Primo consiglio provinciale: schermaglie sul bilancio. Nocchi fissa i punti della sua azione amministrativa.
Prima seduta del consiglio provinciale questa mattina a Palazzo Gentili, dedicata agli atti di “rito” come la convalida degli eletti, l’approvazione del bilancio consolidato 2016, ma soprattutto il discorso di insediamento del neo eletto presidente della Provincia, Pietro Nocchi, che ha ribadito, stavolta dal suo scranno ufficiale, i punti della sua azione, già affermati ampiamente in campagna elettorale e immediatamente dopo la sua elezione. Innanzitutto restituire all’ente Provincia la sua funzionalità e centralità nel territorio della Tuscia. Un punto condiviso da tutti: maggioranza e opposizione.

“Dobbiamo ritrovare funzioni e risorse – ha detto Nocchi -. Per le prime, date le ultime normative, sarà più complesso”. Il nuovo presidente ha poi ringraziato i suoi predecessori, Mauro Mazzola (Pd) alla guida di Palazzo Gentili fino alle elezioni del comune di Tarquinia in cui ha lasciato la fascia di sindaco, decadendo anche da presidente della Provincia, e il presidente pro tempore Maurizio Palozzi (Pd), ora in consiglio provinciale come consigliere. Ma il ringraziamento di Nocchi è andato anche a tutti i sindaci della Provincia, calandosi immediatamente in una veste super partes che ora il suo ruolo, archiviata la competizione elettorale, gli impone. Nocchi ha, quindi, sottolineato di contare “sul coinvolgimento pieno e totale di tutti i Comuni nella condivisione del percorso che dovrà riportare la Provincia ad essere un organismo effettivo di governo del territorio. Proprio domani – ha detto Nocchi – sarò a un incontro al Ministero per capire quali deleghe possono tornare alla Provincia”. Una “missione”, quella del Presidente, che ha trovato una “tifoseria” unanime da una sponda all’altra della sala consiliare, senza distinzioni di colore politico.

“Non ho stilato un programma politico – ha detto ancora Nocchi – né linee programmatiche, ma solo dei punti”, auspicando, quindi, la partecipazione di tutto il consiglio alla formazione dell’azione dell’ente. I temi al centro dell’agenda sono naturalmente quelli dove la Provincia ha da sempre, più che in altri, palesato la sua presenza e cioè: “Ambiente, strade, scuola”, riguardo a quest’ultima Nocchi ha fatto presente che “è già iniziata la verifica per la vulnerabilità sismica in dieci edifici”. Sulle strade, invece, “Sono già partiti degli appalti”, mentre sulla trasversale Nocchi ha confermato il suo impegno senza incertezze di sorta. Sui settori di intervento della Provincia, ha fatto notare il Presidente “ci sono già delle situazioni in essere”, sulle quali, però, l’opposizione ha dimostrato subito la sua intenzione di entrare un passo alla volta, con molta cautela. E così si è arrivati all’astensione da parte di Micci, Grancini, Romoli, dal voto sul bilancio consolidato 2016.

“Non conosciamo la pratica”, ha affermato Micci, “Non vogliamo fare ostruzionismo, ma abbiamo bisogno di leggere almeno le carte e studiarle”. La segretaria generale ha fatto presente di aver inviato le mail a tutti, ma Micci ha dichiarato di avere saputo del consiglio provinciale solo “dalla stampa”. Stessa linea quella di Gianluca Grancini (FDI): “Il regolamento prevede almeno venti giorni prima della discussione della pratica, per consentirci di studiarla, così non possiamo votare”. Anche Alessandro Romoli (Udc) ha mantenuto la posizione dei colleghi di opposizione: “Non succede nulla, se rimandiamo l’approvazione di qualche giorno”. La pratica del bilancio doveva essere liquidata dal consiglio provinciale entro il 30 settembre, ma le elezioni avvenute a metà mese, hanno ridotto i margini di lavoro per l’organo deliberativo. Dopo qualche minuto di sospensione si è arrivati alla decisione unanime di rinviare la discussione sulle partecipate e votare il bilancio 2016 che ha ottenuto il sì di Pd (Serra, Fabbrini, Palozzi, Postiglioni, Stelliferi, Angelelli) e Mo.Ri (Paolini e Treta), e l’astensione dell’opposizione (Micci, Romoli, Grancini). Assente in opposizione Pietro Mencarini.