Salta l’incontro con il Pd, Di Maio (M5S): “Lo incontreremo solo quando dirà sì a Conte bis”.
Roma – La trattativa tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico per la nascita di un governo giallo rosso vive le su battute più clamorose in queste ultime ore che separano le vicende del governo dalle consultazioni con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Pochi minuti fa è stato Luigi Di Maio (M5S) a dare un forte scossone al confronto con il potenziale, futuro, alleato di governo. “Se non dicono sì’ a Conte è inutile vedersi, sono stanco dei giochini“. Lo riporta l’Ansa, raccogliendo le dichiarazioni che avrebbe rilasciato Luigi Di Maio ai suoi ieri sera dopo l’incontro con la delegazione Pd. Sarebbe in forse, quindi, l’incontro programmato oggi con il Pd alle 11 per chiudere la trattativa. Intanto si agitano le correnti anti governo giallo – rosso all’interno sia dei grillini sia dei dem. Per i primi ad uscire clamorosamente allo scoperto, è stato il senatore Luigi Paragone che stamattina ai microfoni de La7 ha rilasciato parole piuttosto dure verso la probabile alleanza di governo con il Pd: “Il Movimento Cinque Stelle è nato con una parola ‘Vaffanculo’. Poi è stato necessario darsi una grammatica. Ma ora, perché l’alleato ha tradito, non possiamo noi allearci con dei traditori seriali (Pd n.d.r.): hanno tradito i lavoratori, i risparmiatori, gli operai….”. Sul fronte democratico, invece, sventola la bandiera anti grillini senza più reticenze Carlo Calenda dal suo account twitter: “È martedì. Iniziano le consultazioni e noi stiamo prendendo da giorni schiaffi da Luigi Di Maio e soci. C’è un democratico rimasto che si ribella ai diktat su Conte e a un negoziato che non ha toccato un tema vero (ILVA, Alitalia, Tap, Tav, RDC, Quota 100..)”. Tra i sostenitori di un matrimonio giallo rosso, invece, ci sarebbero, tra gli altri, i pontieri Roberto Fico per i grillini e Matteo Renzi per i dem.