Home Attualità Ordine del giorno urgente di Scardozzi (Lega) su rischio chiusura punto Enel e accorpamento con Civitavecchia.
Ordine del giorno urgente di Scardozzi (Lega) su  rischio chiusura punto Enel e accorpamento con Civitavecchia.

Ordine del giorno urgente di Scardozzi (Lega) su rischio chiusura punto Enel e accorpamento con Civitavecchia.

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ViterboAllo studio di Enel un piano di riorganizzazione a livello nazionale, nell’ottica del taglio dei costi, che potrebbe portare alla chiusura di diversi punti Enel sul territorio. L’azienda mirerebbe anche a tagliare la “Distribuzione”, con la media e bassa tensione ormai abbandonata. Una prospettiva, quella della riorganizzazione di Enel, che sta generando una certa preoccupazione sui territori, compreso quello di Viterbo per il quale sarebbe previsto un accorpamento con Civitavecchia per Enel Distribuzione. Nel comune tirrenico si è già tenuto un tavolo interistituzionale con Enel, imprese e sindacati, coordinato dal sindaco, Antonio Cozzolino. In questa sede l’azienda avrebbe dato rassicurazioni sul fatto che l’accorpamento di Enel Distribuzione tra Viterbo e Civitavecchia sarebbe “solo sulla Carta” (Fonte Civinoline) in termini di «organigramma, ma sia le sedi che le squadre di intervento rimarranno nei territori di competenza». Parole. Che non hanno smorzato la preoccupazione per quelle che potrebbero essere le conseguenze del nuovo assetto territoriale di Enel, sia a livello occupazionale, sia di prestazioni di servizio. A sollevare il caso a Viterbo è il consigliere comunale della Lega, Antonio Scardozzi,  che proprio ieri ha protocollato un ordine del giorno urgente da discutere nel prossimo consiglio comunale, attivando sull’argomento l’organo di governo territoriale, come già sta facendo anche Civitavecchia. Il testo dell’ordine del giorno da sottoporre al voto del consiglio recita: «Il consiglio comunale di Viterbo, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute dai dipendenti ENEL,  guarda con preoccupazione l’allontanamento complessivo delle aziende del gruppo Enel dal territorio di Viterbo sia per quanto riguarda i recapiti commerciali sia i presidi operativi e i siti produttivi; la chiusura o il previsto accorpamento della zona di Viterbo a quella di Civitavecchia; la centralizzazione a Roma del reparto gestione e connessioni della zona di Viterbo all’interno di un nuovo centro di competenza; la chiusura del punto Enel di Viterbo; la chiusura della centrale termoelettrica di Montalto di Castro; la riduzione degli organici; l’abbandono di circa 100 mila clienti ora contrattualizzati in Sen (Servizio Elettrico Nazionale) e la vendita del punto Enel diretto presente sul territorio; lo stato in cui versano tutti gli impianti (reti di distribuzione e impianti di produzione) per mancanza di rifacimento ed effettiva manutenzione; il licenziamento dei giovani somministrati presenti nel territorio». Questi i punti principali elencati nell’ordine del giorno, quali fonti di preoccupazione. Sulla base di essi, la mozione presentata da Scardozzi, esprime un “invito” ad Enel ad: effettuare un congruo numero di assunzioni anche sul territorio della provincia di Viterbo; ad investire sugli impianti, sulle linee elettriche, sulle manutenzioni e sulla sicurezza nella provincia di Viterbo; a garantire il presidio commerciale e tecnico ai cittadini, mantenendo il punto Enel di Viterbo che, in un periodo di liberalizzazioni totali, è l’unica àncora di salvataggio per le fasce più deboli della popolazione; a garantire ai somministrati la loro stabilizzazione contrattuale”. A tal fine l’ordine del giorno propone l’apertura di un tavolo di concertazione alla presenza delle istituzioni regionali, provinciali, comunali, prefettura, gruppo Enel e organizzazioni sindacali, al fine di approfondire le problematiche e tentare di trovare una soluzione”.

Tiziana Mancinelli

info@quintaepoca.it

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.