Viterbo, 9 aprile 2025 – Conclusi gli scavi a Piazza del Plebiscito, si starebbe completando la documentazione di quanto ritrovato, dopodiché, giovedì avverrà la riconsegna del cantiere al Comune che procederà con la copertura e il completamento della pavimentazione. Quasi tutti gli scheletri ritrovati, sono stati rimossi e portati al museo nazionale della Rocca Albornoz. Le strutture murarie medioevali rinvenute nel sottosuolo, invece, saranno ricoperte adeguatamente per salvaguardarle e conservarle. Pronto anche il progetto di laser scanner che resterà a testimoniare quanto scoperto sotto il suolo di Piazza del Plebiscito. Come tutto ciò sarà messo “visivamente” a disposizione della cittadinanza e dei turisti è un’altra bella domanda.
Il termine degli scavi non coincide con la chiusura del cantiere. Per terminare il secondo stralcio, ci sarà ancora da fare. Manca, infatti, un altro pezzo, precisamente il corridoio tra le transenne e il Palazzo del Podestà, lasciato finora fuori dal cantiere in corso per non arrecare disagio alle attività poste al piano terra dell’edificio storico sede del comune di Viterbo che in questa striscia di piazza hanno tavoli, fioriere e l’ingresso nei loro locali. In considerazione di ciò, questo pezzo di piazza è stata finora lasciata fuori dai lavori.
Ora, però, bisognerà avanzare. Proprio ieri si è tenuta una riunione al settore Lavori Pubblici di via Garbini per capire come organizzarsi. Questo pezzo di cantiere, infatti, potrebbe più degli altri, andare in collisione con le attività, che finora hanno “sopportato” i lavori senza polemiche. Ora, però, che il cantiere si spingerà fino alla loro porta di ingresso, la situazione potrebbe cambiare. In particolare non si sa, ancora, se le attività dovranno chiudere per un periodo di tempo, nel caso in cui non ci fosse la possibilità di lasciare una piccola corsia per il passaggio dei clienti. Un imperativo su tutti si impone: “Fare presto”. A meno che dal sottosuolo non salti fuori qualche altra sorpresa, per cui sarà necessario fare altri scavi archeologici. In Comune sono cautamente ottimisti: secondo i tecnici l’area con testimonianze del passato sarebbe solo quella che è già stata indagata. Tuttavia, finché non si toglieranno i sampietrini, chi può dirlo con assoluta certezza?
Quel che è certo, invece, è la data del 31 luglio, entro il quale la piazza dovrà essere completamente libera, per consentire ai mezzi di Fiorillo, di entrare da via Ascenzi per dirigersi verso Porta Romana, lungo via Cavour con i pezzi di Dies Natalis a bordo. Non ci sono vie alternative: o la piazza sarà libera, o il trasporto di santa Rosa quest’anno non ci sarà. Uno “spauracchio” che a Palazzo dei Priori non è stato mai neanche solo pensato.
Tutto è stato programmato affinché entro il 31 luglio il braccio meccanico vada in vacanza fino a “Dopo Santa Rosa”, o anche fino a dopo la Befana, consentendo, magari, il ritorno del Natale a piazza del Plebiscito, cuore dell’evento, che per due anni ha smesso di battere, proprio perché occupato dal cantiere e, quindi, non utilizzato per il tradizionale albero di Natale.

Dopo il trasporto del 3 settembre si procederà, quindi, con gli altri due lotti, uno arriverà fino all’inizio di via Ascenzi, comportando probabilmente anche la chiusura del transito veicolare, mentre un altro cantiere si dovrà aprire nella fascia a ridosso dei portici di Palazzo dei Priori. Tutto, come da tradizione, “Dopo Santa Rosa”.
