Puliti i 9mila tombini in città, Marini: «Ora manutenzione regolare. Costerà 350 mila euro all’anno»
Viterbo, 2 marzo 2021 – Da qualche settimana compare un pallino giallo sui tombini viterbesi. È la “certificazione” che è stato pulito. Alla fine di febbraio, infatti, tutti i tombini della città, novemila, sono stati sottoposti a una radicale operazione di pulizia, con cui sono stati svuotati di tutto ciò che li aveva tappati. A fornire informazioni in merito è il capogruppo di Forza Italia, Giulio Marini: «È stato fatto un primo giro di pulizia», dice. Spesso, soprattutto quando

piove, sono molti i cittadini a lamentare la presenza dei tombini ostruiti, che provocano allagamenti delle strade e, nei casi peggiori, quando il tombino tappato si trova di fronte a un negozio, causa evidenti schizzi di acqua sporca sulle vetrine dei negozi ad ogni passaggio di un’auto. Ma il problema è ben lontano dall’essere risolto. I tombini, infatti, anche se sottoposti a una radicale pulizia, tendono a riempirsi nuovamente di sporcizia e fogliame. Anche alcuni cittadini ci mettono del suo, gettando dentro cicche e altra immondizia. I tombini, quindi, richiederanno un secondo giro di pulizia, e una manutenzione costante che costerà al comune di Viterbo «350 mila euro all’anno», spiega Giulio Marini. «Non che prima non venissero puliti – dice – ma ora sono oggetto di interventi regolari e più approfonditi. Fatto il primo giro, terminato a febbraio, ce ne sarà un altro. Poi dovremo assicurare una manutenzione ordinaria, affinché non si riempiano di nuovo. Con le indicazioni di Arera, questi servizi andranno pagati al di fuori della tariffa della raccolta dei rifiuti, quindi sarà un’altra incombenza per il bilancio comunale. Nel prossimo futuro bisognerà recuperare 350 mila euro dalle casse comunali per garantire la pulizia dei tombini. Oggi sono stati pagati con la tassa dei rifiuti. Ma domani dovrà essere il bilancio comunale a coprire questa spesa. La strada della finanza locale si fa sempre più stretta», dice Marini. C’è poi l’incognita “cittadino incivile” che potrebbe determinare un riempimento più rapido dei tombini. Sul punto Marini cita ad esempio un episodio accaduto ieri: «In un’isola ecologica a strada Montigliano hanno riempito un cassonetto di tegole del tetto. Una cosa inaudita».

