Viterbo – Quello dell’amministrazione Michelini sarà un uovo di Pasqua amaro per i viterbesi. Dentro c’è, infatti, una brutta sorpresa: l’aumento della tassa sui rifiuti del 15%. La famigerata Tari. L’incremento del balzello è stato votato stamattina in consiglio comunale. Una seduta che, come accade oramai di frequente, ha faticato a trovare i numeri. Ma alla fine c’è riuscita. E il risultato è che i cittadini viterbesi dovranno pagare il 15% in più sullo smaltimento dei rifiuti. Un aumento giustificato, secondo il sindaco Michelini, che ha precisato come a Viterbo ci sia la tariffa più bassa rispetto ad altre parti d’Italia. Ma spiegarlo ai cittadini sarà dura.
“Avremmo potuto lasciare la patata bollente a chi verrà dopo di noi – ha detto l’assessore al ramo Maurizio Tofani – ci sarebbe convenuto lasciare tutto così, visto che siamo pure in campagna elettorale”. E, invece, in consiglio comunale è arrivato il piano finanziario per la gestione dei rifiuti con l’amara sorpresa per i cittadini. Dura l’opposizione che ha espresso voto contrario al provvedimento, sottolineando come in consiglio comunale la maggioranza non esista più. Anche oggi raggiungere il quorum prefissato per la seduta, seppur tenuta in seconda convocazione, e per approvare il pef non è stato semplice. Solo l’arrivo di Claudio Mecozzi (Oltre le Mura) e il ripensamento di Augusta Boco (Pd), che inizialmente aveva anticipato il suo voto contrario, ha permesso lo svolgimento del consiglio comunale e l’approvazione del documento finanziario con l’aumento della Tari. Il provvedimento passa, quindi, per un solo voto. Da registrare l’assenza tra le file dell’opposizione di Filippo Rossi (Viva Viterbo). Mancanza che si è notata più del solito visto che il suo voto, se contrario, avrebbe determinato una situazione di parità. E seppur l’assenza del consigliere pare essere giustificata, c’è da aspettarsi che i cittadini difficilmente dimenticheranno, almeno finché arriveranno i bollettini maggiorati.