Stazione di Porta Romana: tra degrado e povertà. La Lega chiede l’intervento del sindaco Arena.
Viterbo – Come le più grandi città, anche quelle più piccole vedono oramai il dilagare di sacche di degrado e povertà. Nelle periferie, nelle stazioni, nei parchi, ma anche nel centro cittadino, sono sempre più numerose le situazioni di disagio. La povertà avanza, c’è chi perde il lavoro, chi non l’ha mai trovato. Storie. Tutte diverse. Tutte uguali. Ognuna finisce arrotolata dentro strati di cartone, buttati in un angolo. Della città. Della società. Non è necessario andare lontano. Sono vicende in cui ti capita di inciampare durante il consueto, mentre vai a lavoro, a cena con gli amici, in palestra. Quelle storie di miseria sono a due passi da te. Figlie di un’epoca in cui è facile finire fuori dalla banale, rassicurante, routine quotidiana, e ritrovarsi ai margini. E lì, la mano pubblica arriva sempre più di rado ormai. Meno risorse, e più poveri. Sempre di più. Quando il Comune interviene, è, oramai, una goccia nel mare inarrestabile. E lì, sul fondo della miseria, tutto si deposita, ristagna, si mescola. L’emarginazione è una melma densa del medesimo colore: povertà, degrado, delinquenza. Non c’è più distinzione. Scivola compatta, fluida, in ogni angolo cittadino in cui si apre una crepa. E così vai a fare un biglietto del treno a Porta Romana e trovi l’impensabile. Uno strato di cartone, sopra un letto fatto solo di coperte ben disposte. Lì sopra ci dorme M. Italiano, di Viterbo, 53 anni. «Dormo qui e da diversi parti», dice. Faceva il boscaiolo, poi un problema fisico e si ritrova senza lavoro. Il resto è riassunto in quel giaciglio di fortuna. Ma M. non è il solo a dormire qui. Ne vengono anche altri, commenta un commerciante della zona. Tutti italiani. Ma anche qualche straniero. Non sempre sono tranquilli. Qualche volta scoppia qualche tafferuglio, qualcuno va un po’ sopra le righe. E la stazione di Porta Romana diventa off-limits per chi non fa parte di quel mondo disperato. La situazione è stata denunciata da diverso tempo, ma è rimasto tutto lo stesso. La sala d’attesa della stazione avendo una biglietteria automatica che lavora 24 ore su 24 non può essere chiusa. A riaccendere il faro su questo luogo ci riprova la Lega con un’interrogazione in consiglio comunale. “Da mesi l’unica sala d’aspetto, dove c’è anche la biglietteria automatica – dice la capogruppo Ludovica Salcini – è costantemente occupata dalle 19 alle 7 di mattina da persone senza fissa dimora, spesso – ci riferiscono dei testimoni – in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti che lì bavaccano e dormono, impedendo talvolta l’uso della stessa biglietteria automatica o la possibilità di sostare nella sala d’aspetto. Sovente si verificano alterchi e litigi che rischiano di sfociare in situazioni pericolose, non solo per i pendolari, ma anche per gli avventori del vicino bar. Come gruppo della Lega impegniamo il sindaco a scrivere a Ferrovie dello Stato e ad aprire un tavolo di confronto con RFI e con le forze dell’ordine per riportare la situazione alla normalità. Non è, infatti, sostenibile che nella nostra città i locali della stazione siano trasformati in dormitorio o, peggio, in zona franca di persone che andrebbero aiutate e cotrollate in modo diverso e più appropriato a seconda delle loro condizione”, ha concluso Salcini.