D’Alessio: “Giocavamo pe’ strada” dimostra che a viale Trento serve una postazione fissa istituzionale
Viterbo, 23 settembre 2026 – Quando la socialità arretra, il degrado avanza. È così che luoghi come viale Trento, cessano di essere “piazza di aggregazione civile” e finiscono nella spirale della decadenza e della delinquenza, facilitata dal ritirarsi progressivo della quotidianità composta e ordinata. L’arrivo della manifestazione “Giocavamo pe’ strada” a viale Trento ha, però, dimostrato che certi destini non sono segnati e che, quando quella “socialità” sana avanza, il degrado si fa da parte, in maniera spontanea. «Ci sono immagini che, più di tante parole, riescono a raccontare non soltanto quello che un luogo è, ma soprattutto quello che potrebbe diventare», dice Massimo d’Alessio, referente del controllo di vicinato di viale Trento. «Quelle che abbiamo visto sabato 19 e domenica 20 settembre a viale Trento sono certamente tra queste. Per due giorni “Giocavamo pe’ strada” ha trasformato una delle principali vie di accesso alla città in un grande spazio dedicato allo sport, alla cultura, alla socialità e all’incontro. Bambini, ragazzi, famiglie e cittadini hanno riempito una strada che, troppo spesso, negli ultimi anni, è stata raccontata soltanto attraverso le sue difficoltà. Ed è proprio per questo che, come presidente del Comitato cittadino e come presidente dell’Associazione Culturale “Accademia Danza Canto Recitazione” ETS, che a viale Trento svolge quotidianamente la propria attività, sento innanzitutto il dovere di dire grazie. Un ringraziamento al Comune di Viterbo, alla sindaca Chiara Frontini e all’Assessorato allo Sport e Benessere, nella persona dell’assessore Emanuele Aronne, per aver creduto nella scelta di portare quest’anno la manifestazione proprio a viale Trento. Un ringraziamento particolare va inoltre al Comitato Provinciale Sportivo Libertas Viterbo e al suo presidente Simone Bonoli, per il lavoro organizzativo e per aver contribuito alla realizzazione di un’iniziativa capace di trasformare per due giorni viale Trento in un luogo di partecipazione, sport e socialità. E un ringraziamento al CONI per il patrocinio dell’iniziativa. La scelta di viale Trento, dopo le precedenti edizioni svolte a Valle Faul, non è stata casuale. C’era lo scopo preciso di portare persone, attività ed esempi positivi in una zona della città che ha bisogno di essere vissuta e riconquistata quotidianamente dalla comunità. E credo che questi due giorni abbiano dimostrato che quella scelta è stata giusta. Per chi, come noi, vive e lavora quotidianamente in questa strada, vedere viale Trento piena di bambini, adolescenti e famiglie ha avuto un significato che va ben oltre la riuscita di una manifestazione. Ha mostrato concretamente un’altra viale Trento. Una strada che può essere frequentata e vissuta. Una strada nella quale sport, cultura, spettacolo, attività economiche e associazionismo possono diventare strumenti concreti di riqualificazione e aggregazione. Da anni sosteniamo che la risposta alle difficoltà di questa zona non possa essere soltanto repressiva. Portare sport e cultura in strada, creare occasioni di incontro, riempire gli spazi di bambini, ragazzi, famiglie e cittadini significa anche sottrarli progressivamente al degrado e restituirli alla comunità. Per questo mi auguro che “Giocavamo pe’ strada” non rimanga soltanto una bellissima parentesi di due giorni. Viale Trento ha bisogno di altre iniziative come questa. Ha bisogno di sport, cultura, spettacolo e momenti di aggregazione capaci di riportare con continuità persone e famiglie nella strada» prosegue D’Alessio.
«Come Accademia cerchiamo quotidianamente di contribuire proprio in questa direzione attraverso la danza, il teatro, la formazione e la produzione culturale, così come altre realtà del territorio lo fanno attraverso lo sport, il commercio e le proprie attività. Ma proprio la grande riuscita di questo fine settimana ci consegna anche una riflessione che sarebbe un errore ignorare. Quando Viale Trento è vissuta e presidiata, essa cambia. Durante una manifestazione di queste dimensioni, la presenza delle persone, delle istituzioni e dei controlli modifica inevitabilmente ciò che accade nella strada. E questa non deve essere letta come una critica all’evento. Al contrario: è forse una delle indicazioni più importanti che questa bellissima manifestazione ci lascia. Se quando Viale Trento è piena di persone, vissuta e presidiata determinate situazioni si riducono sensibilmente, allora forse proprio da questa esperienza possiamo ricavare un’indicazione per affrontare la quotidianità. Ed è per questo che vorrei rivolgere ancora una volta un invito al Prefetto e al Questore di Viterbo. Valutiamo nuovamente la possibilità di prevedere una postazione stabile delle forze dell’ordine a viale Trento, accompagnata da controlli quotidiani più frequenti nelle fasce orarie e nei punti maggiormente problematici. Non chiediamo naturalmente che viale Trento possa vivere ogni giorno nelle condizioni eccezionali di una manifestazione. Chiediamo però che l’esperienza di questi due giorni venga utilizzata anche per riflettere sull’efficacia della presenza e della prevenzione. Il controllo del territorio non può dipendere prevalentemente dalle telefonate dei residenti, dei commercianti e degli operatori della zona, costretti troppo spesso a segnalare ciò che accade e ad attendere l’intervento delle forze dell’ordine. Le norme, il nuovo Regolamento di Polizia Urbana, le sanzioni e gli strumenti di allontanamento sono importanti. Ma l’esperienza quotidiana ci sta mostrando che le norme, da sole, non possono sostituire completamente prevenzione, controllo e presenza visibile sul territorio. Non si tratta di militarizzare viale Trento. Si tratta esattamente del contrario: creare le condizioni affinché non sia necessario vivere nell’emergenza, affinché la strada possa tornare a essere normalmente frequentata e affinché chi continua a lavorare, investire e organizzare attività in questa zona possa contribuire alla sua rinascita. Il successo di “Giocavamo pe’ strada” ci lascia quindi, a mio avviso, due indicazioni che devono procedere insieme: continuare a portare vita a viale Trento e garantire una presenza istituzionale più costante. Sport, cultura, spettacolo, attività economiche, associazionismo e sicurezza non sono strade alternative. Sono parti della stessa risposta. Per questo, dopo aver ringraziato ancora una volta le istituzioni e chi ha ideato, promosso e reso possibile la scelta di portare questa manifestazione proprio a viale Trento, vorrei concludere con lo stesso pensiero che ho condiviso in queste ore con alcuni cittadini della zona: la nostra battaglia dovrebbe essere quella di fare in modo che viale Trento diventi sempre meno accogliente per chi viene qui a delinquere e sempre più accogliente per le famiglie, i bambini, i ragazzi e tutte le persone che vogliamo tornino a frequentarla», conclude Massimo D’Alessio, Presidente Comitato cittadino, Presidente Associazione Culturale “Accademia Danza Canto Recitazione” ETS