Civitavecchia, il treno riparte, ma il figlio non riesce a scendere: gli agenti lo recuperano a Montalto.
Viterbo – “Sono state 4.329 le persone controllate, 3 arrestate, 14 deferite all’autorità giudiziaria in stato di libertà, 529 unità impiegate nelle attività di controllo nelle stazioni ferroviarie e 127 pattuglie impegnate a bordo treno per 295 treni scortati”. Sono i numeri delle attività compiute dagli operatori della polizia di stato in sevizio presso il compartimento di polizia ferroviaria per il Lazio nel periodo dal 1° aprile al 7 aprile 2019. “Nel pomeriggio del 2 aprile scorso – riporta una nota – gli agenti in servizio presso la sottosezione polizia ferroviaria di Civitavecchia, nel corso del servizio di vigilanza, sono intervenuti attratti dalle urla di un cittadino bengalese in forte stato di agitazione, poiché il figlio minorenne con cui viaggiava sul treno proveniente da Roma Termini non era riuscito a scendere. L’uomo, in preda al panico, in quanto il ragazzo non parlava italiano e non aveva con sé alcun cellulare è stato subito tranquillizzato dagli agenti, i quali, tramite il telefono di servizio, permettevano al capotreno di individuare il ragazzo, riuscendo a farli ricongiungere nella stazione di Montalto di Castro”. Un altro intervento degno di nota è stato quello avvenuto: “Nella giornata del 6 aprile u.s., quando il personale della squadra di polizia giudiziaria compartimentale ha eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dall’autorità giudiziaria di Roma a carico di un cittadino italiano con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, il quale, in pochi giorni ha portato a termine una serie di furti commessi e denunciati in ambito ferroviario. È risultato tempestivo anche l’intervento di una pattuglia del reparto stazione Roma Termini che, su segnalazione del centro operativo compartimentale, è intervenuta presso la biglietteria della stazione, poiché un cittadino straniero aveva scavalcato la balaustra di protezione delle scale che portano al piano sottostante, minacciando di lanciarsi nel vuoto all’altezza di circa 10 metri. Grazie all’esperienza del personale della polizia ferroviaria intervenuto, l’uomo veniva portato alla calma riuscendo a farlo desistere dal proprio intervento.