che va assicurata al cittadino. Per la stesura del nostro progetto siamo partiti dai dati pubblicati dal Sole 24 Ore in base al quale i reati in Italia sono diminuiti nel 2016 del 7,4%, mentre a Viterbo solo del 4%. Meno, dunque, della media nazionale. Noi pensiamo che questa diminuzione derivi dalla perdita di fiducia dei cittadini nella giustizia, che li spinge a non denunciare più questi fatti. Ci sono zone intere della città: Prato Giardino, Sacrario, viale Trento, San Pellegrino, dove la sicurezza non ci sembra adeguata. Con il decreto Minniti, convertito nella legge numero 48 del 21 aprile 2017, sono state ampliate le competenze  del Comune in materia di sicurezza urbana. Il sindaco può adottare ordinanze e daspo urbano e per questo è importante rafforzare e migliorare il collegamento con forze dell’ordine e Prefettura che mantengono ovviamente le loro competenze. Il manager della sicurezza si inserisce in questo contesto e serve a migliorare questo legame  indispensabile tra città, sindaco e forze dell’ordine. Non è né un poliziotto né un carabiniere, è solo una persona con qualificata competenza”.

Giampiero Monti, luogotenente, medaglia d’argento per i fatti avvenuti il 2 luglio del 1993 al checkpoint Pasta in Somalia e medaglia d’oro per vittime del terrorismo, ha un quadro chiaro della situazione: “Sono stato in missione tre anni a Washington e al mio ritorno ho trovato una città molto peggiorata sotto il profilo della sicurezza urbana. C’è abbandono e disinteresse, manca  il collegamento con il cittadino. Il manager della sicurezza, tra le altre cose, deve  fondamentalmente entrare in contatto con la gente, raccogliere problematiche e segnalarle al sindaco. I crimini sono diminuiti perché la gente non denuncia più. Il mio compito è andare a cercare questi cittadini per restituire loro fiducia nella giustizia. La legge 48 amplia il campo di intervento del sindaco, pertanto sarà importante migliorare i rapporti tra la sua figura e quella delle altre in campo per garantire la sicurezza. Non è possibile che una ragazza non esca più alla sera per paura di essere aggredita o che una famiglia tema di frequentare Prato Giardino. Stesso discorso per le frazioni, non c’è rappresentanza di Forze dell’ordine”.

Secondo Fratelli d’Italia i fattori di maggiore criticità in materia di sicurezza a Viterbo sarebbero “il numero ridotto degli agenti sul territorio”, dice Grancini, e “un totale degrado urbano”, aggiunge Ubertini in riferimento a un complesso di  situazioni potenzialmente pericolose in cui può incappare  un comune cittadino vivendo la città. La legge 48, oltre a introdurre delle possibilità maggiori di intervento da parte dei sindaci, prevede anche lo stanziamento di fondi “per videosorveglianza – spiega il gruppo di Fratelli d’Italia – e per progetti di produttività, per esempio, che potrebbero essere fatti per  incrementare le ore di pattugliamento degli agenti sul territorio”.

Presenti all’incontro anche Mauro Rotelli e il direttore di Confartigianato, Andrea de Simone.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.