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L’amministrazione Arena approva la tutela speciale per San Pellegrino.

L’amministrazione Arena approva la tutela speciale per San Pellegrino.

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ViterboCentro storico: degrado e abbandono. Si cambia. O almeno l’amministrazione Arena ci prova. L’intenzione pare esserci tutta con l’approvazione dell’art. 11 del Piano del Commercio presentato dall’assessore Alessia Mancini, che il centrodestra ha fortemente voluto, tanto da spingersi a chiudere la seduta di consiglio comunale di giovedì a notte inoltrata. L’approvazione dell’articolo è avvenuta dopo la mezzanotte, con una maggioranza di centrodestra che è andata avanti compatta (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Fondazione) nonostante le richieste di sospensione del consiglio più volte avanzate dal consigliere comunale, Giacomo Barelli (Viva Viterbo). Approvato nella notte, l’art. 11, al comma 3, cambierà le “notti viterbesi” sul quartiere San Pellegrino.  Stop alla movida fino a ora inoltrata, stop a rumori e schiamazzi, più sicurezza, incentivare la vita del quartiere di giorno, dichiarare guerra al degrado urbano, mortificato dall’abbandono di bottiglie e sporcizia di vario genere da parte di chi bivacca fino all’alba. L’art. 11 è forse lo snodo fondamentale di questo Piano del Commercio, proprio perché si pone la sfida di rilanciare il centro storico, con un occhio di riguardo al fulcro di San Pellegrino, di cui si tratta al comma 3, puntando a rivitalizzarlo anche di giorno, quando il turista visita Viterbo.  Perché è inconcepibile che una città decisa a puntare sul turismo come voce importante della sua economia locale, accetti che il cuore della sua storia di giorno cessi di battere, eclissandosi dietro ad edifici storici chiusi, piazzette deserte e silenziose, locali sigillati da lucchetti arrugginiti da tempo. Il quartiere San Pellegrino di giorno appare così. I turisti devono accontentarsi di fare qualche foto alle facciate in peperino, un paio di selfie con lo sfondo di pittoreschi scorci che, fortunatamente, non mancano, e la visita si sposta altrove. Al di là del museo del sodalizio dei facchini, qualche ristorante, il laboratorio di ceramica artistica, difficile trovare qualcos’altro che sia di stimolo culturale e ricreativo, che renda la giornata di un turista più interessante di una cartolina da portarsi a casa. Ed ecco, quindi, che il Piano del Commercio prova a cambiare le cose, muovendosi proprio su questa linea e stabilendo, su San Pellegrino, che: “È esclusa per due anni l’apertura di nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande nella tipologia c.d. bar e artigianali del settore alimentare”, a meno che “i titolari si impegnino a effettuare l’apertura al pubblico in orario antimeridiano e pomeridiano, a chiudere l’attività al pubblico non oltre le ore 22.00 e a non diffondere musica”. Per stimolare le aperture diurne sono previsti anche “degli incentivi o agevolazioni sui tributi locali, per i bar esistenti, i cui titolari si impegnino ad  effettuare l’apertura al pubblico in orario antimeridiano e pomeridiano, a chiudere l’attività al pubblico non oltre le ore 22,00, e a non diffondere musica”. Stesse agevolazioni per i  “titolari delle attività artigianali del settore alimentare già esistenti che si impegneranno a rimanere aperti in orario antimeridiano, pomeridiano e chiudere l’attività alle ore 22.00”. Sui bar già esistenti, insieme agli incentivi, arriva anche  la stretta: “E’ fatto obbligo a tutti gli esercizi di somministrazione alimenti e bevande esistenti di chiudere di norma entro le ore 24:00 dal 1° ottobre al 30 maggio e alle ore 01:00 dal 1° giugno al 30 settembre. I titolari o gestori devono adottare tutti gli accorgimenti utili ad evitare rumori e schiamazzi provenienti dall’esercizio della propria attività. Ove presso uno degli esercizi, o nelle relative pertinenze o in aree di suolo pubblico in concessione, dovesse verificarsi una concentrazione di persone che per numero o per comportamenti possa costituire fonte di disturbo alla quiete pubblica o di pericolo per la sicurezza delle persone o intralcio per i mezzi di soccorso, i responsabili delle attività dovranno intervenire immediatamente e personalmente ovvero con proprio personale , attuando tutte le azioni possibili e necessarie al fine di ridurre il disagio o far cessare il pericolo”. Nella tutela speciale per San Pellegrino entra anche il termine “sicurezza”: “L’Amministrazione – recita l’art. 11 al comma 3 – di concerto con le organizzazione rappresentative dei titolari dei pubblici esercizi, predisporrà un Protocollo d’Intesa tra Comune, gestori dei locali e Prefettura che alzi i livelli di sicurezza e prevenga comportamenti illegali e/o violenti”. Ma gli orari di chiusura per i bar potrebbero diventare ancora più stringenti: “In caso di perdurare di fenomeni di degrado con lesioni degli interessi di cui all’art. 1 c. 3 del presente Piano, l’Amministrazione potrà adottare provvedimenti di anticipazione dell’orario di chiusura nonché di sospensione dell’attività così come anche previsto dal T.U.L.P.S. e dalla vigente normativa in materia di commercio”.Giro di vite su tutto il centro storico pure su alcune attività: “sale giochi, spazi per il gioco, centri scommesse, money change, phone center, internet point, money transfer, compro-oro, vendita al dettaglio e/o di somministrazione effettuata mediante apparecchi automatici in apposito locale ad essa adibito in modo esclusivo”, non potranno “insediarsi nel centro storico”. L’amministrazione potrà riconoscere degli incentivi e/o agevolazioni sui tributi locali anche “Ai gestori di Pubblici Esercizi che dismettono gli apparecchi per il gioco d’azzardo”.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.