Messo in piedi un sistema di raggiri per ottenere la patente di guida
Viterbo, 4 ottobre 2026 – Straniero alla guida di un’auto con la patente corredata da una foto non sua. I controlli della polizia hanno permesso di risalire a un astuto sistema di raggiro, ideato per ottenere in maniera fraudolente la patente di guida.
L’uomo è stato identificato nell’ambito dell’attività di controllo del territorio e di prevenzione e contrasto delle condotte illecite connesse alla circolazione stradale.
Quando gli agenti hanno chiesto i documenti all’uomo per l’identificazione, hanno notato che la fotografia riportata sul documento non corrispondeva alla fisionomia della persona sottoposta al controllo. Insospettiti, gli operatori della polizia stradale, unitamente al personale della locale squadra di polizia giudiziaria, hanno avviato ulteriori approfondimenti che hanno consentito di risalire all’identità della persona raffigurata sulla patente.
Hanno così capito che si trattava di un soggetto già noto alla polizia stradale, in quanto già precedentemente denunciato per il medesimo reato.
Gli accertamenti della polizia hanno permesso di ricostruire il particolare meccanismo che veniva utilizzato per ottenere il documento.
In pratica, il soggetto incaricato di “aiutare” il cliente al conseguimento fraudolento della patente, forniva una propria fotografia, che veniva allegata alla documentazione necessaria per presentare la domanda di conseguimento del titolo di guida. Successivamente, il giorno fissato per l’esame teorico, il medesimo soggetto si presentava presso i locali deputati allo svolgimento della prova, sostituendosi di fatto al reale candidato e sostenendo l’esame al suo posto.
Una volta ottenuto il rilascio della patente, l’effettivo beneficiario del titolo ne simulava lo smarrimento, procedendo quindi alla richiesta di un duplicato corredato dalla propria fotografia. In tal modo, il documento che avrebbe ottenuto successivamente sarebbe risultato intestato al reale utilizzatore, con la sua effettiva immagine.
L’attività investigativa della polizia stradale ha quindi consentito di far emergere il sistema fraudolento e di ricondurre la patente esibita al soggetto che aveva materialmente fornito la propria fotografia per consentire il superamento dell’esame da parte di un’altra persona.
Gli ulteriori accertamenti sono tuttora finalizzati alla completa ricostruzione della vicenda e delle responsabilità dei soggetti coinvolti.
Presunzione di innocenza.
Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva