Santa Rosa: Viterbo tra Salvini e Tajani. I big dei due maggiori partiti di centrodestra al Trasporto del 3 settembre.
Viterbo – Anche una festa religiosa può avere il suo momento di gossip soprattutto se coinvolge così tante realtà, persone, ambienti, pubblico, media, come il Trasporto di santa Rosa. In questo caso l’angolo dedicato al “pettegolezzo” è sicuramente quello che si ritaglia a Palazzo dei Priori con l’immancabile “lotteria” sugli ospiti presenti. E così anche quest’anno è scattato il toto-celebrità, rinvigorito in questi giorni, dopo essere finito in una spirale di grigiore, dall’attivismo dell’assessore allo Sviluppo Economico, Alessia Mancini, che è riuscita niente di meno che a far recapitare un invito personale a Jennifer Aniston e George Clooney. Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, chissà che alla fine non esca “il numero” giusto e i due attori, o anche uno di essi, magari quel Clooney che più volte è venuto a Viterbo per le riprese di Catch 22, non decida di passare una serata sicuramente per lui “insolita”, facendo fare Bingo alla Mancini. Comunque andrà, se non altro il gossip del 3 settembre ha avuto di che alimentarsi. Andando sulle notizie certe a Palazzo dei Priori si va configurando, invece, l’incontro tra i massimi vertici della politica nazionale del momento: Matteo Salvini e Antonio Tajani che hanno confermato la loro presenza il 3 settembre. Il primo, Matteo Salvini, che sarà a Viterbo insieme all’altra figura di spicco della Lega, Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è sicuramente un leader in forte ascesa. Dall’altra Antonio Tajani, spesso presente a Viterbo, è indubbiamente una figura di caratura altrettanto rilevante, Presidente del consiglio europeo, uomo da sempre fidato di Berlusconi, da poco nominato vice presidente di Forza Italia, quello che raccoglierà, quindi, l’eredità del Cavaliere, per un partito che ricomincerà a guardare al futuro con aspettative di nuova crescita o, quanto meno, di consolidamento per continuare ad esercitare un ruolo di un qualche peso all’interno del centrodestra. In un momento decisivo per la politica italiana, ma anche per il quadro dei partiti che si andrà componendo nell’immediato futuro, i due leader si troveranno magari nella stessa finestra di Palazzo dei Priori a guardare la spirale luminosa di Gloria scendere solennemente tra una cascata di luci, oppure, a fianco dei facchini, sotto la macchina durante il Trasporto, in quei pochi metri quadrati dove si vivono le intense emozioni di un estremo voto che si compie sulle spalle di più di cento uomini per conto di tutta la città. Fede, volontà, forza: il trittico dei facchini che governa il Trasporto. Tre parole che vanno bene pure in politica, così come nella vita. E chissà che proprio al cospetto della macchina di santa Rosa non si maturi qualche decisione, o qualche orientamento per gli anni avvenire. Ma la presenza di Salvini e Tajani ha anche un “sapore” squisitamente politico per la città di Viterbo. La Città dei Papi è sempre stata una roccaforte di Forza Italia, che ha espresso figure istituzionali di rilievo in questi anni. Ma con le ultime politiche il termometro del consenso ha iniziato a segnare “Lega”, un partito che nasce al Nord, ma che sta mettendo radici nella Tuscia in modo radicale e profondo. Lo dice quel 20% in media raccolto tra il capoluogo e la provincia, con punte superiori anche in piccoli comuni, alle ultime elezioni politiche. Lo dice anche quella piazza colma di gente che ha accolto di fronte al teatro dell’Unione, qualche mese fa, Matteo Salvini nella sua ultima visita a Viterbo per la campagna elettorale di Giovanni Arena sindaco (FI). Ma nella Città dei Papi è ancora forte anche Forza Italia, primo partito alle regionali e alle comunali. Insomma, la Tuscia nei prossimi anni deciderà se diventare Leghista o restare Forzista. Un bivio che già si comincia a intravedere, proprio nella presenza dei due massimi esponenti delle due forze in campo nel giorno più importante della città, verso la quale la loro presenza è un forte segnale di vicinanza e un segno indiscutibile di interesse, anche politico, verso di essa.
Tiziana Mancinelli
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