Home Cronaca Macchina santa Rosa: assemblaggio completato. La “formazione” che dietro le quinte dà forma a Gloria.
Macchina santa Rosa: assemblaggio completato. La “formazione” che dietro le quinte dà forma a Gloria.

Macchina santa Rosa: assemblaggio completato. La “formazione” che dietro le quinte dà forma a Gloria.

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ViterboDietro le quinte della macchina di santa Rosa c’è un’altra macchina: quella della squadra della Edilnolo Tuscia della famiglia Fiorillo, costruttore, che ad ogni Trasporto la assembla per consegnarla la sera del 3 settembre al capofacchino Sandro Rossi e alla formazione dei facchini. Persone lontane dalle luci della ribalta, ma che danno il loro, prezioso, e indispensabile, contributo affinché l’evento del 3 possa prendere forma. E lo fanno con quella luce negli occhi tipica di chi sente tutta la forza di attrazione di questa tradizione, oltre alla devozione per la  patrona viterbese. I Fiorillo, in realtà, la macchina se la “coccolano” tutto l’anno, nel capannone in cui è custodita quando si spengono i riflettori del 3 settembre. Perché come spesso ha confessato Vincenzo Fiorillo, papà di Mirko e Alessio “Il pensiero della macchina non ci abbandona mai in tutti i giorni dell’anno”. Quando hai la responsabilità di mettere su, pezzo per pezzo, una struttura mastodontica che andrà sulle spalle di un motore umano per sfilare in una città in cui ogni piazza, ogni vicolo, ogni strada è un formicaio di persone, il pensiero al lavoro che devi fare è costante. E con esso, anche quella tradizione del 3, infine, ti entra sotto la pelle, e diventa parte di te, della tua famiglia. E così, oggi, il team della Edilnolo Tuscia si è presentato puntuale a bordo dei camion con sopra i pezzi di Gloria e hanno avviato l’assemblaggio.
Che si è concluso poco prima delle quattro
. Montato l’ultimo componente, un po’ come fanno i facchini quando lasciano la macchina davanti alla tappa finale del sagrato del santuario, sono usciti fuori dal ponteggio con entusiasmo e sono andati a festeggiare il fine lavori nel bar sulla piazza. C’è chi racconta una barzelletta, chi fa roteare il caschetto intorno al palmo della mano, chi alza in alto un bicchiere di Coca Cola. È un gruppo che si stringe, che si ritrova, che crea un legame, nel nome di quella tradizione che si incarna lì, in quella spirale bianca, imponente, che svetta verso l’alto, consapevole di avere ancora una volta sprigionato  quel suo arcano potere di avere cementato intorno a sé  una grande famiglia, una comunità, in cui ognuno non si sente più un estraneo, non si sente più solo, ma parte di un tutto.   Dopo diversi anni in cui il meteo ha creato non pochi problemi all’assemblaggio dei componenti della macchina, stavolta è stata la famiglia Fiorillo a farsi beffa del tempo, concludendo i lavori poco prima che scoppiasse un violento temporale che, fortunatamente, non ha creato alcuna difficoltà   alla struttura, forte, oramai, di esperienze del passato che hanno portato a rafforzare i vari sostegni per garantire la massima sicurezza. Vincenzo Fiorillo al termine dei lavori ha voluto ringraziare tutta la squadra, rimarcando non solo l’impegno, ma anche l’entusiasmo e la dedizione che mette nell’assemblaggio della macchina di santa Rosa. Ha voluto ringraziare la squadra anche Raffaele Ascenzi, l’ideatore di Gloria, che con l’occasione ha ricordato che questo è il suo decimo trasporto.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.