Tassa di soggiorno e osservatorio sul turismo, l’opposizione teme conflitti con il consiglio comunale.
Viterbo, 11 marzo 2025 – Osservatorio sul turismo: l’opposizione ha smontato l’impianto proposto dalla maggioranza Frontini in prima commissione ieri e, come già avvenuto in occasione della seconda riunita la scorsa settimana, ha alzato i tacchi e lasciato l’aula del consiglio comunale. La sindaca, in verità, era arrivata dando segnali distensivi di un’apertura, con l’annuncio di alcune osservazioni proposte nella precedente seduta dall’opposizione, come quella di eliminare la validazione della composizione dell’osservatorio e la nomina del segretario verbalizzante da parte del sindaco. Proposte ritenute insufficienti dall’opposizione per realizzare una convergenza sul testo, pur dichiarandosi tutti favorevoli all’istituzione di un osservatorio. Ma ad essere contestati sono stati i poteri attribuiti allo stesso nella proposta Frontini, così come la composizione e la natura, tecnica o politica, “confusa” secondo l’opposizione. “L’osservatorio è un organo che non assume decisioni, ma raccoglie e analizza dati”, ha detto la consigliera Laura Allegrini (FDI), contestando la funzione assegnata all’organismo di esprimere “un parere non vincolante” sulla destinazione della tassa di soggiorno. “Ci troveremo con un parere sottoscritto e verbalizzato che dovrà in qualche modo essere contrastato in consiglio comunale”, ha proseguito Allegrini. Particolarmente discussa è stata la natura dell’organismo: “se è un organo tecnico, allora basta la presenza del dirigente, ma se è politico, perché si prevede la presenza del sindaco e si esclude l’opposizione?”, ha detto Allegrini. Anche per il Pd c’è la necessità di chiarire se l’organo sia “politico o tecnico”, ha chiesto Alvaro Ricci che ha fatto anche il conto degli operatori che, in base ai requisiti previsti dalla proposta di regolamento, dovrebbero entrarne a fare parte: “circa dieci”. “L’altra parte della città dove sta? – ha chiesto Ricci – Vogliamo un organismo più ampio, con trenta, quaranta operatori non solo di natura economica. La minoranza deve essere presente. Così come la Fondazione Carivit e il Sodalizio dei facchini. Deve essere aperto il più possibile”. Ma a destare maggiore preoccupazione tra l’opposizione è la possibilità di innescare conflitti tra le decisioni dell’osservatorio e quelle del consiglio comunale sull’imposta di soggiorno. Argomento, questo, approfondito dal consigliere comunale Andrea Micci (Lega): “L’osservatorio proporrà anche dei progetti, ma con quali fondi? Gli operatori faranno le loro proposte all’interno dell’organo che poi saranno portate in consiglio comunale che dovrà deliberarle e finanziarle?”. “Un modo per decidere senza nemmeno candidarsi”, ha detto in sottofondo Laura Allegrini. Andrea Micci ha poi fatto un esempio pratico: “se il consiglio comunale dovesse decidere di effettuare un investimento turistico, che succede? Dovrà chiedere il parere non vincolante all’osservatorio?”. Sempre Micci ha sollevato l’interrogativo sul “costo” dell’osservatorio, ossia se comporterà delle spese e chi le pagherà. Sollevata poi la questione giuridica, in particolare se un osservatorio di questo tipo deve essere contemplato nello Statuto comunale per essere istituito. Su questo è stata chiamata in causa la segretaria generale ce ha invocato un articolo dello statuto comunale che prevede, a suo parere, l’istituzione di organi consultivi in cui rientrerebbe la fattispecie dell’osservatorio proposto. La commissione si è comunque conclusa con l’opposizione che ha lasciato l’aula, e la maggioranza che ha proseguita da sola la lettura dei singoli articoli del regolamento proposto, per poi, infine, votarlo.