Home Attualità Rifiuti a Viterbo, Arena: «Temo una proroga. Noi comprensivi, ma ora basta».

Rifiuti a Viterbo, Arena: «Temo una proroga. Noi comprensivi, ma ora basta».

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Viterbo, 18 aprile 2021 – Gli impianti di smaltimento viterbesi sottoposti a una pressione «quasi doppia del normale» perché costretti da un’ordinanza di Nicola Zingaretti a farsi carico di tutti i rifiuti della Regione Lazio. Una decisione che non è stata presa bene, il disappunto è divampato tra la cittadinanza e tra gli amministratori. Zingaretti ha cercato di buttare acqua sul fuoco, promettendo la “temporaneità” del provvedimento che scade il 20 aprile.  Oggi, 18 aprile 2021, sono pochi a credere che tra due giorni cesserà l’emergenza rifiuti a Roma Capitale e nelle altre province, in modo da arrestare il fiume di spazzatura che si sta riversando su Viterbo. Dunque, con molta probabilità, la bella Città dei Papi dovrà subire ancora  l’ondata di rifiuti  di tutti i cittadini laziali.  Proprio il 20 aprile a Viterbo si terrà il consiglio straordinario richiesto dalla Lega per fare luce sulla vicenda e capire se essa cesserà veramente in quel giorno.  Il primo a non crederci è lo stesso sindaco, Giovanni Arena: «Io sono abbastanza scettico sul fatto che il 20 aprile la Regione avrà risolto l’emergenza rifiuti, e non avrà bisogno di mandarli tutti a Viterbo. Non mi risulta che si sia sbloccata qualche  situazione, per cui temo proprio che si andrà verso un’altra proroga. In tal caso, però, dovremo metterci al tavolo con la Regione e capire come Viterbo può reggere anche a questa ulteriore pressione dello smaltimento rifiuti.  Abbiamo cercato di comprendere, c’è una regola che istituisce l’ambito regionale – dice Arena – ma non capisco perché debba essere proprio Viterbo  farsi carico di tutti i rifiuti della Regione. Esistono altri impianti, perché non vengono riaperti in situazioni così critiche, anziché fare  pressione su Viterbo? Stiamo smaltendo oltre il doppio del normale che è di 200 tonnellate, con l’arrivo dei rifiuti da tutta la Regione stiamo a 500». Arena spiega che la situazione è tollerabile solo nel «breve periodo». «Mi  auguro – dice – che questo sacrificio che sta facendo la nostra città, venga risarcito dalla Regione, magari con dei ristori da utilizzare per la tariffa sui rifiuti o per le strade». Ora, però, si guarda con preoccupazione alla data del 20 aprile, quando sarebbe dovuto terminare l’arrivo dei rifiuti regionali a Viterbo. Il condizionale è d’obbligo.

«Non possiamo rimanere inermi. Se dopo il 20 continueranno a inviare rifiuti a Viterbo, l’atteggiamento del Comune verso la Regione sarà diverso – riprende Arena –  Io, purtroppo, sono molto scettico che il 20 aprile questa situazione finirà.   Non mi risulta che si sia sbloccata  qualche cosa nella Regione, tale da far rientrare l’emergenza rifiuti che si è verificata fuori dalla Provincia di Viterbo, a Roma e in altri territori.  Temo, pertanto, che ci sarà un’ulteriore proroga per continuare a smaltire a Viterbo, se così sarà, però, dovremo metterci a tavolino con la Regione Lazio e capire come Viterbo può reggere questa ulteriore pressione», dice Arena. Intanto il 20 aprile a Viterbo si attendono i rappresentanti regionali e quelli di altre province per discutere in un consiglio straordinario. Viterbo non può permettersi un’emergenza rifiuti che, se si verificasse, recherebbe con sé oltre al danno anche la beffa, perché deriverebbe dagli errori commessi altrove.   La città punta, infatti, molto sul turismo, soprattutto nei prossimi mesi, quando sarà nuovamente consentito lo spostamento tra Regioni. Il settore prenda quota, e avere un’emergenza rifiuti in casa non è certo un bel trofeo da esibie per invogliare i turisti a venire a scoprire la Tuscia. «C’è grande entusiasmo tra gli operatori del settore  – dice Giovanni Arena – Ho parlato con diversi di loro, si stanno preparando con grande voglia di recuperare il tempo perduto. Non solo riapriranno le attività commerciali come bar, ristoranti e strutture ricettive, ma ripartiranno anche gli eventi culturali con la possibilità di sfruttare gli spazi all’aperto.  Insieme al risveglio della natura a primavera, nonostante il tempo di questi giorni non sia proprio dei migliori, avremo anche un risveglio culturale con eventi fino alla fine di ottobre», dice Arena che sottolinea, poi, come il risultato delle riaperture di aprile sia stato ottenuto dai «partiti di centrodestra al governo».

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.