Home Attualità Fratelli d’Italia sola con Allegrini sindaco: Lega, FI, Udc, Fondazione fanno quadrato.
Fratelli d’Italia sola con Allegrini sindaco: Lega, FI, Udc, Fondazione fanno quadrato.

Fratelli d’Italia sola con Allegrini sindaco: Lega, FI, Udc, Fondazione fanno quadrato.

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Viterbo, 29 marzo 2022 – «Laura Allegrini è il nome che può ricompattare il centrodestra»: quando Fratelli d’Italia l’ha enunciato in una nota stampa, forse non si sarebbe mai immaginata come ciò sarebbe avvenuto. Perché in realtà è stato proprio così: il nome di Laura Allegrini ha ricompattato Lega, Forza Italia, Udc e Fondazione, tutti uniti nel dire “no” all’ex assessora ai Lavori Pubblici come candidata sindaco della coalizione. Un’impresa, quella di rimettere insieme i cocci del centrodestra, che pareva impossibile. E invece Laura Allegrini c’è riuscita. Ieri sembrerebbe essersi consumato  lo strappo definitivo tra Fratelli d’Italia, che continua a portare avanti la candidatura dell’ex senatrice, e  il resto del centrodestra che sta facendo quadrato intorno a strategie diverse per l’indicazione del candidato sindaco. Perché piuttosto che discutere su chi lo debba indicare, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, o anche Udc o Fondazione, si dovrebbe forse riflettere sul nome in grado di attirare consensi per un centrodestra che con il capitombolo del comune di Viterbo, deve tornare ad accreditarsi presso i cittadini, resettando quanto accaduto. Per questo,all’interno del centrodestra, ci sarebbero diverse correnti di pensiero: quella secondo la quale non dovrebbero essere candidati a sindaco gli ex assessori della giunta del sindaco Arena, sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, e quella che non vorrebbe nemmeno ritrovarsi come candidato sindaco qualcuno degli ex consiglieri che hanno firmato la sfiducia ad Arena. Ecco, perché, la strada di un civico, di una figura che orbiti all’esterno di partiti e movimenti, potrebbe alla fine essere l’unica soluzione, con i suoi contro e i suoi pro, che sarebbero quelli di aggregare altre realtà civiche, ma anche di consentire manovre a tutto campo in una seconda fase. Intanto gli occhi restano puntati sul centrodestra. Protagonisti indiscussi della scena politica viterbese da quando è “caduta” l’Amministrazione Arena. Da quella fatidica sera che gran parte dei consiglieri di maggioranza, affiancati anche da alcuni di minoranza, si sono recati dal notaio a firmare le dimissioni, staccando così la spina al mandato di Arena, cosa, forse, mai successa prima nella storia di Palazzo dei Priori, i riflettori si sono accesi su di loro. Che non hanno deluso. Ogni giorno un colpo di scena, una ripicca, un tradimento, una giravolta: come si conviene alle più avvincenti soap opera. In questa cornice “hollwoodiana” una delle prime “donne” è certamente Laura Allegrini. Dal giorno della sua candidatura a sindaco per Fratelli d’Italia, ha monopolizzato la scena e condizionato i destini del centrodestra. “Si leva o non si leva“: la domanda ricorrente e mattutina, di ogni giorno, degli alleati che su quel nome non intendono convergere. Lo ripetono oramai da settimane, ma Fratelli d’Italia fa orecchie da mercante e ogni giorno rilancia da social e giornali la candidatura di Laura Allegrini. Che sul nome dell’ex assessora ai Lavori Pubblici la coalizione non voglia convergere, oramai è noto pure ai sassi, e sarebbe stato ribadito al tavolo  tenuto al termine del convegno della Lega di sabato, con un invito a Fratelli d’Italia a partecipare, ma facendo un passo indietro su Allegrini che significa, in realtà, togliere la bandierina che i meloniani hanno già piazzato sulla casella del candidato sindaco di Viterbo. E veniamo al punto. Chi ha deciso che il candidato sindaco del centrodestra a Viterbo debba essere uno di Fratelli d’Italia? Semplice: l’ha deciso Fratelli d’Italia. Peccato che non la pensino così anche  Lega e Forza Italia.  