Viterbo, 10 maggio 2022 – «Io sono Giorgia, le mie radici, le mie idee»: l’ha scritto nel suo libro, l’ha detto ieri nell’incontro a Viterbo alle Terme Salus. La visita di Meloni arriva a pochi giorni dall’apertura ufficiale della campagna elettorale con la consegna delle liste, quando si saprà, definitivamente, l’effettiva consistenza delle squadre in campo. Quel che pare certo, ad oggi, è che il centrodestra correrà spaccato: da un lato Fratelli d’Italia con Laura Allegrini, dall’altro Claudio Ubertini sostenuto da Lega, Forza Italia, Udc e Fondazione. E propria questa rottura è stata uno dei punti toccato da Giorgia Meloni nel suo incontro con la stampa, prima della presentazione del suo libro. La leader di Fratelli d’Italia non abbandona la speranza che il centrodestra possa ricompattarsi sotto il nome di Laura Allegrini anche se riconosce che la situazione è a questo punto piuttosto difficile. «Non rinunciamo a sperare di trovare l’unità, come sta accadendo in altri comuni capoluogo del Lazio, vedi Rieti e Frosinone, anche se qui la situazione è più complessa. – ha detto Meloni – Speriamo comunque che ci si possa arrivare, che si possa convergere, dal nostro punto di vista, su Laura Allegrini che per noi è il candidato migliore, persona di grande esperienza, capacità e concretezza». Meloni si sofferma poi sulla situazione del centrodestra nazionale: «Fratelli d’Italia è il partito che ha lavorato di più per costruire, non “ricostruire” perché lo si fa per le cose distrutte, e io non credo che questa sia la situazione del centrodestra. C’è un lavoro da fare, noi siamo la forza più determinata e sincera a farlo. Noi al governo andiamo solo con una coalizione di centrodestra. Non siamo disponibili ad accordi con Partito Democratico e Cinque Stelle. Per ricostruire il centrodestra, però, ci vogliono regole chiare. Non credo che i cittadini che votano per noi, lo facciano per poi vederci inseguire le sirene della sinistra, ma per vedere realizzata quella visione, quei valori che con orgoglio noi dobbiamo portare avanti perché sono condivisi da milioni di italiani. Da parte nostra c’è massima volontà di lavorare in questo senso».
Riceviamo e pubblichiamo la nota ufficiale di Fratelli d’Italia
La classe dirigente di Viterbo è il laboratorio del centrodestra”.
Nell’Auditorium stracolmo del Salus, con tantissime persone anche all’esterno, Giorgia Meloni sottolinea da subito, all’apertura della presentazione del suo libro “Io sono Giorgia”, l’importanza politica della Città dei Papi.
Intervistata da Gianni Scipione Rossi, la presidente di Fratelli d’Italia in una sorta di racconto autobiografico, racconta il suo percorso, faticoso ed impegnativo, che parte proprio da Viterbo nel 2004 con l’elezione a presidente di Gioventù Nazionale.
Giorgia Meloni ha accompagnato il pubblico alla scoperta della sua ascesa personale ma anche di tutta la classe dirigente che la sostiene e che costituisce la solida ossatura di un partito che, in pochissimi anni, è arrivato ad essere il primo in Italia.
Una narrazione che passa attraverso le lotte storiche della destra, in primis la battaglia per il Presidenzialismo proprio ieri bocciata alla Camera, quella per una legge elettorale basata sul maggioritario che garantisca stabilità, quella per un’affermazione della politica che sia strumento per la risoluzione di problemi e non per il raggiungimento di personalismi.
A Viterbo la persona più adatta a ricoprire tale ruolo è proprio Laura Allegrini, la Meloni lo conferma all’incontro con la stampa che precede la presentazione: “La sua è una candidatura di esperienza e competenza, la figura migliore per ricompattare il centrodestra e riportarlo al governo della città”.