Home Attualità Natale 2024: poche risorse disponibili e l’idea che si “sia speso troppo” nel 2023.
Natale 2024: poche risorse disponibili e l’idea che si “sia speso troppo” nel 2023.

Natale 2024: poche risorse disponibili e l’idea che si “sia speso troppo” nel 2023.

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Viterbo, 25 luglio 2024 – Unico tassello certo ad oggi del Natale 2024 è il mercatino natalizio. Su tutto il resto si impone un grosso punto interrogativo. Intanto l’iniziativa in passato più contestata, tanto da essere annullata dal cartellone della prima edizione, ironia della sorte, oggi è l’unico punto fermo già messo, anche prima delle luminarie, la cui priorità, all’interno del bilancio comunale, difesa con tutte le forze dall’assessore alla Cultura, Alfonso Antoniozzi, ha, infine, dovuto cedere il passo ad altre “urgenze”. Di questi tempi, a luglio, le luci natalizie erano già nel “carrello della spesa” del Comune, che le aveva già acquistate. Quest’anno siamo ancora in alto mare. Così come tutto il Natale. C’è stata la tegola della Tari, per cui l’amministrazione comunale ha dovuto vincolare 2 milioni di euro per impedire che la tariffa schizzasse verso l’alto sulle bollette del contribuente, il verde, per cui sono stati messi da parte un milione e 200 mila euro per il nuovo appalto, quest’anno anche la spesa per la nuova Macchina di Santa Rosa, quella per San Pellegrino in Fiore. Questo e tanto altro ha dovuto attingere  sempre dallo stesso posto: la cassa comunale. E, dunque, oggi, “Per il Natale non c’è un euro”. È balzato immediatamente all’occhio a chi in questi giorni ha avuto tra le mani i conti per la  variazione di bilancio. Ed ecco, dunque, che la prima delibera di giunta, avente ad oggetto Atti di indirizzo sulle festività natalizie 2024″, contiene, in realtà, un’amara sorpresa, poiché annuncia solo il mercato, rinominato dall’assessore allo Sviluppo Economico, Silvio Franco, “Passeggiata di Natale“. Riconfermata a via Marconi e allargata a Piazza della Repubblica. “25 casette in legno in stile nordico”, “dal 29/11/2024 al 06/01/2025 con orari di vendita dal lunedì al venerdì dalle ore 14.00 alle ore 20.00, il sabato e la domenica, i festivi e i prefestivi dalle ore 10.00 alle ore 20.00″. “Passeggiata” che si allunga a “Piazza della Repubblica, area dedicata a stand della somministrazione, dal 01/12/2024 al 06/01/2025 con orari di vendita dal lunedì al venerdì dalle ore 14.00 alle ore 20.00, il sabato e la domenica, i festivi e i prefestivi dalle ore 10.00 alle ore 20.00”. In concomitanza, sempre a Piazza della Repubblica e dal “29/11/2024 al 30/11/2024”, “un’area di vendita straordinaria ideata dall’Associazione Culturale Anomis Eventi in occasione delle festività di Sant’Andrea”.  E il Natale 2024? Dove sta? A Palazzo dei Priori starebbero lavorando, cercando di mettere insieme la cifra necessaria che, si può già ampiamente prevedere, sarà di molto inferiore ai 700 mila euro spesi nel 2023. Un ritorno all’austerità che non sarebbe dettato solo dalle risicate risorse a disposizione, ma anche da un altro spirito che starebbe prendendo piede dentro la maggioranza Frontini, di fare un bel Natale, ma con un occhio attento al portafoglio pubblico. Niente spese pazze, insomma. Obiettivo possibile, se si pensa che l’ex amministrazione di centrodestra per il Natale spendeva circa 250 mila euro per la Cultura e 80 mila euro per lo Sviluppo Economico. A Palazzo dei Priori, quindi, l’indirizzo potrebbe essere quello di trovare una via di mezzo, tra il primo Natale Frontini, giudicato un po’ sottotono, e l’ultimo, considerato un po’ troppo sfarzoso. Seppure le linee guida del Natale 2023 sono in fase di scrittura, pare certo che il cuore delle festività torni a Piazza del Plebiscito con la nuova pavimentazione ultimata, dove è stato mantenuto il foro per l’inserimento dell’albero fatto dalla maggioranza Frontini qualche anno fa. Modalità che permetterà di risparmiare, tra l’altro, sulle logistica necessaria all’ancoraggio a terra della pianta. Altro nodo da sciogliere sarà il posizionamento dei giochi che quest’anno, a causa della presenza del cantiere, dovranno, abbandonare Valle Faul e cercare un’altra sistemazione. Tornando, invece, alle luminarie, ci sarebbe anche l’idea in maggioranza di metterle solo nelle vie principali, quelle in cui tutti i cittadini prima o poi si recheranno durante le festività. Perché certo è che quest’anno, nella scelta tra luce calda o fredda, si è imposta un’altra, quella della parsimonia. Sicuramente da accendere.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.