Viabilità natalizia, l’ira di un commerciante: “Chiuse tutte le vie di accesso al centro. Non lavoriamo più”.
Viterbo, 25 novembre 2024 – Il Natale bussa alle porte e puntuale arriva anche l’ordinanza sul traffico, pronta a “impacchettare” il centro storico cittadino, con la chiusura dei vari punti di accesso alle auto. Un “regalo” poco gradito ai commercianti che temono una riduzione della clientela. A farsi portavoce di questo disagio, il signor Pallotta della tabaccheria di via Cairoli che mette in luce un dato: “Il sabato e la domenica”, secondo l’ordinanza, si potrà “chiudere Porta Romana” e, quindi, via Cavour, “perché a piazza del Plebiscito ci sono le giostre”, osserva. Ma è chiusa anche “via Marconi”, occupata fino alla Befana dal “mercatino natalizio”, e a “Via Cairoli” seppur aperta, “di sabato non ci passa nessuno, visto che i banchi del mercato impediscono il transito delle auto dentro Porta Fiorentina”, osserva Pallotta. Insomma il centro storico sembra bello e impacchettato, chiuso nei vari punti di accesso, in particolare per la presenza dei banchi del mercato, soprattutto il sabato, che potrebbero rendere difficoltoso l’arrivo e l’utilizzo del più grande parcheggio a servizio del centro, quello del Sacrario. “Come dovrebbero arrivarci i cittadini, se le strade sono tutte chiuse? In elicottero?”, dice Pallotta, piuttosto adirato. Il motivo lo spiega lui stesso: “Il sabato mattina a noi va malissimo”, spiega, riguardo al fatto che le auto non transitando da piazza della Rocca per il mercato, non arrivano nemmeno a via Cairoli. “Non passa nessuno”, esclama stizzito. E se la gente non passa, gli scontrini non escono fuori. “Prima lavoravamo, ora non più”, dice riguardo all’arrivo dei banchi dentro Porta Fiorentina. Ma c’è un altro argomento, oltre alle chiusure di Natale, che fa salire la “pressione” ai commercianti: la tariffa oraria dei parcheggi. Il tabaccaio Pallotta lo pronuncia tra i denti, contenendo a stento l’ira: il ticket. Salato. Salatissimo, secondo lui. Altro che dolci di Natale. L’aumento deciso dall’amministrazione Frontini va da un euro a un euro e cinquanta all’ora. Un boccone amaro da digerire per chi ha delle attività commerciali in centro che richiedono la necessità di posti auto per i propri clienti. “Ma è possibile chiedere a uno che viene qui ad acquistare un pacchetto di sigarette, di pagare un euro e 50 per fermare l’auto?”, osserva Pallotta, allungando il braccio a indicare con i dito proteso come se volesse bucare l’aria, lo stallo con le strisce blu proprio di fronte al su negozio. “Perché non fanno pagare anche nei parcheggi dei centri commerciali? Nell’area di San Lazzaro, ad esempio”, butta lì, con una proposta che ha il sapore di una provocazione. Ma se questa è la posizione di un commerciante del centro, c’è anche quella di chi, invece, gradisce camminare in un centro sgombro dalle auto, soprattutto a Natale, deliziandosi con le attrazioni e le scenografie tipiche di questo periodo. Come le mamme che hanno portato i bambini alla giostra antica che in questi giorni “accende” Piazza del Plebiscito, ancora soffocata da cantieri e transenne,, lamentandosi per il passaggio delle auto a pochi metri dall’area pedonale in cui i figli giocavano. Anche loro avrebbero protestato, stavolta, però, per la causa opposta: il passaggio delle auto, in un centro che, invece, in questi giorni, vorrebbero vedere chiuso. Insomma non sarà facile accontentare tutti. A meno che non si indossi una barba e si viaggi su un carro trascinato da quattro renne, anche il Natale 2024 sarà polemiche e panettoni. Altrimenti non sarebbe Natale.
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