Viterbo – “Non mi risparmierò”: aveva detto il sindaco Giovanni Arena, assicurando la sua presenza in ogni momento della tradizionale festa di santa Rosa che in questi giorni sta sfornando un appuntamento dietro l’altro. Il 3 settembre è ormai diventato una macchina “spaventosa”, intendendo con questo l’insieme di miriade di iniziative che ogni anno si aggiungono al programma di festeggiamenti, estendendolo ben oltre quella sera del passaggio della Macchina. E a farla da padrona è quasi sempre la solidarietà, con raccolte di fondi a fini benefici, ma anche la spiritualità che, anche in un evento dall’alta spettacolarità, riesce sempre a venir fuori in modo molto sentito. E così anche ieri sera, all’apertura delle cene in piazza dei facchini, il neo sindaco di Viterbo ha voluto subito inaugurare una stagione di grande partecipazione, cogliendo l’occasione anche per stringere intorno a sé i suoi amministratori. Al tavolo con Arena gli assessori Nunzi, Mancini, Contardo, De Carolis, Allegrini, il senatore Battistoni, i consiglieri Merli, Micci, Bianchini, Cepparotti, Bugiotti, Perlorca, il presidente del consiglio Stefano Evangelista. Quasi una replica del consiglio comunale in versione “culinaria”. Un bel segno di vicinanza alla città. In cuffietta e grembiule, invece, si è vista Gabriella Grassini che stavolta ha preso parte alle cene non stando seduta al tavolo, ma servendo “gnocchi”, unendosi così alla pro loco di San Lorenzo Nuovo che ieri sera ha preparato alcuni dei suoi gustosissimi piatti. A farle concorrenza un’altra fedelissima delle cene in piazza Maria Rita de Alexandris che anche quest’anno, non più consigliere comunale, ha voluto anche lei indossare cuffietta e grembiule e servire ai tavoli come fa ormai da diverse edizioni. In posizione più defilata si è visto il consigliere comunale di opposizione Alvaro Ricci a cena con la famiglia. A cena dai facchini anche il vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli e il consigliere regionale Enrico Panunzi. Più dinamico, in mezzo alla gente, invece, il consigliere comunale di Viva Viterbo Giacomo Barelli. A muoversi intorno ai tavoli con grande destrezza l’esercito bianco di Rosa, i facchini, che come tutti gli anni hanno servito con estrema gentilezza e grande pazienza tutti i commensali. Per loro, la prima prova di “portata” è stata superata sicuramente a pieni voti.
