Home Attualità Talete, la Lega accende i riflettori su Frontini-Ciambella.

Talete, la Lega accende i riflettori su Frontini-Ciambella.

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Viterbo, 27 luglio 2022 – Votato in consiglio comunale l’odg che esprime “contrarietà alla privatizzazione anche parziale di Talete; la richiesta di ripetere la votazione dei soci che si è tenuta il 10 giugno senza tener conto della composizione dei nuovi consigli comunali“, in caso contrario “intraprendere le vie legali per difendere i diritti dei cittadini Viterbesi“. Primo firmatario la sindaca Chiara Frontini, secondo Luisa Ciambella “per il Bene comune” , esponente dell’opposizione che precede nel documento anche i gruppi di maggioranza: Viterbo 2020, terzo firmatario, segue la Tuscia nel Cuore e, infine, “Io apro Rinascimento”.  La presenza di un solo componente della minoranza quale firmatario dell’odg ha fatto sobbalzare dalla sedia il consigliere della Lega, Claudio Ubertini, che ha stigmatizzato la cosa come “anomala”, “inusuale”, dichiarazione poi ripresa dall’altro consigliere comunale leghista, Andrea Micci, che ha aggiustato il tiro: «Perché non avete coinvolto tutta la minoranza? – ha chiesto – Sarebbe stato opportuno, anche alla luce dei bei proclami che ci avete fatto al primo consiglio comunale di insediamento», dice Micci, ricordando alla sindaca le sue dichiarazioni di esordio rivolte all’opposizione: «Non saremo la maggioranza dei muri di gomma, ma quella che costruisce ponti e tende mani». E due mani si sono incontrate, magari anche strette, in nome dell’acqua pubblica certamente: quella della sindaca Frontini e di Luisa Ciambella. Con il resto dell’opposizione, secondo quanto riporta Andrea Micci, l’unica mano che si sarebbe vista, sarebbe stata quella che avrebbe inviato bello e pronto: «Un ordine del giorno arrivato 24 ore prima, questo il tempo che abbiamo avuto a disposizione per leggerlo e studiarlo – dice – senza la possibilità di proporre modifiche, fare nostre proposte, dare il nostro contributo», spiega.  Opportunità che, invece, secondo i consiglieri della Lega, sarebbe stata offerta alla sola Luisa Ciambella. E, dunque, si chiedono: perché lei sì e gli altri no? Tanto più che la Lega si è sempre dichiarata favorevole all’acqua pubblica e non ha mai espresso proprie figure nei ruoli chiave decisionali di Talete. Ubertini lo dice chiaro: «Mi sembra la prima volta, da quando frequento questa sala, che il sindaco firma un ordine del giorno insieme a un solo componente della minoranza. Ritengo questa cosa quanto meno inopportuna e inusuale, perché va a dare degli orientamenti, sui quali faremo delle valutazioni anche nei confronti del consigliere che siede con noi sui banchi della minoranza». Dichiarazioni che hanno fatto esplodere Luisa Ciambella: «Le cose che fanno sangue e di cui ci si deve vergognare – dice – sono altre, e sono i comportamenti trasversali che anche il suo partito ha portato avanti  in questi anni,  anche nell’accordo della Provincia e delle decisioni da prendere su Talete. E molto altro. Mi vanto, ed è per me motivo di orgoglio, avere assunto queste posizioni.  Se ci sono inciuci poltronari in questa provincia va bene, se ci sono accordi sui diritti dei cittadini no. Io sono sempre stata su queste posizioni,  mi rendo pure conto che è difficile sostenere certe cose così contrarie ai cittadini. Vogliamo dire che Ciambella dai banchi dell’opposizione, dove è restata convintamente a differenza di altri che avrebbero fatto altro in base a ben altre logiche,  ha firmato con la maggioranza?», dice Ciambella, provocando la risposta di Andrea Micci (Lega): «Le ricordo – dice – che il partito che ha poc’anzi attaccato, che è quello della Lega, non ha mai espresso in Talete né un amministratore delegato, né un consigliere, non ha mai nominato, né indicato, né consigliato», dice chiarendo così che la Lega non ha mai influito nel determinare il destino di Talete, «la invito, pertanto, a guardarsi in casa propria. Forse – continua Micci – all’epoca poteva fare qualcosina in più, visto che era assessore alle partecipate e i tempi di Talete iniziarono proprio in quegli anni.  Prima di attaccare gli altri – prosegue all’indirizzo di Ciambella – dovrebbe guardare il suo di partito» dice riguardo al Pd, di cui Ciambella ha fatto parte in passato. Sull’ordine del giorno Micci lancia l’affondo: «Mi sembra tanto uno specchietto per  allodole. Non vi state chiedendo se volete l’acqua pubblica o privata, che sarebbe pure legittimo.  Qua dentro c’è qualcos’altro, si chiede di revocare la decisione presa da parte di Talete e dell’assemblea dei soci e di ripeterla. Dovete chiedervi, però, cosa potrebbe accadere nell’ipotesi in cui ciò venisse fatto, cosa succederà se la decisione dovesse essere ribaltata  e quali saranno le possibili conseguenze, soprattutto per i cittadini.  Sapete in che stato è la società? Conoscete i bilanci, i debiti, i dipendenti? State prendendo una decisione importantissima, senza sapere un bel niente, vi si chiede di esprimere una decisone al buio». Micci ricorda i precedenti ordini del giorno fatti dalla ex maggioranza: «Sostenemmo l’acqua pubblica, ma mettendo delle condizioni che erano il frutto della consapevolezza». L’ordine del giorno, infine, è stato approvato dalla maggioranza. Contraria l’opposizione. Ora il comune di Viterbo proseguirà la sua strada che è quella di chiedere una nuova votazione sull’ingresso dei capitali privati in Talete, deciso in quella del 10 giugno scorso.

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.