Viterbo, 5 marzo 2025 – Venerdì sette marzo ci sarà un incontro con la rete delle macchine a spalla e si metterà sul tavolo anche la questione della durata del cantiere di Piazza del Plebiscito in previsione del trasporto della Macchina di Santa Rosa il 3 settembre dell’anno giubilare, data che si vorrebbe stigmatizzare, addirittura portando in processione il corpo incorrotto della Santa Patrona, evento avvenuto in passato in rare occasioni di particolare importanza. Sul destino della tradizione quest’anno pesa, però, proprio quel passato che da secoli lo sforzo dei facchini si pone la missione di ricordare e tenere sempre vivo: a piazza del Plebiscito sono emersi i resti di una città medioevale con tanto di cimitero, mettendo un punto interrogativo sulla durata del cantiere. A fronte di esso, invece, Palazzo dei Priori si è affrettato a mettere un punto: “I lavori termineranno il 31 luglio”, ha detto la sindaca Frontini. Dall’altra parte, però, durante la visita concessa al pubblico nel cantiere, l’archeologa Spina, che si sta occupando degli scavi, ha chiaramente detto che saranno “sicuramente estesi” verso “Via Ascenzi”, quando si procederà con il terzo lotto ovviamente. Affermazione, pure questa, che va a scontrarsi con quanto annunciato dall’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Floris, del fine scavo questa settimana. Insomma, il puzzle di un totale accordo su tempi e modalità di interventi che si dichiara esserci tra Comune e Sovrintendenza, ha forse qualche tassello che non si incastra. “Il Comune”, ha detto sempre l’archeologa, “ha delle sue proiezioni, le aveva anche all’inizio, poi sono cambiate nel corso del tempo, in base ai rinvenimenti”. E se questo avvenisse anche per quel “31 luglio” di chiusura dei lavori, che fine farebbe il trasporto del 3 settembre 2025? Una domanda che oramai rimbalza in tutto il mondo “santarosaro” il cui perimetro coincide in buona parte con quello della città di Viterbo. Toccherà al presidente del Sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini, portare sul tavolo della sindaca, la questione, seppure, anche lei, in questo caso, potrebbe non avere il potere di influenzare certe situazioni decise da altre parti e in altri livelli. Ma il Comune una carta in mano ce l’ha: rinviare la realizzazione del terzo lotto verso via Ascenzi al “Dopo Santa Rosa”. Al momento sembra questa l’unica soluzione per salvare capra e cavoli: permettere alla sovrintendenza di effettuare le sue ricerche e non intralciare il Trasporto. “Abbiamo avuto rassicurazioni da parte del Comune che il cantiere sarà chiuso entro il 31 luglio” dice Massimo Mecarini. Se il cantiere dovesse restare così, com’è ancora fino a settembre, “Lo spazio per passare a piazza del Comune con Dies Natalis c’è, ma chiaramente non si potrà fare la girata e, inoltre, l’accesso al pubblico nella piazza sarebbe estremamente limitato”, continua Mecarini. Se, al contrario, chiuso il secondo lotto, si procederà immediatamente con il terzo, fino a via Ascenzi, dove passerebbero i mezzi del costruttore Fiorillo che trasportano i componenti della Macchina di Santa Rosa? Unica alternativa in questo caso potrebbe essere entrare a Corso Italia da piazza Verdi fino a piazza del Plebiscito. Ma anche questa è una grossa incognita. “le dimensioni sono proibitive”, dice Mirko Fiorillo, “ma dovremmo verificare sul posto, un conto far passare la Macchina in verticale sulle spalle dei facchini, un altro è farla transitare in orizzontale sui camion”, dice riguardo alla necessità degli spazi di manovra a piazza del Plebiscito per far girare i camion e farli entrare in via Cavour. Difficile a dirsi senza fare prima una prova, che significherebbe tirare fuori Dies Natalis, caricarla sui mezzi di Fiorillo e partire alla volta di San Sisto, insomma, un “mezzo” trasporto “straordinario” fuori contratto, che il Comune dovrebbe anche pagare di tasca sua. Unica soluzione percorribile resta, dunque, quella di rinviare il completamento della piazza a “Dopo Santa Rosa”, come impone la tradizione