Home Cronaca Don Elio Forti, “tutte le parrocchie aiutano i bisognosi, ma non basta”
Don Elio Forti, “tutte le parrocchie aiutano i bisognosi, ma non basta”

Don Elio Forti, “tutte le parrocchie aiutano i bisognosi, ma non basta”

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Non bisogna guardare oltre mare per sapere cos’è la povertà. Negli anni è pian piano scivolata fin dietro la nostra porta. E ora si trova proprio sotto il nostro naso. Sempre più poveri. Sempre più italiani. Il quadro che sta prendendo forma ai nostri giorni è desolante e insieme sconcertante. Passare al di là della barriera, da una condizione di vita normale a quella di uno che non ha più nulla, è veramente un attimo. Basta una firma in fondo a una lettera di licenziamento, e si scatena quella reazione a catena che ti porta a finire in fondo a una strada, a dormire in qualche androne, in un parcheggio o in un prato, ricoperto da un mucchio di stracci in un paese che esorcizza la povertà con la più completa indifferenza. Il caso di Edoardo, un senza tetto salito agli onori della cronaca per un gesto umanitario compiuto dal gruppo di Unione della Tuscia di Viterbo che gli ha donato una bicicletta con cui spostarsi, ha sollevato il coperchio di una pentola che ormai è piena fino al bordo. Sono moltissimi gli italiani, i viterbesi, che si trovano in grande difficoltà. Un fenomeno che conosce bene don Elio Forti, vicario di zona della città di Viterbo e parroco della parrocchia di Santa Maria della Verità.\r\n\r\n“Purtroppo è una situazione con cui ci confrontiamo ogni giorno – dice – alla mensa della Caritas vengono un centinaio di persone e ci sono moltissimi italiani. Negli ultimi anni la percentuale dei nostri connazionali è aumentata, credo si possa parlare di un quindici, venti per cento in più”.\r\n\r\nLa mensa Caritas è sostenuta da diverse parrocchie. In prossimità di essa, in via San Leonardo, esiste anche un dormitorio che ogni notte accoglie venticinque persone. Non si tratta di una dimora definitiva. Una persona può usufruire dell’alloggio che gli viene offerto per non più di una settimana, dopodiché, appena assaporato il calore di una casa, deve tornare per strada. È un luogo di passaggio che accoglie di volta in volta chi ne ha più bisogno.\r\n\r\n“C’è un punto di accoglienza a piazza Dante – dice Don Elio – dove si prende visione delle persone che ne fanno richiesta, prima di mandarle nel dormitorio. Tutte le parrocchie sono impegnate nel sostenere come possono i tanti bisognosi. C’è chi procura loro il vestiario. Chi paga le bollette, e chi porta altri aiuti materiali, ma è veramente difficile fare fronte a una piaga di povertà che si fa ogni giorno più estesa. Sarebbero necessari interventi più importanti”, conclude il parroco.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n(In foto la chiesa di Santa Maria della Verità)

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.