Home Attualità Riunione notturna, Renzi ai suoi: «Senza risposte, non apriamo crisi, ma lasciamo poltrone».
Riunione notturna, Renzi ai suoi: «Senza risposte, non apriamo crisi, ma lasciamo poltrone».

Riunione notturna, Renzi ai suoi: «Senza risposte, non apriamo crisi, ma lasciamo poltrone».

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Nazionale, 10 gennaio 2021 – «Dal Mes ad Autostrade, dal fisco al Ponte sullo stretto, dalle riforme alle prossime comunali. E’ l’elenco in 30 punti delle “questioni politiche aperte in maggioranza fatto il 6 gennaio da Matteo Renzi al Dem Goffredo Bettini. Nella notte il senatore avrebbe detto ai parlamentari Iv: senza risposte “non apriamo la crisi ma lasciamo le poltrone». Lo scrive l’Ansa riguardo all’imminente crisi che potrebbe aprirsi nelle prossime ore, o giorni, all’interno dell’esecutivo giallo-rosso». Ieri un post di Giuseppe Conte, dove il presidente del consiglio comunica la volontà di andare avanti, di voler recepire le priorità poste dalle forze di maggioranza, e di lavorare per rafforzare la coesione tra gli alleati. Nella notte Matteo Renzi ha incontrato su Zoom i suoi parlamentari e la linea sarebbe rimasta quella: «Senza risposte, via dall’esecutivo». Ma quali sarebbero le richieste di Italia Viva? Dal Recovery plan al ponte sullo stretto di Messina, passando per pesanti critiche al piano vaccinale e, soprattutto, per l’accettazione del Mes e un colpo di spugna al Reddito di cittadinanza e all’assistenzialismo, tradotto: un attacco al cuore dei valori a Cinque Stelle che ha alimentato un crescente sospetto sulle reali intenzioni dell’ex sindaco di Firenze. C’è chi pensa che a Renzi non stia a cuore tanto raggiungere un accordo  con l’attuale presidente del consiglio, quanto uscire fuori da questa battaglia che ogni giorno si fa più aspra, con la sua testa su un vassoio. Nonostante tutti smentiscano, infatti, la sensazione è che Matteo Renzi voglia mettere sullo scranno più alto dell’esecutivo che lui stesso ha contribuito in modo decisivo a formare, qualcun altro. Ma non l’avvocato di Volturara Appula. Una figura sconosciuta al mondo politico, prima delle elezioni del 2018, dove è entrato in punta di piedi con il governo giallo-verde, fungendo da figura di raccordo tra i due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, divenendo poi, con la caduta dell’esecutivo Lega-Cinque Stelle, unico premier, vero e  indiscusso protagonista di Palazzo Chigi. Alla formazione del nuovo governo Pd-Cinque Stelle qualcuno aveva sollevato l’opportunità di avere un altro premier, come segnale di rottura con il precedente governo a trazione destra, ma Conte l’aveva spuntata, e con un trasformismo, forse, senza precedenti, si è posto come premier del nuovo esecutivo a trazione sinistra, con assoluta disinvoltura, tanto da prendere le distanze, nella nuova era, da tutta la politica salviniana su immigrazione e sicurezza, di cui è stato, a suo modo, protagonista. Una sorta di “gemelli diversi”: Conte2 e Conte1. Poi è arrivato Matteo Renzi: e la storia ora è tutta da scrivere. Riuscirà l’avvocato del popolo a varare un’altra epoca, quella del Conte numero 3? O Palazzo Chigi si appresta a inaugurare una stagione completamente nuova, segnata non solo dal Covid19, ma dal più grande piano di rilancio mai visto negli ultimi anni, il Recovery Plan, con l’ingresso nel palazzo di una figura di alto profilo in grado di riscrivere il futuro italiano con la ricostruzione della base economica, profondamente provata dalla crisi pandemica? Le carte sembrano stare tutte in mano a Matteo Renzi con quei pochi punti percentuali di Italia Viva, decisivi, però, a decretare la vita o la morte dell’esecutivo Conte2. Nella lettera inviata il 6 gennaio 2021 Renzi elenca a Bettini  “i punti aperti già introdotti anche nel tavolo politico che il premier si era impegnato a chiudere entro la fine di novembre 2020, impegno inspiegabilmente non mantenuto“. A quanto riporta il Corriere della Sera, sarebbero “Trenta punti che vanno dalla revisione del reddito di cittadinanza all’intelligence, “i rapporti con gli americani dopo Barr”, la delega ai servizi segreti e le elezioni amministrative “a cominciare da Roma, Milano, Napoli, Torino, Trieste, Bologna”. In ballo, dunque, non c’è solo la maggioranza ma pure un’alleanza elettorale.

Nel documento Renzi a Bettini scriverebbe che Conte non ha mantenuto l’impegno di chiudere i tavoli sul programma entro novembre e chiede: “Con chi si scrive un accordo serio? In che tempi? Chi garantisce che gli impegni si mantengano? Iv è pronta da mesi. Gli altri?“.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.