Home Cultura Il Comitato Centro storico festeggia 50 anni di Trasporto

Il Comitato Centro storico festeggia 50 anni di Trasporto

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Dal 1966 al 2016, dal cartone all’Unesco, 50 anni da quando ha avuto inizio, nata per strada, fino ad oggi, che cammina ancora per i suggestivi vicoli viterbesi, ogni 1 settembre: il Trasporto della macchina del centro storico. \r\n\r\nE nonostante le 50 “primavere”, è da sempre un’emozione infinita e una tradizione senza scadenza. Ogni nuova generazione di viterbesi cresce “all’ombra” della macchina di santa Rosa, con l’immagine stampata negli occhi di quella spirale luminosa che scivola via sovrana e maestosa per le strade cittadine della Viterbo antica. Un’immagine che entra da subito nel loro vissuto quotidiano: il Trasporto della mini macchina del centro storico è nato per gioco, tra i bambini, per i vicoli della città. Oggi è una tradizione consolidata, al pari di quella della macchina principale, dalla quale trae ispirazione. A celebrare questa storia che per 50 anni si è dipanata intorno alla mini macchina, sono intervenuti stamattina i protagonisti, presso la sala Alessandro IV di palazzo dei Papi.\r\n\r\nGiancarlo Bruti l’ha fissata in un libro e la narra in pochi, nostalgici, ma esaurienti, frammenti di pensieri ed emozioni da distribuire  a piene mani su una platea che ha affollato fino all’ultima sedia la gigantesca sala. “Quando si facevano queste piccole costruzioni – racconta Bruti – avevamo davanti le meravigliose creazioni di Paccosi e Papini e anche i bambini volevano una costruzione piena di immagini. A quell’epoca i giornali non abbondavano, e qualcuno oltre al santino portava anche qualche foto dei calciatori che finivano, inevitabilmente, per essere portati in trionfo insieme alla Santa. Questo ci fa capire l’ ingenuità, ma anche la validità del sentimento. Voglio raccontare un aneddoto che secondo me spiega perfettamente quale sia il significato della tradizione del Trasporto. Accompagnavo i ragazzi in processione quando ho sentito una frase da parte dei genitori, che poi ho ascoltato nuovamente per molte volte ancora: ‘so che mio figlio è lì, ma non lo riconosco perché sono tutti uguali’. Ecco questo è il messaggio. Quando s’indossa la divisa, si perde l’individualità e si trova l’unità. È questo lo spirito: non c’è agonismo, ma voglia di concorrere tutti insieme.  Abbiamo avuto anche ragazzi con dei problemi, qualcuno aveva disabilità, ma sotto la macchina diventavano tutti uguali, non ti accorgevi della differenza. Tutti uniti per un’impresa. Se anche perdi una scarpa durante il percorso, continui a camminare anche scalzo. Tutti partecipano. Non c’è il più bravo o il più forte. La macchina può essere bella artisticamente, ma non è questo lo scopo. Perché la costruzione è solo un complemento. I  protagonisti sono i ragazzi. E se loro avessero sulle spalle delle tavole grezze, non cambierebbe nulla”.\r\n\r\nAll’incontro di oggi è intervenuto anche il presidente del Sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini: “Il caso ha voluto che il 50esimo anno del Trasporto della macchina del centro storico cadesse l’anno del Giubileo, rendendolo ancora più significativo. Le mini macchine sono una realtà importantissima per città e Sodalizio, poiché costituiscono una vera e propria scuola, un’autentica fucina di giovani facchini. Tra le nostre fila ce ne sono moltissimi che provengono da essa. Non dobbiamo insegnare loro niente, perché già sanno come indossare la divisa con grande dignità, consapevoli del loro ruolo. Il mio augurio per la macchina del centro storico è di arrivare almeno a 100 anni. Mi preme ricordare che la realtà delle mini macchine e dei loro facchini rientra nel riconoscimento Unesco del Trasporto come bene immateriale dell’umanità”. Prima di congedarsi dalla platea a Mecarini preme specificare un punto toccato, in apertura dell’incontro, dal vescovo Lino Fumagalli  che aveva sostenuto come l’entusiasmo dei bambini-facchino sia impareggiabile, addirittura superiore a quello dei facchini adulti. “Volevo dire una cosa – dice Mecarini – i facchini grandi non hanno meno entusiasmo dei facchini piccoli. Hanno il loro stesso cuore, perché in fondo, per fare quello che facciamo,  rimaniamo tutti bambini”.\r\n\r\nEsprime soddisfazione per essere arrivato al taglio del nastro del 50° Trasporto, il presidente del Comitato Centro Storico, Alfredo Fazio, “non mi pare vero di essere arrivato fin qui. Il Trasporto della mini macchina deriva da un gioco nato nel 1966 nei vicoli di Viterbo, poi istituzionalizzato. Abbiamo messo tanto impegno in questi anni. I modelli delle macchine sono tutti originali. Ma il nostro interesse principale è rivolto ai bambini, il nostro scopo prioritario è essere per loro degli educatori, insegnargli i nostri valori in modo tale da mantenere viva quella viterbesità che un giorno gli permetterà di diventare facchini. Il 75% degli attuali facchini viene dalle nostre linee,  9 dei nuovi facchini, 7 vengono dalle nostre file. Il nostro impegno resterà sempre quello di insegnare ai bambini l’amore per santa Rosa e la tradizione”.\r\n\r\nTutti i facchini passati sotto la macchina, restano storia di questa città.\r\n\r\n“La sera del 31 agosto – spiega Renzo Lucarini primo capofacchino della mini macchina di santa Rosa del centro storico – prendiamo la benedizione in San Giovanni in Zoccoli, durante una messa in ricordo dei facchini che non ci sono più. Noi li abbiamo sempre tutti nel cuore”.\r\n\r\nTocca ad Alessio Malè, vice presidente del Sodalizio dei facchini di santa Rosa portare la testimonianza di un mini facchino che passa nella formazione degli adulti una volta cresciuto: “Sono stato un mini facchino – dice – ricordo ancora i tantissimi anni vissuti alla Crocetta insieme agli altri ragazzi. Le emozioni sono state tante e diverse da facchino e da mini facchino, ma c’è una cosa che accomuna queste due esperienze ed è il senso di appartenenza. La cosa fondamentale nel Trasporto è che non conta cosa c’è sopra. Io sono al 23esimo anno di Trasporto e devo dire che ci sono cose che non cambiano da mini facchino e da facchino: il non dormire la notte prima, il non mangiare il giorno del Trasporto e la liberazione, la sera, quando si posa la macchina e la mini macchina\r\n\r\nDurante l’incontro è stato osservato un minuto di silenzio per le vittime del terremoto di Rieti e presentato l’annullo filatelico realizzato per il 50° anniversario del Trasporto con Poste Italiane.\r\n\r\n \r\n\r\n 

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.