Si finge “maresciallo” per sottrarre gioielli a una 69enne
Viterbo, 14 ottobre 2026 – Arrestati due cittadini italiani in flagranza di reato di 54 e 41 anni pregiudicati e con numerosi precedenti di polizia per i reati contro il patrimonio, per aver posto in essere una truffa ai danni di una signora di 69 anni, residente nella città di Viterbo. Lo rende noto la questura di Viterbo. La squadra mobile, avendo ricevuto segnalazioni circa la presenza sospetta di un’autovettura dedita alle truffe nei confronti di anziani, ha organizzato un servizio in città volto alla ricerca del mezzo sospetto che è stato intercettato con due uomini a bordo. Gli agenti si sono appostati e hanno notato che il passeggero, dopo essere sceso dall’auto, si dirigeva all’interno di un portone di un palazzo per poi uscire pochi minuti dopo e risalire velocemente in macchina.
Di fronte alla scena gli agenti sono entrati in azione, hanno fermato e sottoposto a controllo due uomini. Sono così riusciti a recuperare una borsa contenente monili e gioielli di ingente valore appena sottratti alla vittima, successivamente riconosciuti dalla stessa come propri e quindi restituiti.
In seguito, infatti, si è anche accertato che la vittima aveva ricevuto una telefonata in cui l’interlocutore, qualificandosi come “Maresciallo”, le aveva riferito che l’autovettura della donna era rimasta coinvolta in una rapina a seguito della quale erano stati esplosi anche colpi d’arma da fuoco ed alcune persone erano rimaste ferite. L’uomo aveva, quindi, ordinato alla donna di raggruppare i gioielli presenti nell’abitazione per consentire ad un appartenente alle forze dell’ordine incaricato di confrontarli con il bottino della rapina.
I due pregiudicati, colti in flagranza di reato, sono stati tratti in arresto per il reato di truffa aggravata ed, esperiti gli atti di rito, il magistrato di turno della locale Procura della Repubblica ne ha disposto la traduzione presso la locale casa circondariale.
Il questore di Viterbo ha adottato, inoltre, nei confronti dei due malviventi di origini campane il divieto di ritorno in città, rende noto la questura di Viterbo.
Presunzione di innocenza.
Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva