Viterbo – Chiudere una via al traffico per non creare disagio ai pedoni ha un senso, se i pedoni ci sono. Eccola, dunque, la ZtL fiore all’occhiello per la vecchia amministrazione Michelini, un crisantemo sulla tomba della propria attività secondo i commercianti. Attiva nelle ore centrali della mattina e del pomeriggio in via san Lorenzo, quando qui la gente di certo non fa a spinte per andare a passeggiare, sollevò alla sua introduzione l’immediata protesta di molti commercianti, pronti a sventolare scontrini e libri mastri sotto il naso dell’ex sindaco per dimostrare il calo del fatturato. Ma niente. La Ztl “s’ha da fare”. Ordine di Palazzo. Per il bene dei pedoni e dei turisti. Di loro nei mesi invernali nemmeno l’ombra. Via San Lorenzo sferzata dal freddo, avvolta nel buio, qualche scippo l’unica botta di (mala) vita, e la gente che rientra di corsa a casa prima del calar del sole per non trovarsi a doverlo raccontare da protagonista. Eppure l’amministrazione Michelini manteneva tenacemente la sua posizione. “La Ztl è cosa buona e giusta, e i viterbesi devono lasciare la macchina e vanire a piedi in centro”. La voce dell’allora assessore Alvaro Ricci (Pd) tuona ancora nei corridoi di Palazzo dei Priori. Un invito al “sacrificio” che i viterbesi avrebbero dovuto accogliere andando a via San Lorenzo, magari con il maltempo, o le raffiche di tramontana, a contemplare qualche negozio chiuso o a comprare un panino. Così non è andata. E il centro storico, che già tirava a campare, ha ricevuto l’ennesima mazzata. Perché non basta mettere una Ztl per far pedonalizzare una via, ai pedoni devi dare dei buoni motivi per andarci, che non può essere solo il fatto che non passano auto. Semmai quella sarà una conseguenza della loro presenza. Ad ogni modo la nuova amministrazione ora dovrà misurarsi con questo complesso banco di prova. Tanto più che l’attuale Ztl in via San Lorenzo termina alle 20. Dopo quest’ora il mondo qui cambia. Ristoranti e locali notturni aprono e inizia il passaggio pedonale di quelli consistenti. E con esso pure quello delle auto. E allora torni a chiederti il senso di questa ZTL: qual’é? Proprio quando la via si popola, i pneumatici iniziano a scorrazzare sui sampietrini costringendo i pedoni ad arrampicarsi quasi sui muri per camminare. Un controsenso bello e buono. Con l’eredità di Michelini ora dovrà misurarsi la nuova amministrazione comunale che nei prossimi giorni convocherà la terza commissione proprio per rivedere, tra le altre cose, la ztl. “Ci incontreremo per definire una posizione unitaria. Così com’è non può andare avanti. Troppi disagi”. A parlare è Gianmaria Santucci di Fondazione: “Nessuno nega che il punto di arrivo debba essere la chiusura al traffico – spiega – però la costruzione dalla precedente amministrazione, lo dico senza polemiche, non ha funzionato e, peggio, ha scontentato tutti. Un errore è stato, ad esempio, quello di non differenziare tra estate e inverno, quando c’è maltempo e non è nemmeno ben illuminato. Alle 23, poi, tutte le macchine le ritrovi in piazza. Ma che senso ha, avere una linea così? La nostra idea è quella di riaprire via San Lorenzo e “pedonalizzare” h24 piazza del Gesù, piazza della Morte, San Pellegrino, considerando anche che tutte queste zone sono collegate da vicoli interni che non costringono le persone a tornare su via San Lorenzo per spostarsi da una parte e l’altra. Con questa soluzione, sulla quale comunque siamo disposti a mediare, possiamo togliere le auto dalla parte monumentale, tutelandola, consentendo allo stesso tempo la circolazione su via San Lorenzo dove ci sono attività che la rendono commerciale. Dobbiamo anche constatare che i turisti che arrivano a Viterbo parcheggiano direttamente a Valle Faul, prendono gli ascensori e arrivano al Duomo. Non percorrono via San Lorenzo. Nei prossimi giorni ci metteremo seduti e troveremo un punto di incontro. Questa Ztl, però, così com’è scontenta tutti: i commercianti perché la via è chiusa al traffico, i residenti perché è aperta nelle ore serali, quando nel quartiere si trova di tutto, auto parcheggiate nelle piazze, vomito, schiamazzi. I turisti, poi, vengono da maggio a settembre. Questa è una città da turismo del sabato e della domenica. Pedonalizzare la parte monumentale, secondo noi di Fondazione, è la soluzione migliore. Con il ripristino della precedente viabilità, “ci sarà da rivedere il senso unico a via Annio” dove l’amministrazione Michelini dispose la circolazione da via Cavour verso via Cardinal La Fontaine. Oggi in via Annio sono più le macchine parcheggiate che quelle in transito. “Quando c’è una manifestazione – fa notare Santucci – perché far arrivare le auto a via Annio, per poi farle girare in via Cardinal la Fontaine e farle tornare a piazza Fontana Grande dove sono costrette, per non ripetere il giro, a svoltare verso via della Pace? Facciamole girare subito qui, interrompendo la circolazione a piazza Fontana Grande, anziché a metà di via Cavour”. Ma il buon senso non pare poi sempre così scontato.
Tiziana Mancinelli
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