Tenta di truffare un anziano con il “falso incidente stradale”
Viterbo, 28 settembre 2026 – Simula un incidente stradale, poi, sul posto, chiede dei soldi a un anziano per chiudere bonariamente la questione. “Lo scorso 22 settembre a seguito di ricerche diramate dalla centrale operativa contattata dall’interessato – scrivono in una nota i carabinieri – le pattuglie della stazione di Sutri e dell’aliquota radiomobile di Ronciglione hanno individuato un uomo che, a bordo di un’autovettura, aveva tentato di truffare un anziano del posto con la tecnica del “falso incidente stradale”. I militari dell’Arma infatti, grazie ad immediati accertamenti, sono riusciti a raccogliere elementi indiziari in ordine al fatto che l’uomo avesse simulato un sinistro stradale chiedendo un corrispettivo in denaro per definire “bonariamente” la questione, motivo per cui è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.
Le indagini dei carabinieri non si fermano e i militari della stazione di Sutri stanno verificando eventuali analoghi episodi verificatisi nel territorio.
L’occasione, grazie alla prontezza di spirito del cittadino che ha contattato il NUE 112, dimostra l’importanza dell’attività di prevenzione e sensibilizzazione condotta dall’Arma sul territorio per contrastare l’odioso fenomeno delle truffe in danno di anziani.
É utile rammentare che bisogna diffidare dalle apparenze e da situazioni anomale in cui vengono chiesti, sul posto, soldi in contanti per “chiudere” presunti incidenti stradali senza ipotetiche conseguenze. Parimenti, e più in generale, i carabinieri raccomandano di non aprire mai la porta agli sconosciuti, non fidandosi della sola esibizione di un tesserino di riconoscimento che potrebbe essere contraffatto, non mostrando gioielli ai fini del confronto con un’ipotetica refurtiva, non dando confidenza al telefono nel caso di asseriti rappresentanti di compagnie fornitrici di servizi, di presunti parenti in grave difficoltà economica o coinvolti in incidenti, né di appartenenti alle forze dell’ordine che chiedono denaro per evitare un arresto o una denuncia: nessun “vero” appartenente alle Forze di polizia chiederà mai soldi per assistere i cittadini.
Altro aspetto importante riguarda, inoltre, lo “spoofing” telefonico, una forma di raggiro informatico con cui i criminali falsificano la loro vera identità, alterando il numero di telefono visualizzato sul display del destinatario: l’obiettivo è, in sintesi, di far apparire sul dispositivo della vittima un numero del chiamante che ispiri immediata fiducia, come quello del proprio istituto bancario, di un reparto delle forze dell’ordine o di un’altra importante istituzione pubblica.
L’Arma dei Carabinieri esorta, quindi, a prestare la massima attenzione a queste truffe, rinnovando l’invito, in caso di dubbi, a contattare sempre il numero di emergenza 112, a rivolgersi alle 56 stazioni presenti in provincia e a consultare la specifica sezione del proprio sito web www.carabinieri.it al link www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/pillole-di-prevenzione/contro-le-truffe contenente consigli utili per evitarle. Consigli e suggerimenti utili vengono, inoltre, quotidianamente pubblicati sui canali dei social network ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, liberamente accessibili”, conclude la nota.
Presunzione di innocenza
L’indagato è persona nei cui confronti vengono svolte le indagini preliminari a seguito dell’iscrizione di una notizia criminis a suo carico; nel sistema
penale italiano la presunzione d’innocenza, sancita dall’art. 27 della Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.