Viterbo, 19 novembre 2025 – Esplode in consiglio comunale la questione “sempreverde” dei “costi della politica” finita al centro di un’interrogazione nella seduta di ieri, 18 novembre. “Lo staff della sindaca è costato 127.895 euro nel 2024, mentre nel primo trimestre 2025 la cifra ammonta a 26.060,33 euro”. Con queste parole il consigliere leghista Andrea Micci ha aperto lo scontro in consiglio comunale, insieme alla consigliera di Fratelli d’Italia Laura Allegrini. Le cifre sono riportate nella sezione “Amministrazione trasparente”, ma accanto all’importo totale non viene specificato quante sono le unità e a supporto di quale ufficio, se del sindaco e/o anche degli assessori. Micci chiede: “Nomi e cognomi dell’ufficio di staff, quanti sono, cosa fanno e quanto prendono”, osservando che “Non sono proprio due spicci, per quale motivo non ci sono questi dati?”, e ricorda “lo slogan della sindaca ‘pagano loro’, ma qui pagano i viterbesi”, ha incalzato, “senza contare”, ha detto, “quello che succede in Francigena (società partecipata dal Comune) con una pletora di incarichi dati a pioggia” con cifre che toccano i 70, 100 mila euro. “Spero che questo modo di fare finisca presto” ha esclamato Micci, “ma siamo prossimi alla campagna elettorale, ho i miei dubbi che accada”. Replica di Frontini che ha tirato in ballo il leader leghista: “La riforma del Codice degli Appalti, voluta dal suo leader di partito, il ministro Matteo Salvini, consente affidamenti diretti fino a 140 mila euro per snellire le procedure”, ha chiarito la sindaca. Ma Micci riporta la discussione sul nocciolo: “Lei non risponde”, incalza, bollando le affermazioni della sindaca come uno sviare la discussione rispetto al nodo fondamentale: il costo delle segreterie. In aiuto di Frontini arriva la segretaria comunale: “Ho bisogno di una norma specifica per pubblicare i nomi e i cognomi degli articoli 90, altrimenti vado a violare il trattamento del dato e ci sono sanzioni del garante”, in altre parole, “Non è che non vogliamo pubblicarli, non possiamo farlo”, specifica Frontini. A questo punto, però, si inserisce Laura Allegrini: “Ci sono sentenze per cui per gli uffici di staff si ha diritto a non avere dati aggregati, ma disaggregati, vorrei conoscerli per ciascun assessorato. Qui si sta facendo confusione su dati personali, sensibili e giudiziari. I dati devono essere trasparenti e dare modo ai consiglieri comunali di fare il loro lavoro”, ha rimarcato Allegrini.