Pietro Amodio: “Mai chiesto di aderire al Pd. Resto al gruppo misto, per ora nessun partito”.
Viterbo, 16 settembre 2023 – Non ha gradito l’intervento del capogruppo del Pd, Alvaro Ricci, alla comunicazione di aderire al gruppo misto insieme ad Elpidio Micci. Pietro Amodio, eletto nella lista civica Viterbo dei Cittadini, aveva sostenuto la candidata sindaco Alessandra Troncarelli alle ultime elezioni comunali di giugno 2022. Nome su cui aveva puntato anche Elpidio Micci con la lista civica “Viterbo Cresce” con molti esponenti provenienti dal mondo di centrodestra. I due, Elpidio Micci e Pietro Amodio, avevano, quindi, condiviso già uno stesso percorso: due civiche a sostegno della candidata del Pd. Elpidio Micci, però, si era sempre professato di centrodestra e in questi giorni sono sempre più insistenti le voci di un suo ritorno al proprio partito di appartenenza: Forza Italia. Diversa situazione sarebbe, invece, quella di Pietro Amodio che per ora dichiara di voler restare al gruppo misto e di non voler aderire a nessun altro partito. Un momento, quindi, di riflessione per lui che, però, prelude molto probabilmente a una scelta politica che per ora, Amodio, assicura di non avere ancora maturato. Su Alvaro Ricci e il Pd, però, tiene a precisare alcune cose. “Stimo Alvaro e rispetto la sua esperienza, figuriamoci, lo chiamo maestro. Credo, però, che abbia fatto un po’ di confusione – spiega – Lui lo sa bene, perché parlavamo della mia uscita dal gruppo consiliare del Pd, al quale avevo aderito, anche perché non avevo esperienza. Io, però, nasco come Viterbo dei Cittadini, mi sono candidato in una lista civica. Non ho mai chiesto di aderire al Pd”, sottolinea Amodio, accusato da Ricci, di vivere un certo “travaglio”, che il consigliere, oramai gruppo misto, non nega. “Quello che lui chiama travaglio, io lo vivo da tanto tempo in relazione alla possibilità dell’elezione della Schlein – dice – Ancor prima che avvenisse, mi volevo discostare, e loro questo lo sanno. A marzo 2023 sono uscito dal gruppo consiliare del PD. Per me era logico. Gliel’ho spiegato tante volte. Ho fatto delle riflessioni, mi sono confrontato con altre persone, tra cui Elpidio Micci, un’altra lista civica, che aveva sostenuto Troncarelli”. Amodio rispedisce, così, al mittente le accuse di Ricci di incoerenza e anche quelle di essere stato votato anche grazie ai voti di lista, quella che ora ha abbandonato, e che sono stati portati dagli altri candidati. “Li conosco tutti, uno ad uno – assicura Amodio -. Con alcuni di loro sono anche molto amico e abbiamo condiviso questa mia scelta. Siamo rimasti sbalorditi questa estate, quando sono stato cancellato dalla chat di Viterbo dei Cittadini senza alcun avviso o giustificazione. Solo un messaggio (quello che invia il sistema ndr): “Sei stato rimosso“. Ero sotto l’ombrellone con mia moglie. Di certo, oggi che decido di fare un gruppo misto, non devo dare spiegazioni a nessuno. Chi mi ha votato, ha scelto la persona. La lista del Pd non mi ha portato nulla. Caso mai sarò stato io ad avere portato qualcosa alla causa, che si chiama Alessandra Troncarelli. Scelta che non rinnego e che ho fatto convintamente”, ribadisce Amodio. Se per Elpidio Micci l’ipotesi più accreditata pare quella di un suo ritorno a Forza Italia, dove già si trova il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, a cui il consigliere di Grotte Santo Stefano è legato politicamente, per Pietro Amodio, il futuro politico potrebbe essere tutto ancora da scrivere. “Stare nel gruppo misto – dice – mi permette di fare delle riflessioni. Per il momento non voglio appartenere a nessuna sigla di partito. Quello che verrà dopo, è un mio diritto. Non credo che un consigliere, qualunque sia il suo nome, possa impedirmelo”, dice all’indirizzo di Alvaro Ricci, del quale non ha apprezzato un’altra espressione nei suoi riguardi: “L’essere prestato alla politica”, dice Amodio. “Mi spiace che abbia fatto questa sottolineatura nei miei confronti“, anche se, a ben guardare, “Ci sono tanti esempi autorevoli di persone prestate alla politica, ai quali non mi posso accostare né io, né Ricci. Dico solo che partecipare alla vita politica e sociale di una comunità, è un diritto universale che non può essere annullato dall’arbitrio di chi dice certe cose. Di fronte a noi abbiamo una marea di persone che rispetto, che sono prestate alla politica e che hanno vinto le elezioni comunali contro dei politici proprio come Alvaro Ricci”, conclude Amodio che si prepara ad essere il pezzo più conteso della scacchiera dell’opposizione, in area centrodestra. Se passasse a Fratelli d’Italia, il gruppo di Meloni salirebbe a quattro e diventerebbe il primo gruppo più numeroso in consiglio comunale a pari numeri con il Pd. Se, invece, Amodio decidesse di unirsi alla Lega, il gruppo salirebbe a tre, raggiungendo la numerosità dell’alleato FDI. Se, infine, Pietro Amodio aderisse a Forza Italia, proprio insieme ad Elpidio Micci, gli azzurri, i berluscones, si ritroverebbero improvvisamente in consiglio comunale, dove non sono arrivati per precisa scelta dei cittadini e anche per qualche manovra politica che ha frantumato il centrodestra, consegnando la città a Chiara Frontini. Manovra che va sotto il nome della lista “Viterbo Cresce” che ha travasato un sostanziale pacchetto di voti dal centrodestra al centrosinistra, senza alcun risultato, vista la sconfitta, poi, di Alessandra Troncarelli. Pacchetto di voti che ora, sembrerebbero voler fare ritorno a casa. Anche se troppo tardi.
Tiziana Mancinelli
info@quintaepoca.it