Home Attualità Marinetti (Viterbo2020) si scaglia contro il Sodalizio poi innesca la retromarcia.
Marinetti (Viterbo2020) si scaglia contro il Sodalizio poi innesca la retromarcia.

Marinetti (Viterbo2020) si scaglia contro il Sodalizio poi innesca la retromarcia.

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Viterbo, 5 settembre 2022 – Il Dopo Santa Rosa porta la firma di Eros Marinetti, consigliere comunale della nuova maggioranza della sindaca Chiara Frontini a Palazzo dei Priori. Con un linguaggio, a dir poco triviale, lancia strali contro il Sodalizio e il capofacchino Sandro Rossi, rei, a suo dire, di aver “minacciato di non far passare la Macchina la sera del 3 settembre“. Il capofacchino, sfruttando il palco del Teatro dell’Unione, ha lanciato un messaggio fino ad allora, a suo avviso, inascoltato e che, dal raduno dei facchini nel teatro cittadino, ha forse sperato ottenesse maggiore considerazione.  E cioè che il Trasporto senza popolo, affidato a uno schermo o a una diretta social, non è più un Trasporto. La richiesta del capofacchino e del Sodalizio non è mai stata quella di un Trasporto senza regole, ma di protocolli che tengano conto della specificità della manifestazione Non a caso ha citato al riguardo la piazza di Nola, con “45 mila persone” che insieme a Viterbo compone quella rete di macchine a spalla che si fregia del riconoscimento Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Le parole di Sandro Rossi non sono evidentemente piaciute alla new entry in consiglio comunale che ha affidato la sua replica alla sua pagina Facebook: «Il capo facchino  Sandro Rossi ha minacciato di non far passare la macchina di Santa Rosa – ha tuonato da dietro la tastiera –  È ora di fargli capire che la lobby del sodalizio deve chiudere per sempre!!! La macchina è dei viterbesi e lui non comanda un ca**o!!! La sicurezza delle persone non è cosa da poco e l’ignoranza e Buringgine (scritta con lettera maiuscola n.d.r.) dimostrata da lui non è degna di una devozione per la santa, ma solo di un pensiero personale (e non dei Viterbesi) che deve cessare per sempre! Spero qualcuno prenda seri provvedimenti, affinché certe minacce (lettera maiusola ndr) di “fare come ca**o ce pare“, finisca per sempre! Molti veterani non c’erano chiediamoci perché. Evviva Santa Rosa“. Conclude, così, il suo post che ha poi  cancellato dopo alcuni minuti. Il diario social del consigliere si rianima circa un giorno dopo con un altro post di tutt’altro tenore. “In merito al post pubblicato sabato sera, – scrive – ci tengo a precisare che si è trattato di un pensiero espresso a titolo puramente personale: per questo, poco dopo, il post è stato rimosso. Uno sfogo che non si confà ad un nuovo metodo di governo cittadino imperniato sulla condivisione e lo spirito di comunità. Continuando a ritenere inopportuno quanto accaduto, rimetto nelle mani della Sindaca la delega alla protezione civile e porgo le mie scuse al Sodalizio e al Capofacchino per i toni espressi, che non sono consoni al ruolo ricoperto e allo sforzo che tutta la maggioranza, in primis la Sindaca, sta facendo per ridare dignità alle istituzioni che abbiamo l’onore di rappresentare», conclude, sperando che la dignità delle istituzioni non subisca altre simili picconate, altrimenti sarà veramente difficile risollevarla. Resta l’augurio, inoltre, che la “condivisione e lo spirito di comunità” trovino riscontri concreti e non abbiano il triste destino di puri slogan, come si rischia quando si ascolta solo la propria voce.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.