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Piazza della Trinità: l’isola (pedonale) che non c’è

Piazza della Trinità: l’isola (pedonale) che non c’è

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Viterbo, 18 febbraio 2026 – Piazza della Trinità e l’isola che nonc’è. Quella pedonale, per la precisione. C’è l’ordinanza del 2023 che la istituisce dalla “posa in opera di idonea segnaletica verticale”, ma dell’isola pedonale, a piazza della Trinità, non c’è ancora traccia, per la felicità di commercianti e residenti che si vedrebbero cancellare in un batter d’occhio preziosi posti auto. Proprio con loro, nell’anno dell’ordinanza, l’amministrazione Frontini tenne una riunione in cui venne promesso di trovare altri parcheggi, per quelli che sarebbero stati tolti. Da allora, però, nessuno, della maggioranza si è più sentito. Così come non è mai arrivata la segnaletica verticale. A dire il vero, alcuni segnali “mobili”, indicanti l’isola pedonale, sono stati presenti in piazza per un periodo di tempo, durante il quale sono caduti in terra e lì rimasti, finché, evidetemente li hanno tolti. Piazza della Trinità al momento resta, quindi, nel limbo dell’incertezza. Isola pedonale o parcheggio? In assenza di risposte residenti e commercianti continuano a lasciarci l’auto. E non solo loro. Tuttavia sono ben consapevoli che su questa isola felice del posteggio sotto casa dentro il centro storico, pende la mannaia dell’isola pedonale che potrebbe arrivare da un momento all’altro. L’ordinanza, infatti, è ancora lì, non c’è stata nessuna revoca. Per non svegliarsi una mattina con cattive sorprese, un residente ha preso carta e penna e ha scritto all’amministrazione comunale. “Ho rappresentato il caos che c’è qui”, ha detto indicando l’area invasa dalle auto. “Ci parcheggiano anche i camion. Nella lettera ho proposto all’amministrazione comunale di fare un parcheggio a spina di pesce e un’area destinata a chi si reca in chiesa. Ma non ho ricevuto alcuna risposta”, dice, specificando che dal giorno delal riunione di qualche anno fa, “Non si è più visto nessuno”. Certo è che a quei posti auto commercianti e residenti non ci vogliono rinunciare.  “Anziché penalizzarci, dovrebbero aiutare quelle attività che ancora investono nel centro storico”, dice la parrucchiera Graziella, con il negozio su via SS. Liberatrice dal 1977. “Abbiamo chiesto di utilizzare il lato destro della strada come parcheggio e, invece, piovono multe. Possono anche metterlo a pagamento, ma di certo non a 1,50 euro. Una cliente che si ferma nel mio negozio cinque ore deve pagare 7,50 euro? Mica le dobbiamo rimpolpare noi le casse del Comune, già lo facciamo abbastanza”, commenta stizzita. “I miei clienti vengono da fuori, ci sono anche delle persone anziane che non possono lasciare l’auto al Sacrario e venire fin qui a piedi”. I parcheggi, qui, sono un problema più urgente della stessa sicurezza: “Da questa parte si vive abbastanza sereni”, dice ancora Graziella, “Il caos è più verso San Faustino. I posti auto sono il nostro vero problema”. Il nodo incandescente dei  parcheggi, però, non è solo all’interno delle mura. Percorrendo anche la fascia esterna  lungo la cinta urbana si incontra un vero inferno di auto, con residenti e commercianti che si lamentano quotidianamente dell’assenza di stalli. Da via Carlo Cattaneo fino a Piazza Crispi proseguendo verso Porta Fiorentina, c’è una vera cintura di fuoco, dove i pochi parcheggi esistenti sono al collasso, situazione che esplode per dieci mesi all’anno, in tutte le ore dell’ingresso e dell’uscita dalle numerose scuole che si concentrano in questa fascia. Chissà che accadrebbe se un giorno, venisse chiuso il centro storico, lasciando le auto circolare in tondo intorno alla cinta muraria dove, già così, la situazione della mancanza di stalli è una polveriera pronta ad espolodere.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.