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Treni regionali dalla linea veloce a quella lenta: Tuscia al bivio.

Treni regionali dalla linea veloce a quella lenta: Tuscia al bivio.

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Viterbo, 21 luglio 2025 – Difficile pensare che i collegamenti infrastrutturali di Viterbo con il resto del mondo, possano ulteriormente peggiorare. E, invece, mutuando un diffuso modo di dire, “Al peggio non c’è mai fine”, il pericolo per la Tuscia di sprofondare definitivamente in un isolamento inconcepibile di questi tempi, è reale. L’orizzonte su questo argomento non è per niente rassicurante per la provincia viterbese. L’ultima “tempesta” in arrivo, da questo punto di vista, è la prospettiva praticamente certa e imminente del passaggio dei treni regionali per Orte dalla direttissima alla linea lenta, decisa dalla delibera dell’autorità di regolazione dei trasporti numero 178 del 2024, che solo un miracolo della politica viterbese, che in questo momento siede in alti scranni, potrebbe forse scongiurare, o quanto meno gestire in modo quanto più “indolore”, almeno per quella grande fetta di cittadini pendolari. Sulla linea veloce, infatti, ci saranno solo treni che viaggiano a un limite minimo di velocità di 200 chilometri orari,mentre la capacità di quelli regionali è a 160. “L’assessore Ghera”, ha detto nella seduta di ieri il consigliere regionale Giulio Zelli (FDI) “st

La questione, dopo essere passata in consiglio provinciale, è approdata stamattina anche a Palazzo dei Priori grazie a un consiglio straordinario richiesto dalla stessa sindaca Chiara Frontini sul“Rilancio del trasporto ferroviario locale in particolare sulla tratta Viterbo – Roma”.

da sin.: Marco Ciorba, Alfonso Antoniozzi, Alessandro Romoli, Raffaello Federighi, Giulio Zelli.

Se pure soluzioni certe, a portata di mano e immediate non ci siano, questo incontro, così come altri, hanno il pregio di mettere insieme i vari rappresentanti istituzionali, facendoli accomodare intorno al tavolo della consapevolezza del futuro. Il domani è proprio come un treno che bisogna saper prendere in maniera puntuale e senza più esitare, come già avvenuto in passato, per evitare di restare a terra. A Viterbo, purtroppo, di treni, invece, sono stati persi molti, e ora quella della Tuscia è una locomotiva che porta parecchio ritardo sulle infrastrutture. Tocca ora ai rappresentanti locali che siedono in regione, ma anche ai livelli più alti, cercare di recuperare questo gap, in un momento in cui il mondo corre veloce e le decisioni prese ai più alti livelli nel nome dell’efficienza globale e della modernità che avanza, rischiano di rivelarsi un colpo mortale alla Tuscia, ferma ancora alla preistoria della mobilità. A farne le spese, pure stavolta, saranno i cittadini, quelli che si alzano all’alba per andare a lavorare al termine di un viaggio in treno che se finora è stato un calvario, rischia di diventare una vera apocalisse, con l’allungamento dei tempi di percorrenza già piuttosto significativi.

Emma Mauri del Comitato pendolari Orte

A illustrare la situazione stamattina in consiglio comunale, il consigliere regionale, Giulio Zelli. Presenti anche il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, il consigliere comunale di Terni Raffaello Federighi, in rappresentanza pure della provincia umbra coinvolta anch’essa in questa trasformzione, Emma Mauri per il Comitato pendolari di Orte.Assente, ma solo perché non figurava sulla lista degli invitati Mauro Rotelli”, ha rassicurato Laura Allegrini (FDI), “Ma si sta dando da fare. Il ministero ha un ruolo da protagonista”, ha detto la consigliera, lasciando intravedere un lavoro che starebbe interessando anche il piano nazionale. “L’assessore Ghera”, ha, invece, spiegato in consiglio comunale, Zelli: “Sta cercando di ottenere il rinvio della delibera di almeno un anno, così da permettere l’arrivo dei nuovi treni da 200 chilometri orari, già comprati dalla regione e mitigare così gli effetti. Al momento l’unico treno che sta viaggiando sulla linea direttissima fermando a Orte è il 4106 Roma Firenze delle 17:20, tutti gli altri sono stati dirottati sulla linea lenta. Abbiamo agganciato due ulteriori carrozze, ma è solo un palliativo. L’assessore Ghera”, ha proseguito Zelli, “ha chiesto all’assessore ai Trasporti dell’Umbria di valutare la possibilità di una fermata a Orte del treno 4514 “Roma Termini – Terni”, delle 17. Abbiamo chiesto all’Umbria di rendere disponibile anche un altro treno che da Roma va a Foligno e che adesso non ferma ad Orte. Trattativa non facile”, ha ammesso senza reticenze lo stesso Zelli, “perché i treni umbri verrebbero presi d’assalto dai pendolari laziali”. A rappresentare la voce dei pendolari di Orte è intervenuta stamattina Emma Mauri “Senza una proroga – ha avvertito – a dicembre i treni passeranno sulla linea lenta e quella veloce non la riavremo più, peggiorando la vita di chi prende questi mezzi. I treni veloci della Regione, viaggeranno sulla linea lenta”. Da parte sua la sindaca Chiara Frontini, invece, ha evidenziato: “Non chiediamo miglioramenti, ma nemmeno di peggiorare una situazione già di per sé disagevole, anche se speriamo possa essere un pretesto per innescare un dibattito pubblico”. Oltre al peggioramento delle condizioni di viaggio dei pendolari, c’è anche un altro fronte, aperto dal presidente della Provincia, Alessandro Romoli che teme la  “diminuzione di appeal della Provincia di Viterbo su chi da Roma pensa di trasferirsi qui”, ha sottolineato. La questione abbraccia tre regioni che rischiano di vedere i propri convogli finire sulla linea lenta: oltre al Lazio, c’è anche la Toscana e l’Umbria. In rappresentanza di quest’ultima Federighi ha anche lui ammesso: “la situazione è piuttosto preoccupante. Credo sia anacronistico e assurdo pensare a steccati territoriali”, ha detto, rilanciando la necessità di portare avanti un’azione condivisa tra tutti ai fini del “miglioramento della vita dei cittadini”.

Tiziana Mancinelli.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.