Il presidente Federlazio, Calisti: “Il distretto ceramico torna a essere la locomotiva del PIL provinciale”
Segnali positivi per le PMI nella Provincia di Viterbo. Lo illustra in una relazione il presidente di Federlazio, Giovanni Calisti.\r\n\r\n”Dall’osservazione oggettiva delle risultanze statistiche non si può negare che, malgrado il perdurante clima di incertezza – particolarmente avvertito nel contesto regionale – i segnali positivi riscontrati nelle due precedenti indagini sullo stato di salute delle PMI nella provincia di Viterbo, appaiono confermate nell’andamento del primo semestre di quest’anno.\r\n\r\nCome è possibile vedere nel dettaglio, anche in questa rilevazione cifre e tabelle si evidenziano a tinte meno fosche, dopo anni di severe difficoltà e restrizioni.\r\n\r\nEd i numeri non appartengono al novero delle “frasi fatte”.\r\n\r\nE’ il segno tangibile che, se la crisi ha creato ferite profonde al nostro sistema produttivo incentrato sulla Piccola e media Impresa, sono ancora molte le realtà che resistono, pur nella instabilità della congiuntura, ancora incerta.\r\n\r\nIl trend maggiormente significativo evidenziato dalla ricerca è rappresentato dal deciso incremento delle aziende che hanno deciso di investire nel periodo gennaio-giugno di quest’anno; dalla tenuta della domanda interna e dell’export, che è risultato premiante nella componente dell’Unione Europea ed in tenuta su quella extra UE.\r\n\r\nAccanto a questo, è da sottolineare inoltre, la stabilità dell’occupazione col profondo calo del ricorso agli ammortizzatori sociali.\r\n\r\nSi tratta di altrettanti segnali della capacità dei piccoli e medi imprenditori di questa provincia di tenere, anche se messi a dura prova.\r\n\r\nI risultati dell’indagine rafforzano, dunque, l’idea che il confronto con i mercati esteri rappresenti un fattore fondamentale.\r\n\r\nIl Distretto Industriale di Civita Castellana sembra tornato ad essere la locomotiva del Prodotto Interno Lordo provinciale.\r\n\r\nLo ha confermato, proprio nei giorni scorsi, anche il Monitor dei Poli Tecnologici del Lazio, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, evidenziando una crescita del +4% nel secondo trimestre del 2016, sostenuta dai risultati delle vendite oltreconfine, soprattutto sui mercati americani, svizzeri e tedeschi.\r\n\r\nDel resto, non certo da oggi, la Federlazio sottolinea come la possibilità di agganciare la ripresa da parte del sistema produttivo locale, appaia indissolubilmente legata ad un aumento del proprio grado di internazionalizzazione.\r\n\r\nE’ evidente che le nostre PMI continuino a muoversi in un quadro di incertezza, a navigare a vista.\r\n\r\nVarie sono le ragioni di questa situazione: il clima internazionale tutt’altro che disteso, il quale porta a chiudere oppure a rendere più difficile le prospettive commerciali delle nostre imprese in alcuni mercati o, ancora, eventi come la Brexit o le vicende turche.\r\n\r\nMa le nostre PMI – come evidenziano i segnali positivi dell’ultima indagine congiunturale – hanno saputo interiorizzare l’incertezza che continua a condizionare la fase economica, sviluppando modelli di business di breve periodo, nella prospettiva di non arenarsi passivamente sul concetto di “crisi”, bensì di saper cogliere e governare quella che in realtà è una “trasformazione delle regole di mercato”.\r\n\r\nRompere gli schemi consolidati, tentare vie inedite, combinare in modo innovativo i fattori della produzione: oggi questi caratteri vanno riscoperti e declinati sulle nuove condizioni di contesto.\r\n\r\nIn sostanza, non si richiederà più la figura del piccolo e medio imprenditore quale “cavaliere solitario”, che combatte contro tutto e contro tutti; bensì quella dell’operatore capace di trascendere il proprio individualismo, per costruire soluzioni più efficaci e durevoli, insieme ad altri imprenditori e raggiungere posizioni competitive più solide.\r\n\r\nMa come sarà possibile tutto questo? Attraverso quali strade?\r\n\r\nUna prima modalità è certamente quella della costituzione di reti fra imprese, in modo da mantenere l’autonomia di ciascun soggetto e al tempo stesso di creare delle sinergie e di raggiungere traguardi che, altrimenti, sarebbero preclusi alla singola impresa.\r\n\r\nCertamente un supporto indispensabile dovrà venire anche dal sistema istituzionale nazionale e locale, al fine di sostenere quello sforzo che le piccole e medie imprese sono appunto chiamate a portare avanti senza esitazioni da qui in avanti”\r\n\r\n \r\n\r\nIn foto da sinistra Mario Adduci, Giuseppe Crea, Giovanni Calisti\r\n\r\n