Home Cronaca Elezioni sodalizio: jackpot per Mecarini e Rossi, riconfermati, prendono tutte le cariche.
Elezioni sodalizio: jackpot per Mecarini e Rossi, riconfermati, prendono tutte le cariche.

Elezioni sodalizio: jackpot per Mecarini e Rossi, riconfermati, prendono tutte le cariche.

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Viterbo – Massimo Mecarini e Sandro Rossi confermati per il quinto mandato consecutivo alla guida dei facchini di santa Rosa, il primo come presidente del sodalizio, il secondo come capo facchino, ruoli ricoperti da ben 12 anni. L’elezione è avvenuta oggi alla ex chiesa della Pace, dove i facchini, a partire dalle 18,25, hanno iniziato le operazioni di voto. Duecentoventiquattro gli aventi diritto al voto. Lo hanno espresso 218. Un’affluenza del 97,32%. Insieme al presidente e al capo facchino sono stati  rinnovati anche i vertici del sodalizio: consiglio; collegio dei revisori dei conti; probiviri. Il rinnovo delle nomine avviene ogni tre anni. Nella precedente elezione fu presentata una sola lista, e, dunque, l’elezione  avvenne per acclamazione. Negli ultimi anni, però, all’interno del sodalizio si sono enucleate due correnti distinte, una facente capo a Paolo Moneti, l’altra a Massimo Mecarini e Sandro Rossi. Due anime che hanno convissuto in questi anni all’interno del consiglio, determinando non poche spaccature, essendo formato da esponenti di entrambe le aree. Una divisione che è stata, in un certo senso, sancita, nelle elezioni di oggi con la presentazione di due liste: quella di Paolo Moneti, e quella di Massimo Mecarini. Le due correnti si sono, quindi, confrontate, e ad affermarsi con un netto vantaggio è stata quella di Mecarini e Rossi. Che il voto stava andando dalla loro parte è stato evidente fin da subito con l’elezione dei probiviri. Eletti Latilla, Aluisi, Gemini, tutti uomini di Mecarini. Il vento ha continuato a tirare dalla parte del presidente uscente nche nella votazione dei revisori dei conti: eletti Lanzi, Fasanari e Giordani. Anche questi uomini della lista di Mecarini.  Un verdetto piuttosto profetico di quello che sarebbe successo di lì a poco. Ed ecco l’elezione del consiglio: Corinti, Perandria, Corbucci, Roselli e Tombolella. Anche qui, poker di Mecarini e Rossi. Il consiglio torna a parlare un’unica voce, quella di Rossi-Mecarini, dal momento che Moneti non riesce a piazzare nessuno dei suoi al suo interno. Il precedente consiglio era formato dallo stesso Moneti, da Franci, e Serafini, che non vengono riconfermati. Si passa alla votazione del vice presidente. Qui la sfida è tra Luigi Aspromonte, area Mecarini, e Roberto Ceccariglia area Moneti. Inizialmente Ceccariglia sembra tenere, ma scrutinate le prime 50 schede, si comincia a intravedere anche qui il risultato: 127 Aspromonte, 90 Ceccariglia. È ancora Mecarini e Rossi a piazzare un loro uomo nella carica di vice presidente. L’aria si surriscalda. Il gruppo di Mecarini assiepato intorno ai tavoli dello scrutinio inizia a manifestare entusiasmo. Quello di Moneti siede verso la fine della ex chiesa della Pace, sempre più silenzioso, mentre scheda, dopo scheda, si va a definire un sodalizio che porta sempre di più la firma di Mecarini e Rossi. Si arriva, quindi, all’elezione del capofacchino e del presidente. Sandro  Rossi travolge Romolo Tredici: finisce 135 a 81. Rossi, per il quinto mandato consecutivo, tornerà a guidare i facchini sotto la macchina di santa Rosa. Un altro tassello è piazzato, e la piramide del sodalizio, con i suoi ruoli, va prendendo forma, verso l’alto: resta da definire  il vertice: il presidente. I facchini si apprestano ad aprire le schede che consegneranno al sodalizio il suo nome. Si fronteggiano i capi corrente che in questi anni hanno aperto un confronto, dai toni, a volte, di un vero e proprio scontro, all’interno del sodalizio. Mecarini contro Moneti. Visti i risultati degli scrutini per le altre cariche, è più ottimista il primo, più silenzioso, quasi rassegnato, il secondo. Del resto, ormai, il pronostico è nell’aria: la lista di Mecarini ha già avuto la meglio nell’elezione dei probiviri, dei revisori, del consiglio e del capofacchino. Pensare che per il presidente possa verificarsi un ribaltamento di scena, è quasi impossibile. Ed, infatti, Mecarini vince per 127 voti su 89. Partono i cori in onore di Massimo Mecarini: “C’è solo un presidente, un presidente, un presidente…” cantano i facchini. Il gruppo di Moneti è rimasto in fondo alla chiesa, e nel corso dello scrutinio si è assottigliato, mentre è andato infoltendosi quello intorno ai candidati di Mecarini-Rossi.

 

Presidente

Presidente –  Massimo Mecarini 127 (eletto)

Paolo Moneti 89 – (non eletto)

 

Vice presidente

Roberto Ceccariglia 90 (non eletto)

Vice presidente – Luigi Aspromonte 127 (eletto)

 

Capo facchino

Romolo Tredici 81

Sandro Rossi 135

 

Consiglieri del direttivo

Consigliere – Massimo Corinti 132 (eletto)

Consigliere Massimiliano Perandria 125 (eletto )

Consigliere Stefano Corbucci 112 (eletto)

Consigliere Gianluca Roselli 105 (eletto)

Consigliere Maurizio Tombolella 118 (eletto)

Roberto Merlani 83 (non eletto)

Luigi Carlantoni 81 (non eletto)

Stefano Santucci 79 (non eletto)

Andrea Damiani 68 (non eletto)

Ferdinando Marignoli 77 (non eletto)

Maurizio Marinetti 31 (non eletto)

Gianni Baiocco 32 (non eletto)

 

Candidati probiviri

Probiviri (eletti) – Marco Latilla 127

Probiviri (eletti) – Giovanni Aluisi 120

Probiviri (eletti) Marco Gemini 139

Danilo Franci 81

Ercole Rempicci 78

Massimo Bastianini 75

3 bianche una nulla

 

Revisori dei conti

Ermanno Lanzi 130

Giuliano Giordani 109

Alvaro Fasanari 133

Marco Cepparotti88

Giovanni Serafini78

Maurizio Stefanoni74

 

 

 

 

 

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.