Viterbo, 5 luglio 2023 – Letizia Chiatti ha rassegnato le sue dimissioni da Presidente del consiglio comunale ieri sera, apprestandosi a fare ritorno tra i banchi dei consiglieri comunali. Quelli di maggioranza. Almeno per ora. Dove sarà difficile immaginarla in silenzio di fronte agli scranni della giunta. La notizia è stata diffusa dal sito del comune di Viterbo, dove Chiatti chiarisce di aver “esaurito” il proprio ruolo, dopo aver “messo in sicurezza l’amministrazione, giovane e per certi versi sicuramente inesperta” e che sarebbe arrivato il momento di “lasciare il passo a una transizione che, peraltro, era già prevista fin dall’avvio della consiliatura“, afferma, riferendosi, probabilmente alla staffetta con Marco Ciorba. Passaggio che, però, sarebbe dovuto avvenire dopo due anni e mezzo dall’insediamento dell’amministrazione Frontini, e non dopo un anno. Dunque, perché il passo indietro di Letizia Chiatti un anno e mezzo prima della data prevista? Forse la chiave risiede proprio in quella parola “transizione”. Ma non nel senso richiamato dall’ex presidente del consiglio rispetto all’avvicendamento con Ciorba, quanto quella subita dal civico Viterbo 2020. Un gruppo passato da movimento di opposizione a forza di governo, con responsabilità amministrative, ma soprattutto con l’ingresso di altre persone che hanno assunto ruoli di peso, come gli assessori, che fanno scelte e assumono decisioni. Non quelle che probabilmente vorrebbe Chiatti, che avrebbe perso il mordente su quella creatura, Viterbo 2020, pensata e realizzata in un rapporto quasi di esclusività con Chiara Frontini, che oggi non ci sarebbe più. Un contesto notevolmente cambiato rispetto a quello che c’era fino a un anno fa e nel quale, raccontano indiscrezioni di palazzo, Letizia Chiatti non si sarebbe più trovata in sintonia come all’inizio. Emerge un retroscena che si dipinge di presunti attriti e tensioni con la giunta, in particolare con alcuni assessori, che più degli altri si starebbero ritagliando il loro ruolo, più inclini ad ascoltare la loro testa che quella di qualcun altro. Anche se fosse quella del presidente del consiglio comunale, nonché tra le madri “fondatrici” di Viterbo 2020, troppo impegnata, secondo alcuni, a dettare la linea un po’ a tutti su tutto. Alcune indiscrezioni riferiscono anche di “alti e bassi” tra Letizia Chiatti e la stessa Frontini, oramai cresciuta nel suo ruolo da sindaca, tanto da aver imparato a camminare da sola e a tracciare la sua strada, e che di fronte a possibili attriti, tensioni e scontri all’interno del patto civico, ha già piazzato in cima alla scala delle sue priorità, la difesa del “gruppo”. E così ieri sono arrivate le dimissioni di Letizia Chiatti, aprendo di fatto la vicenda della sua successione. Che non avrebbe un finale così scontato come quello che porterebbe alla presidenza del consiglio comunale Marco Ciorba. Le dimissioni di Chiatti, infatti, potrebbero aver aperto una partita politica all’interno della maggioranza, i cui esiti non sarebbero già scritti. Qualcuno al nome di Ciorba esclama vago: “Vedremo!”. E immagina che il voto unanime di tutta la maggioranza con cui è stata eletta Letizia Chiatti difficilmente si realizzerà di nuovo. Ma chi potrebbero essere, oltre a Marco Ciorba, i papabili per un simile incarico? C’è chi guarderebbe a Paolo Moricoli, attuale vice presidente di Chiatti. Così come chi, descrivendo l’identikit del prossimo presidente del consiglio, disegna il profilo di una donna con esperienza, perfettamente calzante a Maria Rita de Alexandris, anche lei, come Ciorba, presidente del consiglio comunale con Michelini sindaco e fedelissima di Frontini. Il nuovo presidente dovrà essere eletto al primo consiglio comunale ordinario con i voti della maggioranza più uno, ossia 17 consiglieri comunali compreso il sindaco. La partita a Palazzo dei Priori è appena iniziata.