Da qui la rottura. Insanabile. Come testimonia il botta e risposta avvenuto ieri tra Fratelli d’Italia e il resto del centrodestra. Parte quest’ultimo, con una nota stampa vergata dai quattro coordinatori di Lega (Stefano Evangelista) Forza Italia (Andrea di Sorte) UDC (Regino Brachetti) Fondazione (Gianmaria Santucci) al termine del tavolo romano di ieri «Abbiamo preso atto, con profondo rammarico, della decisione di Fratelli d’Italia di non voler partecipare all’incontro», dicono. I quattro esponenti politici dichiarano di aver tentato più volte di «Condividere un percorso unitario, senza imposizioni o diktat, che potesse restituire un centrodestra unito al governo della città», dicono, ma Fratelli d’Italia continuerebbe su «una scelta unilaterale e priva di condivisione, (il candidato sindaco nella figura di Laura Allegrini).  Ma il passaggio più rilevante arriva dopo: «L’atteggiamento (di Fratelli d’Italia) risulta incomprensibile anche in vista delle elezioni regionali e politiche che tra pochi mesi ci vedranno protagonisti sia nel capoluogo che nella provincia di Viterbo». Galvanizzati dai crescenti consensi registrati da Giorgia Meloni, i Fratelli d’Italia hanno perso forse d’occhio gli ultimi movimenti di Lega e Forza Italia che a livello nazionale sarebbero vicinissimi dal siglare una federazione, come dimostra quanto sta avvenendo in Sicilia. Se ciò si concretizzasse, e si rompesse definitivamente l’asse Salvini – Meloni, già terribilmente compromesso, soprattutto dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, per FDI “infilare” alla Camera e al Senato i proprio rappresentanti senza l’aiuto di Lega e Forza Italia, cioè della coalizione, potrebbe diventare estremamente complicato anche con il 20%, ammesso, e non concesso, che i sondaggi siano Bibbia, e che restino su queste percentuali fino a giugno 2023. Viterbo, insomma, pare destinata a replicare lo scenario nazionale, dove Fratelli d’Italia sembra l’iceberg staccato dal ghiacciaio chiamato centrodestra. Con quali risultati, è tutto da vedere. Difficile fare pronostici. Alcune cose sembrano certe: una è che Fratelli d’Italia non toglierà Laura Allegrini da candidato sindaco, l’altra è che gli alleati non accetteranno questo “Diktat”.  E dunque è rottura. Conclamata. Fratelli d’Italia ieri ha replicato alla nota del centrodestra con toni piuttosto accesi, specificando di «essere stati esclusi dal tavolo delle trattative al termine del convegno della Lega di sabato». Ma il passaggio più significativo della nota stampa di Fratelli d’Italia è quello in cui sottolineano: «La necessità di trovare la sintesi direttamente a Viterbo, senza inutili pellegrinaggi romani». I meloniani, insomma, non vogliono portare la decisione sul tavolo regionale. Se questo avvenisse, infatti, sarebbe inevitabile osservare che Fratelli d’Italia ha già indicato il candidato sindaco a Roma, Michetti, a Latina Zaccheo e a Rieti, Sinibaldi. Ora esprimere anche quello di Viterbo, secondo la Lega, sarebbe un po’ troppo. Anche perché gli uomini indicati da Fratelli d’Italia nelle altre province sono stati puntualmente sconfitti. Michetti è stato superato dal dem Gualtieri, Zaccheo dal dem Coletta. Non proprio una serie fortunata, che qualche dilemma, sulla capacità di individuare il cavallo vincente, lo potrebbe anche sollevare. Resta da vedere, ora, cosa combinerà Sinibaldi a Rieti. E Allegrini a Viterbo. Ma, in questo caso, senza il centrodestra.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.