Minimacchina Pilastro, Loddo: “Voglio che il vostro primo sollevate e fermi sia per i terremotati”
“Vi chiedo che il vostro pensiero al primo sollevate e fermi, che è quello più duro, vada a queste persone che stanno passando un momento di vero terrore”. Inizia così il Trasporto della mini macchina del Pilastro, all’interno della chiesa di viale Bruno Buozzi dove il giovane e allegro esercito di Rosa riceve la benedizione prima di recarsi alla partenza di Spirale di fede.\r\n\r\nLe parole sono di Angelo Loddo, presidente del comitato festeggiamenti del Pilastro, che prima di dare inizio al Trasporto ricorda ai piccoli facchini il senso di questa tradizione, dedicata quest’anno proprio alle vittime del terremoto di Rieti.\r\n\r\n“Tanti ragazzi come voi – dice – una mattina si sono alzati senza avere più nulla. Niente giochi, niente casa. Stanno attraversando un momento di vero terrore e stanno lottando per ritrovare la serenità. Voi siete i messaggeri di Rosa – dice Loddo ai ragazzi e ai bambini che ascoltano attenti le sue parole – portate in questo quartiere il suo esempio di vita ispirato alla carità, alla solidarietà e alla pace. Stasera il nostro pensiero sarà rivolto a queste persone. Vi ringrazio per quello che andrete a fare tra poco. Per voi è stato un mese duro, segnato anche da un’estate molto calda. Ma ora siamo arrivati. Ricordate: solo quando il Trasporto sarà finito e il vostro capo facchino vi dirà ‘fuori dalla macchina’, solo allora, potrete andare ad abbracciare i vostri genitori e sarete facchini di santa Rosa, perché avete onorato la vostra patrona”. Loddo poi rivolge un pensiero al padre, Pino Loddo, impegnato come capo facchino sul percorso, sottolineando il ruolo di guida che ha avuto nella sua vita, lo stesso che svolge ora sul percorso per i mini facchini. “Nei momenti in cui sembra che il suolo stia per crollare, se la struttura è fatta bene, la casa regge, lui è stato il mio pilastro”, dice il figlio Angelo.\r\n\r\nTraccia, invece, un parallelismo tra l’attaccamento dei reatini alla propria terra ricoperta di macerie e il senso di appartenenza evocato dalla figura di santa Rosa, il sindaco del Comune di Viterbo, Leonardo Michelini. “Questo è il momento delle lacrime e noi dobbiamo sostenere chi ha perso tutto, amici, genitori, famigliari, dobbiamo aiutare chi è rimasto in vita e si ritrova senza più nemmeno una casa”, dice Michelini, “Io sono rimasto molto colpito dall’attaccamento che queste persone hanno dimostrato verso il loro paese, la loro identità. Per noi santa Rosa esprime anche un forte senso di appartenenza. E in questo mi sento di tracciare un parallelismo con quanto stanno dimostrando le popolazioni colpite dal sisma.\r\n\r\nDon Luigi Fabbri sposa in pieno il termine messaggero: “mi piace molto chiamarvi così, perché è quello che siete. Voi innalzata verso l’alto santa Rosa, che sta sulla mini macchina, alta 12 metri, in modo che tutti possano vederla, e nel farlo, riescono a conoscerla meglio e a imitare il suo esempio di carità, attenzione al prossimo, ai più piccoli, ai poveri. Siate sempre orgogliosi di portarla sulle vostre spalle e ricordate di essere sempre nella vita, anche quando sarete adulti, messaggeri di santa Rosa, per rendere sempre attuale il suo esempio di vita.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli