Home Attualità Simoni (Oltre le Mura): «Malumori partiti dall’imposta di soggiorno. A Barelli non l’abbiamo tolta, ma solo dato indirizzo»
Simoni (Oltre le Mura): «Malumori partiti dall’imposta di soggiorno. A Barelli non l’abbiamo tolta, ma solo dato indirizzo»

Simoni (Oltre le Mura): «Malumori partiti dall’imposta di soggiorno. A Barelli non l’abbiamo tolta, ma solo dato indirizzo»

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È da poco passata l’ora di pranzo di una giornata che si rivelerà lunghissima e densa di avvenimenti che scriveranno un’altra delle tante pagine di storia di Palazzo dei Priori. Si discute del bilancio di previsione 2017, l’ultimo, probabilmente, del mandato Michelini. È il documento cardine dell’azione amministrativa, poiché stabilisce le azioni che saranno poste in essere durante l’anno. Un documento che ha anche un forte contenuto politico, oltre che tecnico, che si manifesta in una determinata allocazione delle risorse nei diversi settori di spesa, che sono anche i temi della vita cittadina: sociale, verde, lavori pubblici, urbanistica, viabilità, e tanto altro ancora. Un terreno, quello del bilancio, dove ovviamente ogni forza politica cerca di affermare la propria visione nell’ambito di un contributo collettivo di tutti gli attori politici presenti che va a definire una determinata linea di governo del territorio amministrato. Un terreno su cui, nell’affermare la propria idea di città, si danno, o non si danno, le risposte giuste alle aspettative degli elettori che quella forza politica l’hanno scelta. È chiaro, quindi, che imprimere il segno sul bilancio, significa esistere politicamente oppure no a bordo di quella macchina di governo. Su questo si è giocata la partita di Filippo Rossi (Viva Viterbo) che ha toccato il suo culmine ieri sera, in sede di discussione di bilancio, con voto contrario e l’uscita dalla maggioranza del gruppo di Viva Viterbo.

«Tra lei e me c’è una distanza siderale» ha detto Rossi al primo cittadino che è rimasto immobile ad accusare il colpo di una battaglia che oramai va avanti da diversi mesi, e forse anche di più. Da un lato Rossi che “critica” la maggioranza di cui fa parte, ma ora non più, dall’altra la maggioranza che “critica” Rossi per “le critiche” abbinate alle puntuali “assenze” in consiglio comunale e, quindi, da quel terreno su cui si giocano le partite reali per l’affermarsi di quella visione di cui ci si sente portatori. Un assise inutile, secondo le dichiarazioni scritte poco tempo fa sulla sua pagina Facebook dallo stesso Rossi. Ma è stato proprio lì, in quell’aula, che ieri si sono decisi i destini della città e anche quelli di Viva Viterbo. Sbagliato, però, vedere nell’esito del consiglio comunale di ieri, la battuta finale di una guerra che invece ha ancora molte battaglie da giocare da oggi fino alla scadenza del mandato elettorale. Quello che accadrà da ora in poi ci riporterà, nei prossimi mesi, a guardare al confronto di ieri sera tra Viva Viterbo e il resto della maggioranza, e distinguere, quello che ancora oggi non è definito: chi ha vinto e chi ha perso. Intanto ieri si è giocata una partita importante. Da un lato il Pd e Oltre le Mura si sono ritrovati in un fronte compatto e inattaccabile che ha votato fino a notte fonda in modo perfettamente concorde, senza una sbavatura o un tentennamento. Una linea di intesa che deve essersi manifestata anche dietro le quinte, nelle stanze dei bottoni,  dove ci sarebbe stata una volontà di ferro nel limitare al minimo le possibili manovre di Viva Viterbo, mettendola di fronte a un bivio: accontentarsi di qualche “spicciolo” di emendamento o andarsene. Dall’altra parte Filippo Rossi, delle due, ha scelto la via più difficile e coraggiosa che, se è vero pure che la fortuna aiuta ancora gli audaci, dovrebbe rivelarsi in futuro anche quella  più vantaggiosa, in termini di credibilità, per il suo movimento. Tutto dipenderà da come giocherà le carte che gli sono rimaste in mano, dopo aver buttato sul tavolo quelle dell’assessorato al turismo e ai grandi eventi e della presenza in maggioranza. Già ieri, poco dopo l’ora di pranzo, il capogruppo di Oltre le Mura, Paolo Simoni, dava la sua lettura delle dinamiche che avrebbero poi portato in tarda notte alla rottura definitiva con Viva Viterbo.

«L’utilizzo dell’imposta di soggiorno ha provocato, a mio avviso, i primi malumori. Con le variazioni apportate alla proposta di delibera, però – aveva spiegato Simoni – non è stata revocata la disponibilità delle risorse a Barelli, ma è stata indicata solo la destinazione. Noi abbiamo provato a ricucire dopo i primi contrasti. Nel colloquio con il sindaco, subito dopo la prima rottura, abbiamo chiesto maggiore presenza di tutti i consiglieri in consiglio comunale. Ma questa mia posizione è cosa vecchia, l’avevo già più volte dichiarata apertamente.  Condizione, poi, imprescindibile per restare in maggioranza, secondo il nostro gruppo, è quella di votare il bilancio. Anche l’astensione per noi equivarrebbe a un voto contrario».

Parole profetiche perché dopo diverse ore, prima della votazione finale, avvenuta intorno alle due di notte, Viva Viterbo dava voto contrario al bilancio e girava da sola la maniglia della porta di uscita dalla maggioranza.

Simoni nel pomeriggio aveva spiegato anche il voto contrario agli emendamenti presentati da Viva Viterbo: «Non erano stati condivisi in maggioranza, per lo stesso motivo abbiamo bocciato anche quelli della consigliera Augusta Boco (Pd). Rossi non ci ha fatto capire quali sono gli emendamenti civetta e quali quelli veri».

Tornando a quella che sembrerebbe la «madre» di tutti i “veleni” emersi in queste ultime settimane in maggioranza, cioè la destinazione dell’imposta di soggiorno, Simoni aveva tracciato un altro parallelo: «Anche per l’assessore Raffaela Saraconi abbiamo fatto un emendamento che destina risorse dei suoi capitoli ai giardinetti, ma non le abbiamo tolto la disponibilità, le abbiamo solo dato un indirizzo». L’emendamento in questione, approvato ieri, destina 85 mila euro, dei circa 103 mila presenti sul fondo reinvestimento proventi OO.UU derivanti da concessioni edilizie, al verde pubblico, in particolare alla riqualificazione mediante arredi delle seguenti aree: giardini di via della Stazione di Grotte Santo Stefano, il giardino di piazza Donna Olimpia a San Martino al Cimino, giardino adiacente i carabinieri a Bagnaia, il parco della solidarietà a Santa Barbara, il giardino di via Bruno Buozzi, quello di via Cattaneo, di via Vanni, via del Massaro, quartiere Ellera, via Artiglieri, valle Faul, fornitura di cestini per rifiuti.

 

Tiziana Mancinelli

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.